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Patto per la Notte, Franco: «Non abbiamo una decisione in tasca».

Patto per la Notte, Franco: «Non abbiamo una decisione in tasca».

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Viterbo, 5 maggio 2023 – Sul Patto della Notte è ancora buio pesto. Nonostante la buona volontà dell’amministrazione Frontini, ricomporre il puzzle delle contrapposte esigenze di gestori dei bar, che vorrebbero restare aperti più a lungo alla sera, e i residenti che vorrebbero un quartiere più tranquillo di notte, non sarà impresa facile. Così come non lo è stata per i loro predecessori che erano arrivati all’approvazione del Piano del Commercio con degli orari e possibilità di deroghe. Misure finite appunto nel Patto della Notte in via sperimentale, poi diventata definitiva. Dopo due anni di pandemia ora, però, gli esercenti dei bar, tramite i loro rappresentanti, sono tornati alla carica per avere la possibilità di lavorare più ore di notte.  “Non abbiamo una decisione in tasca altrimenti non sarebbe stato necessario fare queste consultazioni”, ha detto ieri in consiglio comunale l’assessore allo Sviluppo Economico, Silvio Franco, su interrogazione della consigliera comunale Antonella Sberna (FDI) in merito alle riunioni che si sono tenute in questi giorni con il comitato dei residenti, i rappresentanti delle categorie commerciali e quelli degli studenti. Proprio i rappresentanti dei commercianti hanno consegnato tempo fa un documento all’amministrazione comunale per un prolungamento dell’orario di apertura serale dei locali, rispetto a quello più restrittivo stabilito dal Patto per la Notte. Dal 2019, infatti, il Piano del commercio varato dall’ex assessore Alessia Mancini dell’allora giunta Arena aveva individuato la zona fucsia, ossia il quartiere San Pellegrino, dove attività commerciali e di somministrazione alimenti e bevande devono chiudere entro le 24  dal 1 ottobre al 31 maggio con possibilità di chiedere deroghe ed arrivare fino all’1, ed entro le ore 01:00 dal 1 giugno al 30 settembre con possibilità di concordare con l’amministrazione comunale orari diversi per eventi particolari.  Diverso discorso per i locali che si collocano al di fuori della zona fucsia: anche se ubicati a pochi metri da quelli di San Pellegrino  possono chiedere deroghe tutto l’anno fino alle 2. Ora i locali chiedono di rivedere queste misure per avere qualche ora in più di lavoro. C’è poi il dilemma di locali che pur stando a poche decine di metri di distanza ricadono in aree di colorazione diversa ottenendo una disparità di trattamento. Quella degli orari è “Una situazione complessa – ha spiegato l’assessore Silvio Franco – coinvolge operatori con istanze diverse. L’attuale situazione è figlia di una sperimentazione che doveva durare qualche mese, ma ha assunto una configurazione strutturale. Abbiamo deciso di riascoltare gli attori in campo. Le associazioni degli esercenti hanno prodotto un documento corposo. Forse per la prima volta l’amministrazione comunale ha ascoltato anche i rappresentanti degli studenti universitari e della consulta delle scuole superiori”, ha detto ancora Franco. Una soluzione, però, al momento non c’è: da una parte gli esercenti che chiedono un prolungamento dell’orario notturno, dall’altra i residenti che, invece, vorrebbero lasciare tutto così com’è. Difficile ricomporre il quadro. “C’è anche il problema “dell “iniquità dei commercianti in zona fucsia”, ha spiegato ancora Franco che annuncia: “Abbiamo stabilito di non prendere una decisione di giunta, ma condivisa con tutta la maggioranza”, ha detto, aggiungendo anche “l’orario è un aspetto che fa parte di una situazione più ampia. C’è di mezzo la logica sulla sicurezza, la modalità di fruire del centro storico, avviare una cultura che concepisca il vivere la notte in modo sano e giusto. Nel momento in cui assumeremo una decisione, e non lo faremo in tempi biblici, punteremo a un modello che possa rendere il nostro centro storico attrattivo, sicuro e vivibile”, ha detto Franco, delineando una soluzione teoricamente perfetta, che, però, non si sa ancora, come rendere realmente operativa.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.