Bilancio del primo anno, Frontini: “Parlare di buche ed erba è come dire parlateci di Bibbiano”.
Viterbo, 29 giugno 2023 – Chiara Frontini compie un anno da sindaca e ammette che “guidare” la macchina amministrativa non è per niente facile. Dal palco del teatro dell’Unione, confessa: “Nonostante i buoni propositi, la voglia e il lavoro incessante, non si è ancora riusciti a vedere i risultati. Siamo a lavoro senza sosta, ma la città non è ancora cambiata, non è ancora come la vorremmo, abbiamo messo le basi per il cambiamento” dice la sindaca. “Siamo bersagliati tutti i giorni da segnalazioni di erba sui marciapiedi e buche sulle strade, oramai parlare di erba e di buche è un po’, come dire, parlateci di Bibbiano”,prosegue Frontini che, con una mano mette sul piatto le difficoltà, con l’altra “serve” subito la “giustificazione”, “ne abbiamo una su tutte che nessun altro, prima ha potuto accampare, il PNRR”, spiega attingendo al solito relativismo a senso unico. Chissà cosa penserà Giovanni Arena che durante il suo mandato da sindaco, durato tre anni e mezzo, ha dovuto affrontare due anni di pandemia, con i dipendenti a lavoro da casa, gli uffici chiusi, i servizi rallentati, l’implementazione di quelli emergenziali richiesti dal contagio e senza avere in cassa i circa 100 milioni di euro da spendere che lui, e ancor prima Michelini, hanno lasciato a Frontini. All’epoca, però, lei stessa non fece sconti al suo predecessore, nonostante abbia dovuto affrontare un evento “straordinario” quasi unico nella storia: nel maggio 2021 ne chiedeva le dimissioni per “incapacità manifesta” di fronte a un cespuglio di erba alta. Sconti che, a parte verso se stessa, non fa nemmeno adesso, né a lui, né agli altri che l’hanno preceduta sullo scranno di Palazzo dei Priori, seppur ora, anche lei, stia toccando con mano certi meccanismi della burocrazia. Dal palco dell’Unione, dopo un anno di mandato, continuano a volare gli stracci contro le precedenti amministrazioni, colpevoli anche di aver lasciato “Progetti completamente sconquassati, con quadri economici saltati, interventi non cuciti gli uni con gli altri”, senza nemmeno il riconoscimento del merito di avere ottenuto, con quegli stessi progetti, poco meno di 100 milioni di euro, che spenderà proprio lei per realizzare opere strategiche durante il suo mandato. La gara è sempre a chi è più bravo: “Non chi ha preso i soldi”, obiettivo sempre un po’ banalizzato nella versione di Frontini, ma chi li sta spendendo”. Così come l’erba: incapace è chi non la taglia, non chi ha un buon motivo per non farlo, e lei, a differenza degli altri, ne ha sempre uno. Sfumature della politica, sempre intenta a distinguere i buoni dai cattivi, con un metro che al cittadino, però, non interessa, perché se l’erba è alta mezzo metro, la misura resta la stessa, indipendentemente dal sindaco che l’ha lasciata crescere. “Qualcuno – dice Frontini – vuole far passare il messaggio che questi progetti non siano stati concepiti da noi, ed è vero – dice ancora dal palco dell’Unione -. È come concepire un figlio, è un atto, magari anche divertente, la parte più faticosa è crescerlo, accompagnarlo finché non diventa maggiorenne”, commenta sempre riguardo al PNRR. “Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo smantellato il Comune, costituendo una task force, deportando, quasi, alcuni dipendenti e limitando in certi momenti anche delle funzioni quotidiane di ordinaria amministrazione. Perché l’unico modo che avevamo per portare a casa il PNRR era quello di sbrigarci. Così abbiamo bandito tutte queste gare”, dichiara. L’ordinarietà, insomma, è diventata straordinaria. “Prima – prosegue Frontini – c’è la “grande sfida del secolo, quella che non ci perdonereste mai, se la fallissimo e si chiama PNRR, la più grande opportunità del momento”, insieme ad altre linee di finanziamento, alcune aperte dalle precedenti amministrazioni, altre da quella in carica come il Fesr. La sindaca annuncia di muoversi su tre direzioni: “la quotidianità ossia la Viterbo di ogni giorno, quella tra 5 anni e quella del 2033″. Ricorda che i cittadini “ci avevano chiesto a gran voce una città pulita e sicura. Abbiamo solo dilatato un po’ il tempo, per non perdere la più grande occasione che questa città ha avuto. Si viene ricordati per la grande opera pubblica, per l’efficacia di un’azione, per il non aver perso dei fondi”, spiega, trascurando il fatto che pure una ruota di un’auto lasciata in una buca, o peggio, qualcuno che ci cade, può lasciare solchi nella memoria del cittadino. “Viterbo viene oramai citata quasi ovunque – prosegue la sindaca – è la terza città per tasso di spesa dei fondi del PNRR”. Frontini elenca infine le cose fatte in questo primo anno: “Risanamento della società comunale Francigena; bando di gara per 5 milioni di euro di asfaltature, uscita il 23 giugno, abbiamo rivitalizzato il teatro con 67 alzate di sipario e 12 sold out, abbiamo costituito la prima rete delle scuole nazionali dell’empatia, il primo festival di educazione emotiva, che si è tenuto a Viterbo, il primo mercato europeo, il primo festival nazionale di teatro amatoriale dedicato ad Alberto Corinti, la riapertura del centro Alzheimer a San Martino, la riduzione delle liste di attesa all’anagrafe, la riapertura degli uffici delle sedi anagrafiche negli ex Comuni; la semplificazione alcuni servizi al cittadino, come il Suet, il pagamento con il Pos all’anagrafe; il mercato biologico a Valle Faul; le sedi distaccate per la celebrazione dei matrimoni, la riforma della consulta del volontariato, l’istituzione del consiglio comunale dei bambini”. Infine la sindaca definisce “miracoloso” pure la messa in opera del monitoraggio della performance”, un obbligo di legge in vigore e adempiuto pressoché in tutti i Comuni italiani.