Home Attualità Talete, consiglio, ira dell’opposizione: «Da Frontini inviti solo ai 4 sindaci che hanno firmato il ricorso».
Talete, consiglio, ira dell’opposizione: «Da Frontini inviti solo ai 4 sindaci che hanno firmato il ricorso».

Talete, consiglio, ira dell’opposizione: «Da Frontini inviti solo ai 4 sindaci che hanno firmato il ricorso».

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Viterbo, 7 ottobre 2022 – È partito subito con uno scontro diretto il consiglio comunale straordinario su Talete di giovedì 6 settembre: da una parte l’opposizione, dall’altra la sindaca Frontini.  A innescare la miccia, gli inviti che la sindaca avrebbe fatto solo ai quattro sindaci che hanno firmato con lei il ricorso, ma non a tutti “gli altri 54 che la pensano diversamente“, ha sottolineato l’opposizione. Si parla della società che gestisce il servizio idrico integrato, e dell’iter avviato per indire una gara per la ricerca di un socio privato che mantenga una quota di minoranza del 40%, “lasciando il controllo della società in mano pubblica“, cioè ai comuni della Tuscia. Sono loro i soci di Talete. Procedimento avviato due giorni prima che al Comune arrivasse, appunto, la sindaca Frontini. La nuova inquilina di Palazzo dei Priori ha presentato ricorso insieme ad Alessandro Giulivi, sindaco di Tarquinia, e a quelli di Monte Romano, Vasanello e Soriano, contro l’iter avviato, senza, però, richiedere una sospensiva per fermarlo. Ma chi  parteciperebbe a una gara sapendo che è sottoposta a un giudizio pendente che potrebbe arrivare anche tra qualche anno? Da qui i timori dei sindaci: che fare, dunque, con un ricorso in atto? Proseguire nella gara rischiando che vada deserta, rischio che ci sarebbe stato anche senza ricorso, figuriamoci ora che ce n’è uno, oppure fermarsi?  E chi dovrebbe fermarla, con l’altro rischio che poi, alla fine dei conti, potrebbero non trovarsi altre strade alternative ai soldi privati? In questa impasse si è inserito il consiglio straordinario di Talete di giovedì, richiesto dall’opposizione per “ragionare su numeri e fatti amministrativi”. Seduta in cui la stessa opposizione avrebbe richiesto la sola presenza del presidente della Provincia, nonché dell’Ato, Alessandro Romoli, e dell’amministratore unico di Talete, Salvatore Genova, salvo scoprire, così ha riferito Ricci in consiglio comunale, che la sindaca aveva invitato anche i sindaci della Tuscia. Solo alcuni, però, cioè quelli firmatari del ricorso, lasciando a casa tutti gli altri, cioè quelli che, invece, hanno votato per procedere alla pubblicazione della gara per la ricerca del socio privato.

Da qui lo scontro tra l’opposizione e la sindaca, accusata da Alessandra Troncarelli (PD) «di avere forse preso il Comune un po’ come casa sua? Fa una lista di invitati protocollata, facendo parlare solo una parte di sindaci ed escludendo tutti gli altri, cioè la maggioranza. Proprio perché lei indossa la fascia tricolore, sindaca – ha detto Troncarelli – deve garantire che i cittadini siano informati a 360 gradi e non solo per quella parte che vuole lei. Questa non è democrazia. Sentir dire dalla sindaca “sono libera di invitare chi meglio credo” è una cosa di cattivo gusto che non accetto», dice Troncarelli, prima di ribadire: «Tutti qui stiamo lavorando per mantenere l’acqua pubblica, non so come lo voglia fare lei.  Non ho sentito soluzioni. Il fallimento di Talete porterà alla privatizzazione dell’acqua».

Da sin.: Elpidio Micci (Viterbo Cresce), Andrea Micci (Lega) Claudio Ubertini (Lega)

Anche da parte della Lega la presenza dei soli sindaci firmatari del ricorso, ha sollevato perplessità: «Nel momento in cui si fanno determinati inviti – ha detto il consigliere comunale Andrea Micci –  ci convincete sempre di più che volete che la discussione vada in una certa direzione. Non vorremo che la discussione, alla luce degli invitati, sia in qualche modo indirizzata, come cercate di fare sempre, dispiace dirlo, ma accade che cercate sempre di dare una sola versione dei fatti.  Anche noi vogliamo l’acqua pubblica. Con l’ingresso di un privato al 40% la società resterà sotto il controllo pubblico.  Vogliamo capire le vostre intenzioni verso la società, i dipendenti, le casse comunali».

