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Sant’Angelo e Roccalvecce nel degrado.

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Viterbo, 10 agosto 2023 – “E tutti vissero felici e contenti”: non si può dire che sia questo il lieto fine del Paese delle fiabe. Almeno per ora. Sant’Angelo nel degrado: erba alta, sporcizia e buche.  Caditoie otturate, pavimentazione danneggiata, giochi rotti in un giardino pubblico, il quadro descritto dagli abitanti è impietoso ed è quello di un desolante abbandono. La strada del buongusto è un vicolo senza uscita che si ferma sotto un segnale stradale avvolto in un sacco dell’immondizia, fissato da diversi giri di nastro adesivo marrone che sormonta un’indicazione turistica, tre frecce in legno con scritto: “La storia di Venella”; la “Spada nella roccia” e il “Giro del mondo in 80 giorni”, come quello che sono costretti a fare gli abitanti di Sant’Angelo dopo l’interruzione di via delle Mura Saracene che taglia il paese a metà, costringendo gli abitanti a un lungo giro intorno all’abitato.

La sindaca ci aveva detto che l’avrebbe fatta sistemare, ma sta ancora lì”, è il commento di un cittadino, “Scriveva il paese delle transenne. Non mi sembra che sia cambiato nulla. Mi pare peggiorato. È venuta una sera con i consiglieri e tante promesse – prosegue -. Hanno messo i bagni chimici, ma credo con i soldi della precedente amministrazione”.

Riguardo a questo “Con l’ex assessore Ubertini, avevamo redatto un progetto di riqualificazione per tutto il borgo – dice il consigliere comunale, Andrea Micci (Lega) -. A distanza di un anno siamo ancora in questa situazione, non è stato fatto nulla, nonostante io abbia proposto innumerevoli emendamenti, l’ultimo durante l’assestamento di bilancio”. Bocciato. “Hanno deciso di non finanziarlo – prosegue Micci –  Mi è stato detto che sarà realizzato un ponte tibetano tra Sant’Angelo e Roccalvecce, ma i problemi sono numerosi, il paese è abbandonato. Non viene più tagliata l’erba, il selciato di piazza Umberto I si sta distaccando, le due strade di accesso sono entrambe con limitazione della carreggiata per due frane. Il sindaco avrebbe anche detto di aver sostituito i giochi dei bambini, è sicura?”, dice accanto a un girello traballante senza sedute.

Spostandosi di qualche chilometro, nella vicina Roccalvecce, la musica non cambia. All’ingresso della piazza centrale  un gruppo di cittadini è intento a ripulire le vie: “La situazione qui è a dir poco paurosa”, commenta Maurizio Scipinotti, tanto che si starebbe pensando di “inviare una lettera alla procura e al prefetto, perché la situazione è insostenibile. Ognuno di noi si adatta a pulire il proprio perimetro di casa, ma resta il problema nelle zone più grandi come via delle Ripe e la strada comunale che da Grotte arriva a Viterbo, invasa dall’erba. L’ho detto alla sindaca, mi ha risposto che se succede qualcosa, c’è l’assicurazione”. Deliziosi angoli del borgo di Roccalvecce sono merito dei cittadini che hanno personalizzato con estrose creazioni i propri spazi di vita e che a proprie spese avevano “trovato persone per pulire la strada – spiega Maurizio -, ma ci hanno detto che non era possibile, serve personale del Comune. Due anni fa abbiamo speso 1.200 euro per far tagliare l’erba”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.