Home Attualità Commercio, allarme Tari: “Se gli aumenti saranno del 15% dovranno giustificarlo”.
Commercio, allarme Tari: “Se gli aumenti saranno del 15% dovranno giustificarlo”.

Commercio, allarme Tari: “Se gli aumenti saranno del 15% dovranno giustificarlo”.

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Viterbo, 26 giugno 2024 – Allarme tra le associazioni di categoria rappresentative del mondo economico locale per l’annunciata stangata sulla Tari. L’aumento previsto per la tassa sui rifiuti, seppur non ancora quantificato,  rischia di rivelarsi l’ennesima mannaia sugli esercizi commerciali che, vista l’ampia metratura  di cui dispongono per esercitare la loro attività, potrebbero essere colpiti in modo più incisivo dei privati. “In questa fase si parla di annunci”, dice Andrea de Simone di Confartigianato, “deve andare ancora tutto in commissione e in consiglio comunale”, dice, “ci auguriamo che non si concretizzi un aumento del 15%, perché, in questo caso, saremmo ben oltre il doppio del tasso di inflazione”, stigmatizza de Simone. “Un aumento più contenuto”, osserva, “sarebbe più sostenibile, rispetto a quello annunciato che è il triplo dell’inflazione corrente”. Insomma se l’aumento sarà quello paventato in questi giorni, la stangata sulla Tari potrebbe rivelarsi una vera e propria tegola sulla testa degli operatori economici e creare “problemi di sostenibilità sia al commercio, sia alle famiglie, consideriamo anche il periodo di tassi alti, si parla di raddoppio della rata dei mutui”, prosegue De Simone, che riguardo all’aumento della Tari, puntualizza: “Non è certo colpa del Comune, ma per un operatore commerciale avere alla scadenza fiscale una Tari maggiorata del 15% sarebbe un problema, soprattutto se consideriamo quando paga in valore assoluto, si tratta di cifre importanti”, dice De Simone che chiude con un monito: “Che cittadini e imprese non siano di nuovo un bancomat”. A Palazzo dei Priori, intanto, si fanno i conti, per determinare la misura esatta della probabilissima impennata: “Stiamo lavorando per limitare al massimo gli aumenti”, aveva detto qualche giorno fa l’assessore al Bilancio Elena Angiani. Si dovrà attendere la prossima commissione, quando la nuova misura della Tari sarà resa nota. “Se le cifre sono quelle di cui parlano i giornali, c’è preoccupazione”, dice Vincenzo Peparello di Confesercenti. “Ricadrà su imprese e famiglie e si vanno ad aggiungere a una serie di altri problemi. Le attività sono in difficoltà per i rincari provocati dall’inflazione, soprattutto dopo la pandemia. Il 15% non è irrisorio come aumento”, commenta Peparello. “Rispetto a questa discussione – prosegue – non siamo stati interpellati. Però mi chiedo quale sia la motivazione di un 15% e non di un 5%”, dice riguardo alle percentuali che sono state ipotizzate nei giorni scorsi. “Accogliamo negativamente gli aumenti, perché si colpisce due volte, prima le imprese, poi le famiglie che ci stanno dietro”, conclude Peparello, stigmatizzando che nel caso di un aumento nell’ordine di cifre come il 15%, “Dovranno motivare”, dice all’indirizzo dell’amministrazione Frontini. E sulla Tari apre un fronte nuovo il presidente di Federalberghi Viterbo, Luca Balletti:Come strutture alberghiere sosteniamo dei costi per la riscossione e la gestione dell’imposta di soggiorno”, che viene versata totalmente al Comune. Ma gli operatori del settore la gestiscono per conto dell’ente locale, di fatto. “Sosteniamo una serie di costi occulti” per incassare, gestire e versare l’imposta di soggiorno, “per cui in altri Comuni d’Italia – prosegue Balletti – si riconoscono delle compensazioni. Una potrebbe essere proprio questa, cioè di non appesantire la situazione generale dei costi con l’aumento della tassa sui rifiuti”, dice ancora il presidente di Federalberghi, che fa notare anche come un albergo, la cui superficie “seppur estesa, non è ma occupata al 100%”, produca, di fatto,  meno rifiuti rispetto ad altre realtà, sostenendo tuttavia un costo della Tari non trascurabile.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.