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Lo “scempio” degli alberi caduti in via Armando Diaz.

Lo “scempio” degli alberi caduti in via Armando Diaz.

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Viterbo, 26 giugno 2024 – Nell’indifferenza generale muore l’alberatura di viale Armando Diaz. Un punto che, cascasse il mondo, non doveva perdere i suoi alberi, non doveva rinunciare alla cornice di chiome che coprivano i palazzoni sullo sfondo. Così diceva Chiara Frontini dai banchi dell’opposizione nell’ottobre 2021, quando si scagliava contro l’amministrazione Arena per aver tagliato i pini marittimi di viale Armando Diaz. Sui social scriveva: “Non ci sono scuse per questo scempio, potete addurre tutte le ragioni che volete, la ferrovia, il manto stradale, le sette piaghe d’Egitto. Qualsiasi cosa. Ma nulla che, se ci fosse stata la volontà, non si sarebbe potuto evitare con un’attenta manutenzione”, reclamava la sindaca. Ma ora che è lei a prendere le decisioni, “quell’attenta manutenzione” sembra una chimera, verso quello che lei stessa definiva “uno degli ingressi principali della città” e che nel frattempo del suo passaggio da consigliere di opposizione a sindaco, non è diventato di certo una stradina secondaria di campagna, seppur lo squallore in cui è precipitato lo farebbero pensare. 

La lunga lingua dell’aiuola che costeggia la strada, è completamente ingiallita e ricoperta di rifiuti. Un letto di squallore, dove i poveri Prunus sono caduti, dopo lo strenuo tentativo di restare in vita. Sono mesi che gli alberi mostrano il loro aspetto spelacchiato e rinsecchito, come in una disperata richiesta di aiuto rimasta, evidentemente, inascoltata. Probabilmente per la carenza di acqua, dopo essersi eretti con il loro arbusto scuro e spoglio e i rami senza foglie, ora giacciono in terra. Un vero “scempio” per riprendere un’espressione usata dalla sindaca all’epoca del taglio dei pini da parte dell’amministrazione Arena.

Se quest’ultima all’epoca aveva spiegato la rimozione delle piante richiamando una “formale diffida di Rete Ferroviaria Italiana” riferita alla “non conformità delle alberature” alle norme che “vietano la presenza di alberi troppo alti a ridosso del sedime ferroviario”, è doveroso chiedere all’amministrazione in carica il perché dell’abbandono di questo viale, il motivo del non intervento su un’alberatura che in questi mesi è apparsa in uno stato di sofferenza, fino alla caduta degli alberi in terra, per non parlare del tappeto di erba secca e rifiuti. Qualche risposta, magari arriverà proprio stamattina al taglio del nastro del nuovo “arredo urbano” a piazza della Rocca con nuova pavimentazione e una grande aiuola colorata, che risuona come uno sberleffo per i poveri Prunus di viale Diaz.  A rispondere sulla sorte delle alberature di viale Armando Diaz è intanto l’opposizione di oggi: “In questi due anni di amministrazione Frontini – dice il consigliere comunale Andrea Micci (Lega) –abbiamo visto che molti temi a lei cari in opposizione, sono caduti nel dimenticatoio, a fronte a una palese incapacità di garantire anche l’ordinaria amministrazione che si è scontrata con le promesse iperboliche rifilate ai cittadini in campagna elettorale”, dice il consigliere comunale, Andrea Micci. “Altro che città europea della cultura”, prosegue Micci, ” qui non si mette il naso fuori dalle porte delle mura cittadine, altrimenti eviterebbero di tagliare il nastro sopra a una piccola aiuola a piazza della Rocca, quando a piazzale Gramsci il degrado imperversa in tutti gli spazi verdi”.  “La deforestazione del Paese inizia da Viterbo. Con Frontini sindaco non ci sono più né i pini, né i prunus”, dice Giulio Marini, “li avevamo messi nel 2021, probabilmente hanno fatto questa fine per mancanza d’acqua”. Intanto una cittadina segnala un ammasso di rami secchi sull’ “Affollatissima pista ciclabile” di fronte al Palamalè, ironizza sui social, “sono qui da due mesi, ma chi li deve togliere?”. Intanto con il taglio del nastro oggi a Piazza della Rocca, dove sarà certamente protagonista la grande aiuola presente nella piazza, si inaugura quasi una “saga” del mandato elettorale di Chiara Frontini: due sfumature di verde. Quello di cui prendersi cura, con tanto di taglio del nastro. E quello da dimenticare. Un capitolo, quest’ultimo, in cui il martirio dei Prunus di viale Diaz durato mesi, ha scritto una pagina memorabile.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.