Infuocato incontro Frontini – commercianti: “Vogliamo le cose base, per il decoro non serve il PNRR”.
Viterbo, 22 agosto 2023 “Possiamo iniziare dalle cose base, banali, come la pulizia e il decoro, per queste cose non serve il PNRR, serve un’amministrazione più presente sul centro” : i commercianti di via Garibaldi suonano la sveglia al sindaco Chiara Frontini in una riunione che si è tenuta ieri sera intorno alle 20. Più di un anno dall’insediamento, avvenuto a giugno 2022: un arco di tempo troppo breve per le grandi opere, ma abbastanza lungo per vedere un cambio di passo almeno nell’ordinaria amministrazione della città che, secondo alcuni commercianti, non si sarebbe ancora visto. Erba, alta, sporcizia, buche, a oltre un anno, non solo sono ancora lì, ma secondo alcuni la situazione sarebbe pure peggiorata. L’avrebbero detto a chiare lettere nella riunione di ieri sera in cui, oltre alla sindaca, sarebbero stati presenti anche i due assessori Emanuele Aronne e Stefano Floris, e i consiglieri comunali Ugo Poggi e Marco Bruzziches. La sindaca sui problemi di decoro e pulizia sarebbe tornata a giocare la carta dell’eredità, lasciata da chi l’ha preceduta: i contratti carenti stipulati prima e ancora in essere. Eredità in cui ci sono, però, anche i circa 80 milioni di euro del PNRR. Particolare che raramente cita. E pare un paradosso che sia proprio il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pensato dai suoi predecessori lasciati sulla gogna mediatica pure a urne chiuse, a rappresentare oggi la scialuppa di salvataggio contro la marea di richieste che monta tra chi vorrebbe iniziare a vedere concretizzarsi qualche promessa elettorale. Richieste semplici: decoro cittadino. Ad esempio. Pulizia. Strade senza buche. “Perché se continuiamo così”, avrebbe detto qualcuno ieri sera, “alla fine del PNRR non ci arriviamo”. Insomma anche il PNRR di fronte a una città che secondo molti non funzionerebbe come dovrebbe, è un alibi che non regge più. I commercianti sono stanchi di attendere il grande miracolo targato Frontini che se poi si basa tutto sul PNRR non racconta nulla di nuovo rispetto a quello che hanno pianificato i sindaci precedenti con cui l’idea di città che sta prendendo forma è partita. Qualcuno ieri sera lo avrebbe detto: “Avete bei progetti, ma li vedremo tra dieci anni”. Nel frattempo? Alla stanchezza dei commercianti in attesa di vedere qualcosa di concreto, è subentrata una scossa di indignazione quando, sullo stato di generale degrado da loro stessi denunciato, si è materializzata l’idea di un varco elettronico a Porta Romana. Un “caso”, secondo la sindaca, montato da certa stampa intenta a “parlare male e a diffondere informazioni strumentalmente false per fare notizia contro la sindaca” avrebbe detto ieri sera Frontini. La stampa che, a suo dire, starebbe “facendo una crociata” contro di lei e la città, come se le due cose coincidessero, e, invece, la riunione di ieri ha dimostrato il contrario, poiché parte di quella città era lì a chiederle il conto del suo operato di questo primo anno di governo e cosa intende fare del centro storico. In realtà a parlare di un varco a Porta Romana, la stampa ne ha scritto solo conseguentemente, è stata proprio la maggioranza Frontini, con i suoi documenti di programmazione, quando è arrivata in commissione con un capitolo dell’assestamento di bilancio recante il titolo dell’acquisto di “un varco a Porta Romana”. Da loro stessi, quindi, citato e lanciato nel dibattito cittadino nell’ambito di una seduta pubblica di commissione. La stampa l’ha solo riportato. Non solo. È sempre stata la stessa sindaca a parlare in un consiglio comunale dell’idea di chiudere Porta Romana in periodo estivo, indicativamente da giugno a dopo santa Rosa il venerdì, sabato, domenica dalle 18:30, 19 fino a mezzanotte circa e che l’idea sarebbe slittata al prossimo anno, proprio per la mancanza del varco. Insomma la stampa non si è inventata nulla, come la stessa sindaca ha dimostrato, confermando, sembrerebbe, nella riunione di ieri sera l’acquisto del famoso varco che comunque “servirà”, avrebbe detto. Sì ma a cosa? Ieri sera sarebbe stato assicurato dall’amministrazione comunale che la pedonalizzazione del centro storico è obiettivo di un eventuale secondo mandato, “dopo aver prima messo a terra 12 milioni di investimenti