Viterbo, 20 giugno 2024 – “Per la prima volta, dopo tanti anni, sto vedendo la città rinascere, di questo ringrazio l’attuale amministrazione”: l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli aggiunge un po’ di pepe al taglio del nastro del giardino Melvin Jones riqualificato con i fondi PNRR, dicendo, “senza dirlo”, che con i sindaci dopo di lui la città avrebbe avuto poca fortuna, fino all’arrivo di Chiara Frontini, a suo dire. Ma a quali sindaci si riferiva Gabbianelli? Dopo di lui è arrivato sullo scranno più alto di Palazzo dei Priori, Giulio Marini, poi Leonardo Michelini, infine Giovanni Arena che ha poi lasciato il passo a Chiara Frontini. Ma è solo quest’ultima a guadagnarsi una menzione di merito da Gabbianelli. “Sicuramente non ce l’aveva con me”, dice Giulio Marini, “Gabbianelli stava nella mia maggioranza con una presenza importante, era presidente del consiglio”, commenta, tirandolo dentro alla sua amministrazione durata dal 2008 al 2013. Ma Marini era in Comune già molto prima con Marcello Meroi sindaco ed era proprio assessore al verde pubblico, tanto che ricorda di essere stato proprio lui, “con il mio assessorato – dice – a realizzare quel giardino, Melvin Jones, nel 1996. Su quel giardino è stata fatta manutenzione ordinaria per 28 anni, poi è arrivato il PNRR su proposta del sindaco Arena e della sua giunta, che è andata a finanziare la riqualificazione del giardino e delle aiuole”. Ex sindaci, insomma, che, secondo Marini, hanno anche loro contribuito a scrivere la storia di quel giardino, ma che al taglio del nastro non c’erano. E non c’era quel Giovanni Arena che pure i soldi per la sua riqualificazione inaugurata da Frontini – Gabbianelli, insieme alla sua giunta, li ha portati. Continuando il suo salto indietro nel tempo, Marini ricorda anche che “Con Meroi realizzammo pure il giardino di Piazza della Rocca, del palazzo comunale, di piazza dei Bersaglieri al quartiere Carmine”, prosegue. Le difficoltà sul verde all’epoca erano dovute “A un allargamento urbanistico importante della città, con una conseguente aumento delle aree verdi e della manutenzione ordinaria a fronte di risorse limitate”. Un quadro finanziario che non è migliorato quando toccò a Marini fare il sindaco: “Abbiamo dovuto fare i conti con il patto di stabilità e con il successivo passaggio del governo Monti che con il Salva Italia ha ridotto la spesa corrente per i Comuni. Se devi scegliere tra il sociale e il verde, scegli il primo”, dice Marini. “Non entro nel merito di quello che ha detto Gabbianelli”, prosegue, “dico però che la rinascita della città l’ha fatta chi è riuscito a prendere risorse oltre quelle comunali. Questo è avvenuto con la giunta Marini che è riuscita a farsi finanziare il Plus, poi Giovanni Arena ha avuto il merito di farsi approvare una valanga di risorse che vengono utilizzate adesso dalla giunta Frontini. La differenza la fa la capacità di andare a recuperare risorse non comunali. Spendere i soldi ottenuti, mi sembra un fatto piuttosto normale. Quando ci sono le risorse, tutti sono capaci a fare le cose, quando non ci sono diventa tutto complicato”. Difficoltà che emerge soprattutto sulla spesa corrente, quando bisogna far quadrare i conti del funzionamento della macchina amministrativa e la manutenzione ordinaria della città. Fronte su cui, secondo Marini, Frontini e i suoi sarebbero in affanno su tutto: “Non lo dico io, lo osservano i cittadini che ogni giorno fotografano le difficoltà”, prosegue Marini, che cita, in particolare, le infestanti: “Oramai sono ovunque, non solo su strade e marciapiedi, anche dentro il museo civico”. Eppure i soldi ci sono: un milione e 200 mila euro per il nuovo bando sulla manutenzione del verde. “Soldi che sono stati tolti ad altro”, dice Marini, “Dal consuntivo ho scoperto che hanno speso 554 mila euro per il Natale, quando io, da sindaco ne spendevo un quinto, su San Pellegrino in Fiore ci hanno messo 170 – 180 mila euro circa, io arrivavo a 40 mila. Sugli Scuolabus spendono 700 mila euro, la mia amministrazione ne impiegava 550 mila. Avranno le loro motivazioni, ma in futuro questa modalità di spesa porterà difficoltà di bilancio”, dice Marini che conclude con una domanda: “Chi è più bravo, chi sa spendere i soldi o chi dilapida il patrimonio comunale?”.