Viterbo, 31 gennaio 2025 – Dovrebbero suonare tutte lo stesso spartito, ma sull’arrivo di una sede distaccata del Conservatorio Briccialdi di Terni a Palazzo Gallo a Bagnaia, le associazioni si dividono. C’è chi plaude all’iniziativa, considerandola come una straordinaria opportunità, come la Pro loco, il Centro polivalente “La Torre”, il “Comitato del Sacro Fuoco di Sant’Antonio”, la corale polifonica “San Giovanni”, il “Cammino di San Rocco” e chi no, come l’associazione Amici di Bagnaia che Palazzo Gallo lo gestisce da un po’, tenendolo aperto per consentire le visite dei turisti e l’organizzazione di eventi. “Se si vuole fare qualcosa, si fa qui, a Palazzo Gallo”, dice il presidente Aldo Quadrani a sottolineare la centralità dell’edificio storico, con i suoi spazi, nella vita socio culturale della frazione che con l’arrivo della scuola musicale potrebbero venire meno, come ha lasciato intendere la sindaca, con una risposta piuttosto vaga all’interrogazione posta al riguardo dal consigliere comunale, Andrea Micci (Lega). “Qualora dovesse arrivare – ha affermato Frontini – entreremo più nel dettaglio degli spazi e delle aule a servizio dell’offerta formativa”. Risposta che pare chiudere le porte di quello che “era l’unico punto di aggregazione sociale, oltreché luogo di visite turistiche” di Bagnaia dice Aldo Quadrani che si pone in modo fortemente critico con la decisione e le modalità con cui è stata presa. “Tutto è avvenuto in una maniera piuttosto antipatica – dice -. Una scelta calata dall’alto: il 17 gennaio hanno fatto questo incontro con le associazioni e ci hanno detto ‘Abbiamo fatto una delibera per portare la sede distaccata del conservatorio di Terni. Grazie”, riferisce Quadrani, che si chiede: “Vuoi incontrare chi ci abita, chi lo vive il paese? Dopo la chiusura delle circoscrizioni il palazzo è stato abbandonato a se stesso, lo abbiamo avuto in gestione con delibera Michelini. Lo tenevamo sistemato, lo aprivamo al pubblico i venerdì, sabato e domenica. Se c’era da fare una mostra, una conferenza, una presentazione di un libro, si faceva lì. Con l’arrivo del conservatorio, non ci saranno più gli spazi per fare questo”, dice Quadrani, che pone sul tappeto anche un’altra questione: “Non sarà più nemmeno visitabile dai turisti. Il borgo, la torre e villa Lante sono i punti di attrazione di Bagnaia. Tra l’altro”, osserva ancora, “per ospitare il conservatorio, andrebbe anche insonorizzato. Sopra al palazzo ci sono tre abitazioni popolari”, dice, pur riconoscendo che la scuola di musica sarebbe anche un fatto positivo, ma “qui a Bagnaia non c’entra nulla”, esclama. Ma se proprio l’amministrazione comunale decidesse di collocarla nella frazione alle porte di Viterbo, Quadrani propone un’alternativa: “la ex scuola media – dice – ha tre piani di aule”. Nel ripercorrere le tappe della gestione da parte dell’associazione Amici di Bagnaia, si toglie un sassolino dalla scarpa nei confronti del Comune: “Nel 2016 facemmo una convenzione con la facoltà di Beni culturali che ha restaurato buona parte degli affreschi delle sale. Noi pagavamo le spese vive, loro mettevano la manodopera. Il Comune niente”.