Home Attualità Ferragosto: i tre ingressi principali della città ancora nel degrado e nell’abbandono.
Ferragosto: i tre ingressi principali della città ancora nel degrado e nell’abbandono.

Ferragosto: i tre ingressi principali della città ancora nel degrado e nell’abbandono.

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Viterbo, 13 agosto 2024 – Per capire l’impatto che esercita la città a chi viene da fuori, bisognerebbe  calarsi nei panni del turista, immaginando di arrivare in treno o in auto e, quindi, in uno dei tre punti di ingresso principali: le stazioni di Porta Romana e Porta Fiorentina e il grande parcheggio di Valle Faul per accedere, tramite i due ascensori, al centro storico.

Valle Faul con la fila di alberi che si stanno seccando.

Chi lasciasse l’auto proprio qui, sotto Palazzo dei Priori, non capirebbe ad esempio perché, nonostante la colonnina di mercurio segni oltre 30 gradi abbondanti in questi giorni di piena estate, tutto intorno ci sia una specie di autunno perenne. La fila di alberi che costeggia i marciapiedi in legno iniziano a mostrare numerosi rami secchi, come se la bella stagione fosse finita e stesse appunto arrivando quella del fine ciclo vegetativo.

Stazione di Porta Romana

Pure ai loro piedi ci sono cumuli di foglie morte, le siepi un tempo ordinate e regolari sono diventate dei cespugli ribelli tra montagnole di terra, rifiuti e rami secchi. Al centro del parcheggio la fontana moderna, per molti mesi piena di acqua putrida e puzzolente, è stata  svuotata, ma resta sporca e asciutta. Sui bordi corre il solito letto di foglie morte, mentre su tutta valle Faul resta il sapore vagamente western di una tavolata deserta, bruciata dal sole, in un mezzogiorno di fuoco, dove il prato è diventato una steppa arida, soffocante e sporca. A questo si contrappongono in alcuni punti giganteschi cespugli di erba selvaggia che invadono gli stalli di sosta, arrivando in certi casi a sommergere quasi per metà le auto. Il turista che parcheggia qui e si avvia verso piazza San Lorenzo, attraversa la strada, dove peraltro sono praticamente scomparse le strisce pedonali, e si dirige all’ingresso dell’ascensore, dove troverà un gigantesco pannello che pubblicizza un evento terminato il 20 luglioSi completa così l’immagine di una città che potrebbe fare da sfondo a quei film apocalittici dove tutto intorno resta cristallizzato a un tempo passato, quando ancora c’era la vita, prima che arrivasse un evento tragico ed eccezionale.

Segnaletica del 20 giugno alla stazione di Porta Romana e segnali per posto disabili in terra

Non va incontro a uno spettacolo migliore chi, invece, dovesse arrivare con il treno a Porta Romana. Qui c’è ancora la segnaletica verticale con un divieto di sosta del 20 giugno. In compenso, quelli che rischiano di sparire, sono i cartelli che indicano lo stallo per disabili: uno crollato, l’altro quasi. Ma non è tutto.

Infestanti ai lati dell’ingresso di Porta Romana

Il turista che decidesse di venire a Viterbo scendendo a Porta Romana, si troverebbe a fare una bella camminata sotto il sole cocente su marciapiedi sconnessi, senza nemmeno l’ombra di quegli alberi piantumati qualche anno fa poi dimenticati che sono oramai secchi, in alcuni casi addirittura caduti a terra, senza alcuna possibilità di fornire né un riparo, né una cornice decorosa al viale che lascia aperta la vista ai binari ferroviari, con fili, cavi, tralicci, palazzi e palazzoni sullo sfondo.

Via Armando Diaz

Guardando a terra, anziché in alto, lo spettacolo è pure peggiore: le aiuole anche in questo caso sono diventate delle lunghe lingue gialle, dove dall’erba alta, che in alcuni casi rimane, si è ora passati a una brodaglia di vegetazione rinsecchita, un groviglio di rami, rametti e arbusti che si arrotola su rifiuti di diverso genere sparsi un po’ ovunque.

Fioriere secche a Piazza del Plebiscito

Mi sembra che in questa città manchi la manutenzione”, dice un giovane ragazzo che con il suo trolley si avvia appunto a prendere il treno dopo aver soggiornato a Viterbo.

Infestanti su Porta Romana

Tornando, invece, all’ideale turista che arriva, finalmente, all’ingresso di Porta Romana, qui troverà due grossi cespugli di infestanti che incorniciano le due colonne antiche ricadendo in una smorfia quasi di “eleganza”, mentre dalla fontana accanto non scorre un goccio d’acqua per chi, anche se arrivato da pochi minuti, ha già fatto una specie di traversata nel deserto in questi giorni di caldo torrido. Ne sanno qualcosa le piante delle fioriere di piazza del Plebiscito, per loro, è arrivato, infine, l’ultimo valzer, dopo il balletto dell’anno scorso, quando venivano spostate da una parte all’altra in sostituzione della segnaletica di una sorta di isola pedonale sperimentale. Quasi tutte si stanno seccando, mentre alcune se ne sono già andate, lasciando i grandi vasi “a ballare da soli”.

Piazzale Gramsci (Porta Fiorentina)

Infine, se qualche turista, magari avvertito dal passaparola, avesse deciso di evitare questi due ingressi alla città, optando per la stazione di Porta Fiorentina, non andrebbe incontro a sorte migliore.  Resta la grande aiuola spartitraffico che, seppure è stata oggetto di un intervento di taglio dell’erba qualche mese fa, continua ad essere riarsa dal sole, senza acqua, con le piante malinconicamente tinte del giallo oro della natura morta, quando i colori della stagione dovrebbero essere quelli della vita, che ispira gioia e brio. All’ingresso di Porta Fiorentina torna quel quadro malinconico di una città in cui le lancette paiono essersi fermate molto tempo indietro: aiuole secche, con i cespugli scheletrici, la fontana ancora senz’acqua, i bagni pubblici chiusi da secoli e trasformati nella dimora di una ridente giungla verde.

Piazza della Rocca e i manifesti dell’evento del 20 luglio

Infine, sempre a Piazza della Rocca,  un altro gigante manifesto che ripete la stessa pubblicità di un evento del 20 luglio. E a vedere in che stato di abbandono versa la città, potrebbe anche sorgere il dubbio che sia di quest’anno.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.