Laura Allegrini (FDI)

Anche da Fratelli d’Italia il pensiero è lo stesso: «Anche noi siamo perplessi su questo avvio di consiglio comunale – dice la capogruppo Laura Allegrini  – la discussione sembra sperequata. Incomprensibile l’invito solo ad alcuni sindaci e non a tutti. Il tema non è il ricorso, ma che ne sarà di Talete, fare in modo che non aumentino le bollette, che non ci sia dissesto per i Comuni, che non falliscano le ditte in cui Talete ha un’esposizione, che non sia licenziato il personale. Dovevano essere invitati tutti i sindaci oggi. L’indirizzo che oggi voleva dare l’opposizione a questo consiglio – ha proseguito Allegrini – è stato modificato dal sindaco, dando proprio indicazione con gli inviti. Talete non inciderà soltanto sullo stato finanziario di Viterbo e Tarquinia, ma anche di altri comuni della provincia. Se c’è chi ha mancato di rispetto ai cittadini, è proprio chi ha gestito gli inviti di questo consiglio, lasciando a casa i sindaci e la popolazione he rappresentano».

Alvaro Ricci capogruppo del Pd
Alvaro Ricci capogruppo del Pd

Ma l’attacco più duro arriva dal capogruppo del Pd, Alvaro Ricci: «I gruppi di opposizione non erano a conoscenza dell’elenco degli invitati», ha detto riguardo alle presenze in sala che, oltre ai sindaci firmatari del ricorso, ma non quelli che non l’hanno fatto, comprendono anche Paola Celletti del comitato “No non ce la beviamo”, Carlo Mezzetti avvocato del comitato,  Bengasi Battisi, portavoce del coordinamento nazionale enti locali per l’acqua pubblica e e un tecnico del Centro studi Enti locali.  «I gruppi di opposizione – ha detto Ricci alla sindaca – hanno richiesto un consiglio straordinario che avesse un profilo tecnico, non a caso avevamo richiesto l’amministratore Genova e Alessandro Romoli, presidente Ato. Punto. Notiamo, invece, alcune presenze.   Sono stati invitati solo i sindaci che hanno firmato il ricorso con lei, non, invece, i 54 che la vedono in maniera diversa. Incomprensibile. Perché non ha invitato almeno una rappresentanza di questi altri sindaci che la vedono in maniera totalmente diversa? Notiamo anche l’assenza delle rappresentanze sindacali dei lavoratori di Talete e di quelle datoriali. A seconda della piega che prenderà la società, andrà a intaccare larghissimi strati della società. Sono stati convocati consigli comunali a iosa su Talete meramente idoelogici. Volevamo dare a questo consiglio un’altra impronta, capire bene numeri, questioni, fatti amministrativi ed eventuali ripercussioni che ci potranno essere su tutte le figure che ho citato, in primis il comune di Viterbo. Oggi c’è una presenza completamente squilibrata», dice Ricci lamentando che «nelle comunicazioni», non gli sarebbe stato detto «di invitare alcun parti sociali. Il mondo non è rappresentato solo da loro – ha proseguito il capogruppo del Pd -.  C’è ben altra  fetta della società preoccupata, che avrebbe evitato fortemente questo scontro e questo isolamento del comune di Viterbo che, anziché al centro, lo abbiamo messo in un angolo.  Se aveva intenzione di fare una seduta così partecipata, doveva invitare una rappresentanza, visto che sono tantissimi, dei sindaci che non la pensano come i quattro che l’hanno supportata nel ricorso». La replica della sindaca, anziché placare gli animi li ha ulteriormente accesi: «È stato richiesto alle forze di opposizione di indicare quali fossero le persone che ritenevano opportuno invitare e qui, correttamente c’è il presidente della Provincia, Romoli, e l’amministratore, Genova. Ho ritenuto altrettanto corretto e opportuno coinvolgere in questo consiglio comunale, su invito, i sindaci che hanno intrapreso questa strada, in modo che sappiano  conoscano ogni dettaglio del dibattito che interviene all’interno del comune di Viterbo», ha detto la sindaca, facendo esplodere l’ira, a questo punto, di Ricci e forse anche del resto dell’opposizione che, però, resta composta: «Quando mai si è rivolta a noi o d altri dell’opposizione dicendoci chi volevamo invitare? – ha tuonato Ricci –  Abbiamo messo per scritto chi doveva essere invitato a questo consiglio comunale, cioè Genova e Romoli», dice Ricci con aria di rimprovero, rivolto al fatto che la sindaca avrebbe letto in aula ad alta voce solo una parte della richiesta scritta inoltrata dall’opposizione, saltando quella in cui si esplicitano le figure da invitare.  «Non mi dica -ha insistito Ricci – che ha chiesto a noi e ad altri chi volevamo invitare. Non dica cose non vere», strilla il capogruppo del Pd. E per qualche minuto sulla sala consiliare cala un silenzio tombale.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.