Home Attualità Ciprovit, arriva la svolta, Aronne: “Inaccettabili tutte queste questioni urbanistiche irrisolte”.
Ciprovit, arriva la svolta, Aronne: “Inaccettabili tutte queste questioni urbanistiche irrisolte”.

Ciprovit, arriva la svolta, Aronne: “Inaccettabili tutte queste questioni urbanistiche irrisolte”.

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Viterbo, 30 novembre 2024 – Tra Strada Teverina e il Poggino un’altra incompiuta urbanistica. Un’area oggetto di una convenzione sottoscritta nel 1990 con il consorzio C.I.PRO.VIT, che prevedeva l’attuazione di uno stralcio del Piano Particolareggiato. Scaduto sia quest’ultimo, sia la convenzione, senza che le opere di urbanizzazione siano state completate. Proprio questo ha creato una serie di difficoltà  tutta l’area e agli insediamenti produttivi che nel frattempo sono sorti su di essa.  Dopo quasi quarant’anni, però, il Comune ha deciso di metterci un punto. Proprio in questi giorni è stato pubblicato un “mandato esplorativo al fine di esercitare un’interlocuzione con il Consorzio C.I.PRO.VIT.”, per arrivare a una “eventuale risoluzione satisfattiva dell’interesse pubblico e privato, nonché delle criticità” esistenti, spiega la delibera di giunta. Sulla questione interviene l’assessore all’urbanistica Emanuele Aronne che si sta occupando della vicenda: “Dopo la risoluzione di Acquabianca”, afferma,  “adesso ci mettiamo a lavorare su un’altra questione irrisolta, quella di Ciprovit. Le problematiche sono infinite”, poiché “non è mai stata data attuazione completa alla convenzione, le opere di urbanizzazione non sono mai state completate, né cedute. Se gli imprenditori che si trovano nell’area volessero investire –  prosegue – si troverebbero con un freno a causa  di una situazione urbanistica non conclusa”. Lo stesso C.I.PRO.VIT. “ha manifestato più volte la volontà di arrivare a un accordo con il Comune”, proponendo anche  “la redazione di un nuovo piano e relativo progetto esecutivo delle opere di urbanizzazione primaria”, spiega la stessa delibera.  Aronne è ottimista: “Con il buonsenso di tutti riusciremo, come fatto per Colleverde, a trovare una soluzione  anche in questo caso”. Il titolare dell’urbanistica, però, fa una sottolineatura:  “È inaccettabile che in una città capoluogo di provincia, esistano tutte queste situazioni  urbanistiche appese e irrisolte da decenni, senza mai prendere seriamente in considerazione la possibilità di addivenire a una soluzione. Un’urbanistica che rimane appesa – prosegue – determina  anche una  difficoltà di sviluppo del territorio. Cercheremo di risolvere tutte le questioni, affinché la città e gli imprenditori possano ragionare su regole certe per quel che riguarda l’edificato e, in prospettiva,  pensare a futuri investimenti”. Dall’anno della convenzione ad oggi, “l’area produttiva è stata interessata da varie iniziative, di carattere sia pubblico che privato, e attualmente la zona presenta varie criticità”. Si è verificato “un deperimento progressivo dei servizi, con difficoltà nei collegamenti viari, nel corretto smaltimento dei reflui e nella dotazione degli standard urbanistici, determinando condizioni di precarietà generale per le imprese produttive insediate”.  “Ringrazio gli imprenditori di Ciprovit – dice Aronne – perché si sono dimostrati subito disponibili a una collaborazione con la Pubblica Amministrazione, avendo compreso loro per primi  l’importanza di portare a dama la risoluzione di questo problema”. Situazione complessa anche per il fatto che “Il passare del tempo ha determinato un disordine, se non addirittura una mancanza di atti e documenti che avrebbero agevolato la soluzione. Si tratta di ricostruire tutta la storia, un po’ come fatto con Acquabianca, chiudere la questione, e ripartire”, conclude Aronne.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.