Home Attualità Cinghiali, le gabbie non si trovano, Frontini: “Aziende fornitrici, minacciate”.
Cinghiali, le gabbie non si trovano, Frontini: “Aziende fornitrici, minacciate”.

Cinghiali, le gabbie non si trovano, Frontini: “Aziende fornitrici, minacciate”.

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Viterbo, 19 ottobre 2023 – Installazione di gabbie, cattura dei cinghiali e successivo abbattimento: sarebbe questa la strada indicata da Comune e Provincia per risolvere l’emergenza ungulati che oramai attanaglia la città, soprattutto nelle ore notturne, quando gli animali escono dalla riserva dell’Arcionello e vanno in cerca di cibo facile nei cassettoni urbani. Ma la problematica presenta diverse sfumature. Come quella mangiatoia costruita dai cittadini per foraggiare i selvatici che sta lì a raccontare come per una fetta di popolazione avere un cinghiale sotto casa non sia poi un grosso problema, se addirittura si arriva a sfamarlo. Cioè a soddisfare quell’istinto primario in base al quale un animale organizza tutta la sua giornata. Che in questo caso lo porta in città, là dove trova appunto cibo. Mangiatoia abbattuta dalla polizia municipale, ha riferito al sindaca in consiglio comunale, dove ha illustrato cosa sta facendo il Comune per risolvere la problematica legata alla presenza dei cinghiali. In piedi c’è il Priu, il piano introdotto dalla legge, che dà la possibilità al Comune di pianificare le misure da adottare. Quello di Palazzo dei Priori prevede la cattura di 200 cinghiali. Ad oggi, di fatto, ferma al palo. Nessun animale, infatti, è stato catturato. Un dato figlio di un retroscena anche questo emerso in consiglio. Non solo c’è difficoltà a capire dove posizionare le gabbie. A via Genova? “Una follia”, l’ha definita il consigliere Alvaro Ricci (PD) in consiglio comunale. Ma le stesse gabbie per la cattura nemmeno si trovano. Così ha riferito il presidente della provincia, Alessandro Romoli, e la sindaca di Viterbo Chiara Frontini. L’azione dei due enti locali è, dunque, ingessata, inteso che è “impraticabile” effettuare la “selezione”, ovvero la caccia al cinghiale, “all’interno della riserva dell’Arcionello, per l’elevata presenza umana”, ha spiegato chiaramente Romoli. Insomma, togliere i cinghiali dagli spazi urbani, non è per niente semplice. E al riguardo emerge uno spaccato sorprendente: “Le ditte che fanno attività di affitto delle gabbie di trasporto di animali sono disincentivate ad operare per le amministrazioni”, ha confessato Frontini: “Ci siamo confrontati, con il consigliere Marco Nunzi, subito dopo il nostro insediamento, con una di esse che ci ha riferito chiaramente di essere stata minacciata. Chi materialmente sta sul campo è oggetto di minacce, intimidazioni, ingressi illegali nelle aziende e piccolo incendi dolosi. È successo. Non tutti sono d’accordo con queste misure”, ha spiegato Frontini riguardo all’abbattimento dei cinghiali. “O le aziende vengono da lontano o è difficile trovare interlocutori“. Stessa difficoltà la starebbe incontrando la Provincia. Senza troppo giri di parole, Romoli ha spiegato che l’abbattimento sarà l’epilogo finale di qualunque misura venga adottata: “Sia che esso venga effettuato sul posto, sia che vengano prelevati con delle gabbie”, poi saranno “successivamente soppressi”. Ma “Fare selezione all’ interno della  riserva – ha detto Romoli – è una possibilità al momento scartata” vista l’alta frequentazione del parco da parte delle persone. Per quanto riguarda l’altro metodo: “La Provincia ha avviato l’acquisto di 5 gabbie, – ha detto il presidente, Alessandro Romoli, in consiglio comunale -. Su tre ditte contattate, solo una ha dato disponibilità a fornirle, ma non il servizio. Troppo oneroso. Abbiamo avviato un’ulteriore manifestazione di interesse per gestire il prelievo, il trasporto e l’abbattimento dei cinghiali catturati con le gabbie”. Che oggi non ci sono. E domani, forse, neppure.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.