Comune utilizzerà volontari, in cambio di meno tasse. Opposizione: «Che volontariato è?»
Viterbo, 16 febbraio 2023 –Il comune di Viterbo pensa all’uso di volontari per attività che non dovranno avere “carattere sostitutivo di strutture o servizi di competenza del Comune o di mansioni proprie del personale dipendente del Comune”. Il regolamento è arrivato ieri in commissione consiliare. Seduta tranquilla, finita, poi, in bagarre. Perplessità si sollevano dai banchi dell’opposizione. E non solo. Al momento di votare la consigliera di maggioranza Alessandra Croci si alza e se na va.

All’art. 13 comma 3 del regolamento proposto è previsto che ai «Volontari civici comunali iscritti all’Albo è riconosciuto il diritto di beneficiare delle agevolazioni e/o riduzioni dei tributi locali, come previsto dall’art. 190 del D.Lgs. 18/04/2021, n. 50, che disciplina il “baratto amministrativo». L’opposizione salta sulla sedia: «Questo significa che se faccio il volontario, il Comune mi riduce o non mi fa pagare le tasse. Se questa non è una retribuzione, non so più quale sia», dice il consigliere Andrea Micci (Lega) , «In che termini e in che misura si possono prevedere queste riduzioni o abolizioni di tasse e imposte? – prosegue – nella finalità può essere positivo poi, però, nell’aspetto pratico si toccano dei punti ai limiti della violazione di determinate norme. Il Comune pagherà assicurazione, mezzi, formazione e non farà pagare le tasse ai volontari. Io ci vedo una forma di incentivo».

Stessa considerazione da parte della consigliera di opposizione, Laura Allegrini (FDI): «Riteniamo possa esserci un rapporto surrettizio con questo regolamento tra singolo individuo e il Comune. Lo dimostra la formazione, l’assunzione di responsabilità a carico del volontariato e il pagamento attraverso il baratto della prestazione. Si bypassano, inoltre, le associazioni – prosegue Allegrini che lancia anche un – problema morale: abbiamo sempre detto di creare opportunità di lavoro, questo regolamento va nella direzione contraria. A parità di spesa sarebbe stato meglio creare un posto di lavoro», sottolinea Allegrini.

Ma il punto nodale pare proprio la previsione del baratto in cambio del lavoro del volontario che, secondo l’opposizione, non sarebbe più tale, ricevendo un beneficio, nel caso della riduzione o dell’esenzione della tasse. Un problema che, tuttavia, potrebbe non presentarsi mai, o comunque non oggi: il baratto, infatti, non sarebbe ancora previsto all’interno del Comune di Viterbo. Per cui l’articolo del regolamento, inserito in una convocazione di urgenza, rischia di restare lettera morta.