per il trasporto pubblico urbano”, realizzato il Pums e altre misure. Il varco, che comunque sarà acquistato, avrebbe assicurato la sindaca, servirà solo per gli eventi. Qualcuno, però, avrebbe cercato di mettere con le spalle al muro l’amministrazione: “Allora se domani un giornalista ci chiede se la sindaca chiuderà le porte, possiamo dire di no?”, avrebbe chiesto uno dei commercianti. “Puoi dirlo, perché l’ha detto la sindaca in prima persona” avrebbe risposto Frontini. “Non c’è nessuna misura che si prende adesso, ma gradualmente e verranno concertate. Iniziamo a finanziare l’infrastruttura che serve a prescindere”, avrebbe detto del varco. Qualcun altro avrebbe ribattuto un po’ adirato: “Ma quali sono questi eventi? Santa Rosa e qualche processione?”. Come a dire che qualche vigile a guardia delle transenne, potrebbe pure starci tre quattro volte all’anno, anziché mettere un varco. Sempre ieri sera la sindaca avrebbe lanciato una contro crociata verso la stampa. A pagarla saranno i cittadini: 160 mila euro di soldi pubblici per una campagna di comunicazione che avrà lo scopo di “far arrivare direttamente la voce del Comune e non di quella o quell’altra testata giornalistica” avrebbe detto, “un’informazione che arrivi in maniera corretta ai cittadini”. Pronte, pare, anche delle liste broadcast per informare in modo veloce e diretto i cittadini, senza bisogno di leggere i giornali. Sarà la stessa sindaca e la sua squadra a informare la città sull’attività di Palazzo dei Priori. I problemi della città insomma sarebbero tutti riconducibili a chi c’era prima e alla stampa, autrice, a suo dire, di una “campagna di denigrazione a 360 gradi e che mette in evidenza solo le cose che non funzionano”, avrebbe detto, invitando tutti a “ribellarsi a questo sistema”. Ma l’aria ieri sera sarebbe stata più quella di chi era pronto ad assaltare Palazzo dei Priori, piuttosto che qualche redazione giornalistica, per lo stato in cui versa il centro storico che, secondo alcuni, parlerebbe da sé, senza la mediazione di articoli giornalistici. Una voce da spegnere, secondo la sindaca che avrebbe addossato la colpa della sparizione della provincia dal capoluogo proprio a “Chi dalla mattina alla sera dice che il centro storico fa schifo, che si accoltellano le persone”, e sottolineando che “la Provincia non viene a Viterbo non perché non ci siano più gli eventi” che, sempre secondo Frontini, avrebbero anche portato gente. Affermazione che avrebbe fatto saltare sulla sedia molti dei presenti che, a questo punto, avrebbero alzato i toni nel far notare che “in centro non c’è più nessuno”, tanto meno “i turisti”. La sindaca nel tracciare un futuro più roseo sul centro storico, avrebbe iniziato ad elencare i progetti di PNRR, tra cui la passeggiata ecologica, che avrebbe suscitato l’entusiasmo di qualcuno: “Meno male, le strade sono tutte rotte, andrò in bici intorno alle mura, girerò intorno alla città”. Anche il ritorno degli uffici all’ex tribunale di piazza Fontana Grande su cui gli altri “Hanno sempre chiacchierato”, “noi abbiamo messo i soldi, in parte li abbiamo trovati, e abbiamo già cantierato”, avrebbe detto sempre nella riunione di ieri sera Frontini che avrebbe citato anche il completamento di Sallupara iniziato con Marini sindaco, la Pensilina, il recupero della chiesa di Sant’Orsola, per quello che avrebbe definito, riprendendo, pare, le parole di un tecnico comunale, “il più grande piano di recupero pubblico che sia mai stato pensato e realizzato su centro storico”. I commercianti ieri hanno chiesto anche lumi sul turismo. La sindaca avrebbe risposto “se ho quattro spicci”, preferirebbe investirli più “sul salone internazionale svizzero” che per portare qui i croceristi da Civitavecchia. Risposta poco gradita da chi avrebbe chiesto in quale modo si pensa di prolungare la permanenza media dei turisti a Viterbo. Secondo i presenti ci sarebbe solo una soluzione: investire sul centro. A questo la sindaca avrebbe risposto che gli 80 milioni di euro “anziché portarli a Santa Barbara” o a “San Martino” sono stati, invece, investiti sul centro. Prova che questo è tra le priorità del patto civico. “Che vi dobbiamo dare il sangue?”, avrebbe, infine, esclamato la sindaca. In realtà basterebbe molto meno, solo “passare dai comunicati ai fatti”, avrebbe detto qualcuno ieri.