Viterbo, 9 novembre 2023 – Un’isola della biodiversità: la pensilina del Sacrario si appresta a cambiare pelle e accende lo scontro tra maggioranza e opposizione al comune di Viterbo. Con 500 mila euro, da ufficio turistico, diventerà un luogo per ospitare esposizioni di farfalle e altri insetti, rigorosamente vivi, fungendo da anello di congiunzione tra la città e l’orto botanico dell’università degli Studi della Tuscia. Un’idea della nuova amministrazione Frontini “suggerita” anche dalla linea di finanziamento detta FESR, fondo di sviluppo regionale, che avrebbe richiesto la presenza di alcuni “valori” nei progetti presentati per la richiesta di fondi, come, appunto, quello della biodiversità. La scelta della pensilina per metterlo in atto, però,
ha armato la critica dell’opposizione. “Se serviva una serra, una struttura in vetro – ha detto nell’ultimo consiglio comunale la consigliera Laura Allegrini (FDI) – anziché la pensilina, si poteva pensare a qualche altra cosa”. La struttura del Sacrario, infatti, sarebbe “vincolata ai fondi”, con cui è stato finanziato il recupero, ha osservato la stessa Allegrini che ha proposto in alternativa “la struttura dimenticata a Valle Faul”, realizzata con il Plus. “Non poteva essere utilizzata quella?”, ha chiesto Allegrini. La difesa del progetto targato Frontini è toccata alla consigliera Melania Perazzini (Viterbo 2020): “È un progetto che persegue due grandi obiettivi”, ha spiegato. Da un lato “Il recupero della pensilina”, visto che “non è utilizzata come dovrebbe e che, invece, in questo modo, può essere valorizzata”. Dall’altro: “Attirare il turismo di persone che possono essere alfabetizzate alla scienza. La biodiversità è importante – ha proseguito Perazzini -. Dobbiamo educare le persone a questo tema, perché da qui a dieci anni, lo dicono i rapporti dell’ONU, andremo a perdere la biodiversità, ossia l’interazione tra specie animali e vegetali diverse”, ha spiegato la consigliera di maggioranza, entrando più nel dettaglio del progetto: “La pensilina diventerà un luogo utilizzato dagli studenti, ci saranno microscopi, piante e farfalle vive, un sistema di pannelli solari che garantirà una temperatura controllata. Tutto ciò, ora, si vede solo all’università. Ma girando l’Europa, ci possiamo rendere conto che questo tipo di attività porta turismo, educazione, crescita nelle persone. La biodiversità è forse uno dei più grandi capitali naturalistici che abbiamo, non è qualcosa da deridere, ma su cui riflettere”, ha detto Perazzini all’indirizzo di Laura Allegrini che ha subito replicato: “Non derido nessuno, men che meno la biodiversità – ha spiegato la capogruppo di Fratelli d’Italia – Ho girato l’Europa. So come stanno le cose. Non è vero che da tutte le parti, al centro delle città, ci sono luoghi con lo studio di insetti e farfalle. Per queste cose ci sono sedi deputate come l’università e l’orto botanico. È anche scorretto dire che la pensilina sia sotto utilizzata. Mettere 500 mila euro per questo progetto è una stupidaggine”, ha incalzato Allegrini.

A sostegno della tesi di Melania Perazzini è intervenuto anche l’assessore all’urbanistica, Emanuele Aronne: “Abbiamo una strategia territoriale nostra, piaccia o non piaccia. Ho visto tanti sorrisi, onestamente fanno male”, ha commentato riguardo a una critica da parte dell’opposizione dai toni, a suo avviso, forse un po’ ironici. “Dico solo che i grandi progetti di successo – ha, quindi, spiegato il titolare dell’urbanistica – molto spesso sono stati derisi. Mi sento di dire, pertanto, che forse siamo sulla buona strada”, ha detto, richiamando l’esempio di Renzo Piano: “Ha deciso di fare un farfallario che è diventato un elemento caratteristico del porto di Genova”, dove già c’era “un’isola della biodiversità” con un “delfinario”. Progetti, insomma, secondo Aronne, già nati in “tempi non sospetti” in altre città, dove hanno avuto successo, come anche i “ponti tibetani”, modello di collegamento proposto sempre dall’amministrazione Frontini per congiungere le frazioni di Sant’Angelo e Roccalvecce. “Vedrete quanto sono ricercati questi progetti”, ha detto l’assessore all’urbanistica che, riguardo alla struttura realizzata con il Plus a Valle Faul, e mai utilizzata ha precisato “Quando siamo arrivati la progettazione era già finito. Quel luogo è rimasto sempre chiuso. Abbiamo aperto i bagni, che erano nuovi e mai utilizzati”.
