Viterbo, 7 dicembre 2023 – Comune e Provincia uniti nel dire no all’ampliamento della discarica di Monterazzano anche se l’ultima conferenza dei servizi l’ha dimezzato, resta il carattere regionale, per cui l’invaso dovrà accogliere i rifiuti di tutto il Lazio e non solo quelli della Tuscia. Lo hanno ribadito ieri in una conferenza stampa congiunta il presidente della provincia Alessandro Romoli e il sindaco di Viterbo Chiara Frontini. “L’amministrazione provinciale si è costituita in conferenza dei servizi con parere contrario, adducendo non solo questioni di opportunità”, visto il principio dell’autosufficienza previsto per ogni Provincia, “ma anche per la presenza di aree da disboscare” che ricadono nell’ampliamento della discarica, ha spiegato il presidente Romoli. Seppur dimezzato rispetto alla volumetria iniziale di 960 mila metri cubi, l’aumento dell’invaso continua a “non rispondere alle esigenze dei sindaci dei comuni della Tuscia. Non è questione di ampliamento – ha spiegato ancora Romoli – ma che debba servire solo alla provincia di Viterbo. Così, invece, rischiamo di avere un minore capienza con lo stesso volume di rifiuti in arrivo da tutte le province del Lazio. Satureremo lo spazio in minor tempo e in modo più veloce. Confido nel presidente Francesco Rocca, al quale abbiamo scritto le nostre perplessità, certi che anche i nostri consiglieri regionali possano rappresentare”, ha concluso Romoli, mentre Frontini ha annunciato la “difesa del territorio a 360 gradi, al di là degli schieramenti. Anche noi – ha rimarcato la sindaca – abbiamo sostenuto Rocca. Tra i cinque punti richiesti c’era lo stop al conferimento dei rifiuti romani e delle province laziali. Abbiamo ricevuto da tutte le forze politiche il mandato di opporci con ogni mezzo lecito a questa situazione che viola tutta la programmazione del piano rifiuti della giunta Zingaretti, chiara soprattutto su un punto: l’autosufficienza degli Ato. Poteva essere derogata per 36 mesi – ha detto Frontini – ma anche questo termine è scaduto. Non ci sono più appigli per dire che tutti i rifiuti debbano venire qua con un parere che ha carattere vincolante e in violazione di tutto. Non ci soddisfa la riduzione dell’invaso da 960 mila metri cubi a poco meno di 600 mila. Vogliamo scardinare questa logica di emergenza che si protrae da dieci anni da quando è stata chiusa Malagrotta. In caso di rilascio dell’autorizzazione procederemo impugnandola di fronte al Tar. Il territorio non si sta dividendo, ma sta procedendo a testuggine”, ha concluso Frontini.