Home Attualità Talete, Romoli: “Se non approviamo la tariffa, si rischia di chiudere”.
Talete, Romoli: “Se non approviamo la tariffa, si rischia di chiudere”.

Talete, Romoli: “Se non approviamo la tariffa, si rischia di chiudere”.

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Viterbo, 28 novembre 2022 – “Se domani non approviamo la tariffa, rischiamo di far chiudere la Talete. Siamo rimasti basiti, mai successo nella storia che il Comune di Viterbo si sottraesse al confronto”. Così il presidente dell’Ato, Alessandro Romoli,  in conferenza stampa su Talete, dopo l’assenza del comune di Viterbo registrata oggi sulla consulta d’ambito, durante la quale si sarebbe dovuto discutere dell’adeguamento tariffario, con l’esame delle relazioni sugli aumenti ipotizzati tra l’8,4% e il 12,9%. La sindaca Chiara Frontini si era detta disponibile a valutare il voto favorevole solo se l’incremento delle bollette fosse avvenuto sulla base di un piano di risanamento.  Documenti che, secondo l’ingegnere Daniele dell’Ato, sarebbero stati portati oggi nella consulta d’ambito, in previsione dell’assemblea dei sindaci domani, per il voto sulle tariffe. Di diverso parere la sindaca Frontini che lamenta una carenza documentale per poter decidere.  “La tariffa va adeguata per garantire la gestione – dice Romoli – I tecnici hanno  lavorato anche di sabato e domenica sui documenti richiesti pure dal comune di Viterbo, in modo da consentire a tutti i sindaci di avere una visione generale, approfondita e dettagliata. Nella mattinata di oggi – dice Romoli – abbiamo assistito all’assenza del comune capoluogo“. Frontini non si sarebbe presentata per “Carenze documentali che non sono state inviate nei tempi,  per consentire il corretto esame del punto all’ordine del giorno“.   “Senza questo passaggio tariffario – prosegue Romoli – Talete non potrà accedere ai bonus per energia elettrica. Non approvare le tariffe domani significa non poter accedere ai fondi messi a disposizione del governo, é al PNRR. Rischiamo di dover addirittura restituire  almeno 16 – 17 milioni di fondi già attribuiti e in parte anche spesi». Romoli ricorda anche “la procedura di ricorso al Tar per far subentrare il 40% dei privati”, e il rischio “di un fallimento generale e definitivo che arrecherebbe problemi ai Comuni oltre che al personale di Talete e ai fornitori». «Quando Frontini ha presentato il suo documento – dice l’ingegner Daniele  – le ho detto incontriamoci per farne uno condiviso, ma non c’è stato alcun seguito. Così abbiamo lavorato sul suo documento, integrandolo e spiegandolo punto per punto”. L’aumento della tariffa servirebbe a coprire “i maggiori costi di energia e l’aumento del perimetro” con la presa in carico dei Comuni restanti. Secondo Daniele Talete è “economicamente in equilibrio, ma finanziariamente è esposta”. Critico Pietro Nocchi, sindaco di Capranica:La Provincia è la casa dei Comuni, ma non solo di Viterbo come sembrerebbe da alcuni atteggiamenti che abbiamo evidenziato – dice riferito a Frontini – non solo si annuncia un non voto, ma un lavarsi le mani, affermando che se gli altri Comuni sono così certi e hanno i numeri, votassero loro e salvassero loro la società”. Ermanno Nicolai, sindaco di Tessennano, ribatte sull’importanza, a suo dire, dell’aumento tariffario: «Senza, perderemo i fondi e domani verrà sentenziato il fallimento di Talete”. Nicolai prefigura gli scenari che potrebbero configurarsi domani all’assembla dei soci: «Un voto unanime sull’approvazione della tariffa e la macchina va avanti. Oppure non ci sono i voti per approvarla, quindi l’amministratore convocherà l’assemblea straordinaria per dire ai soci che servono i soldi in quota parte (ricapitalizzzione)”. Ultima ipotesi, secondo Nicolai: “Talete fallisce,  vanno a casa tutti dipendenti e i creditori  non prenderanno più un centesimo“. In questo caso: “Poiché noi sindaci per legge dobbiamo far arrivare l’acqua a casa degli utenti, dobbiamo cercare sul mercato una società privata a cui dare la concessione del servizio”. Il sindaco di Vallerano, Valerio Gregori, invece, commenta: “Siamo persone responsabili a differenza del sindaco di Viterbo.  Così è troppo facile, mi auguro ci sia grande partecipazione domani e si arrivi a una votazione condivisa”. L’aumento della tariffa, secondo l’ingegner Daniele, dovrebbe essere del 12,51% nel 2022 “Se Arera approverà la percentuale” e dell’8,45 nel 2023.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.