Mercato coperto all’ex tribunale, Marini: “Scelta scellerata, diventi museo del Romanelli”.
Viterbo, 16 luglio 2024 – Un museo dedicato a Giovan Francesco Romanelli, celebre pittore viterbese famoso in tutta Europa, al posto del mercato dell’ortofrutta. È la proposta che il consigliere comunale di opposizione, Giulio Marini, rilancia contro l’idea di un mercato coperto che vorrebbe realizzare l’amministrazione Frontini nell’ex convento dei Carmelitani Scalzi in piazza Fontana Grande. “Mi auguro abbiano un ripensamento, perché quello che vogliono fare è un colpo al cuore di una città che aspira a candidarsi a Capitale Europea della Cultura 2023”, dice il consigliere di opposizione. Marini non usa mezzi termini: “È già una vergogna che la cappella del Romanelli sia tenuta in quello stato pietoso, figuriamoci a portarci i banchi del mercato”, esclama, “quello che dovremmo fare, è dimostrare che sappiamo conservare e valorizzare le opere di un grande artista viterbese. Portare un mercato lì dentro, è una scelta a mio avviso scellerata”, afferma l’ex sindaco.
“La sindaca in consiglio comunale, in risposta alla mia interrogazione al riguardo, – ricorda – ha detto che il progetto è stato inserito nel programma elettorale, votato dai cittadini. Ma questo non giustifica a deturpare una cappella storica. Dovremmo, al contrario, preoccuparci di dare il massimo risalto nazionale e internazionale alle opere e alla presenza qui a Viterbo di Romanelli, anche in considerazione della candidatura a Capitale Europea della Cultura”.
Fare un museo all’ex complesso dei Carmelitani Scalzi dedicato proprio al grande artista viterbese, significherebbe anche inserirlo nel circuito museale di Viterbo, “allargando” il flusso delle presenze turistiche fino a piazza Fontana Grande. Tanto più che sarebbe idea dell’Amministrazione Frontini di realizzare il museo multimediale della Macchina di Santa Rosa all’ex chiesa di Sant’Orsola che, insieme all’ex complesso dei Carmelitani Scalzi, poco distante, verrebbe a “chiudere” un anello cittadino intorno a San Pellegrino, ma allargato ad altre parti di città, disegnando un itinerario di storia, arte e cultura.

“Mi auguro che la Regione si renda conto di quello che sta facendo”, dice l’ex sindaco riguardo alle risorse del fondo di sviluppo regionale europeo che dovrebbero finanziare la riqualificazione della struttura. Marini provò a fare un museo all’ex chiesa quando fu sindaco, nel 2009, “Presentai il progetto al Ministero dei Beni Culturali – dice – fu approvato in linea generale, ma le risorse da parte della società di scopo del ministero, Arcus, si rivelarono insufficienti”. “Parliamo di un complesso che ha anche ospitato la Corte di Assise del tribunale di Viterbo, con importanti processi che si sono svolti qui e hanno scritto la storia recente”. La struttura, inoltre, “è stata finanziata dai nostri concittadini viterbesi in passato come luogo di cultura”, dove, poi, il Romanelli ha lasciato la sua impronta. “Ricordiamo – prosegue Marini – che è stato autore di opere di rilevanza artistica internazionale, alcune sono a Versailles. A mio avviso, la destinazione più opportuna è che quel luogo diventi la “Casa artistica del Romanelli”, un talento tutto viterbese da ricordare e valorizzare. “Sono d’accordo quando la sindaca dice che l’ex convento si trova in un punto di cerniera tra il centro storico monumentale della zona di San Pellegrino e quello commerciale di via Garibaldi, Cavour, Corso, ecc. ma questo non vuol dire che si possa deturpare la cappella del Romanelli con il mercato dell’ortofrutta”. Decisione che oramai sembra, però, presa, senza possibilità di retromarcia dentro la maggioranza Frontini. La sindaca anche in consiglio comunale ha riconfermato il progetto, sottolineando che altrove l’idea sta funzionando. Marini resta scettico: “Il mercato di Santa Caterina a Barcellona è in un altro tipo di contesto rispetto a noi. Siamo su due livelli culturali e commerciali completamente diversi. Non vorrei che avessero preso un abbaglio”.