Consiglio comunale di Viterbo: maggioranza senza numeri, si appoggia sulla minoranza e finisce a terra
Si torna sui banchi del consiglio comunale, e la musica è sempre la stessa. Manca il numero legale al primo e al secondo appello. Una tiritera che oramai accompagna l’esperienza Michelini da diverso tempo, ancor prima dell’uscita di Viva Viterbo dalla maggioranza. Basta ripercorrere la cronaca dei consigli comunali degli ultimi tempi per rendersi conto che l’”affollamento” sui banchi della coalizione di governo è sparito ormai da tempo, con il passaggio in opposizione di ben cinque consiglieri. Il “trasloco” più recente è stato quello dei due esponenti di Viva Viterbo, Filippo Rossi e Maria Rita de Alexandris, che di certo non migliorano le cose, seppur non si possa dire che esse andassero bene prima di quest’ultima vicenda che ha coinvolto l’amministrazione Michelini.
Dunque, ieri, alla prima “chiama”, e anche alla seconda, la minoranza si è alzata e ha lasciato l’aula, facendo implodere una maggioranza senza numeri. Filippo Rossi resta a casa e stavolta la sua assenza, motivo di tensione quando era in maggioranza, è in perfetta sintonia con la linea dell’opposizione.
Una posizione che avrebbe lasciato di stucco la maggioranza. Il capogruppo Pd Mario Quintarelli spiega il perché: «Sapevamo che avremmo avuto delle assenze, ma abbiamo fissato ugualmente il consiglio perché la minoranza si era detta disponibile a mantenere il numero legale, tant’è che erano stati anticipati i punti che interessavano maggiormente l’opposizione».
Tra questi: misure di contrasto al degrado urbano causato da accattonaggio e mendicità molesta, implementazione di misure straordinarie sulla sicurezza urbana, variante al piano regolatore centro produttivo recupero inerti località fontane.
Ma l’idea di offrire una stampella alla maggioranza sarebbe durata poco, e così, ieri, il dietrofront dell’opposizione, che invece di restare in aula è uscita, facendo venire meno i numeri per raggiungere il quorum richiesto dal regolamento per lo svolgimento della seduta.
E chissà che tra i fautori della linea “niente sconti a Michelini” non ci siano stati pure i rappresentanti di Viva Viterbo, con Rossi che inizia la sua “guerra” in opposizione al sindaco proprio con ciò che gli era stato più contestato in maggioranza: la sua assenza. Il quadro di una coalizione che ieri è dovuta tornare a casa senza nulla di fatto, non preoccupa il capogruppo del Pd, Mario Quintarelli che dopo aver rivelato i retroscena della capigruppo con “la disponibilità inizialmente offerta dall’opposizione”, si dice certo che per la prossima volta non ci saranno problemi. «I consiglieri di maggioranza ci hanno assicurato che alle prossime sedute ci saranno – spiega Quintarelli – Sapevamo che oggi ci sarebbero state queste assenze, ma confidavamo sulla capacità della minoranza di mantenere i patti. In fin dei conti erano loro a lamentarsi del lungo tempo trascorso senza fare piú interrogazioni”.
«Io alla capigruppo non c’ero – dice Gianluca De Dominicis (M5S) – le interrogazioni sono uno dei compiti del consiglio comunale, un momento di scambio di informazioni legittime. Se il sindaco ha la maggioranza, può governare, in caso contrario: no. Non possono pensare che la minoranza li aiuti a mantenere il numero legale. Loro dicono che va tutto bene, che hanno i numeri. Prima dell’uscita di Viva Viterbo si basava tutto sulla presenza ballerina di un consigliere. Adesso è ancora più evidente che i numeri non ci sono più. Pensare di governare così per un altro anno, è, a mio avviso, abbastanza folle».
«Io personalmente – afferma Giulio Marini (Fi)– mi ero ripromesso che non avrei più sostenuto la maggioranza. Sinceramente, farlo, è difficile dal punto di vista politico. Si sta prefigurando ora un anno di campagna elettorale in cui gli schieramenti ancora non sono ben delineati a causa delle varie difficoltà che ci sono nello scrivere la nuova riforma elettorale. Oggi abbiamo dimostrato che questa maggioranza, che non ha avuto mai una grande forza, è diventata estremamente debole. Se si fosse svolto il consiglio e avessimo potuto fare le interrogazioni, avremmo detto: la raccolta di rifiuti è uno scempio, ci sono importanti appalti che prefigurano la possibilità o meno lavorativa di decine di dipendenti che sono fermi al palo, il verde pubblico è disastrato solo stamattina si è riattivato l’impianto di irrigazione di Valle Faul. Ci sono perdite di acqua a Piazza della Rocca e in altre parti della città, dove non c’è manutenzione degli impianti. Avremmo detto cose che stiamo dicendo tutti i giorni. Ma le risposte alle interrogazioni da parte della giunta Michelini sono sempre poco esaustive. Hanno grossi problemi di natura politico organizzativa: se prima erano bolliti, ora sono stracotti.
Non la pensa allo stesso modo il capogruppo del Pd, Mario Quintarelli, che alla domanda “cosa è cambiato rispetto a prima dell’uscita di Viva Viterbo», risponde, senza indugio: «Nulla».