Viterbo, 19 febbraio 2025 – Termalismo: l’opposizione vuole sapere cosa è stato fatto dall’amministrazione Frontini dopo quasi tre anni di mandato. Ex terme Inps, Parco del Bullicame, contenzioso con le Terme dei Papi, tutte questioni, queste ed altre, sul tavolo, su cui la minoranza chiede lumi, anche in considerazione del fatto che, secondo Giulio Marini, i consiglieri comunali non sarebbero adeguatamente messi al corrente di quello che accade nella stanza dei bottoni. C’è una “totale assenza di informazione istituzionale”, dice l’ex sindaco. “Sono entrato da dieci mesi – dice – e non ho visto nulla. Non c’è una soluzione alle questioni aperte. Se qualcuno ci spiega anche che problemi hanno, riusciremo a capire. Da quando sono entrato non ho avuto notizie sulla vicenda termalismo, e non solo su questo. Manca l’informazione ai consiglieri comunali, però si vanno a fare le comunicazioni spot e fantascientifiche a Valle Faul”, dice, ricordando il recente incontro organizzato da Frontini e i suoi all’auditorium Unindustria, per relazionare su quanto fatto nella prima metà del mandato elettorale. L’informazione dei consiglieri avviene, ad esempio, nell’ambito delle commissioni: “Che però non si fanno più”, fa notare ancora Giulio Marini, “ci resta solo lo strumento ispettivo dell’accesso agli atti che cerchiamo responsabilmente di usare con moderazione per non appesantire il lavoro degli uffici. A volte, però, non ci viene data risposta nemmeno così”. Dure critiche anche dalla Lega con il consigliere comunale, Andrea Micci che afferma: “Li ho sollecitati più volte con diverse interrogazioni e accessi agli atti. Quando dico che stanno a zero, è la realtà. Ci sono voluti tre anni e cinque mie interrogazioni per sollecitarli sulle procedure per la riapertura del Bagnaccio, mi auguro che almeno questo sia in dirittura di arrivo”, dice Micci, che aggiunge, poi, “Non si è fatto nulla per consentire lo sviluppo e l’apertura di altri siti termali: prima hanno scelto la strada della variante al Piano Regolatore, poi quella dei Print, non hanno realizzato né l’una, né l’altra, e così sono tornati indietro, riprendendo le varianti puntuali, come avevamo detto noi tre anni fa. Se non si procede su questo piano non ci potrà essere alcuno sviluppo e progettualità né sui siti termali comunali, né su quelli privati”, incalza Micci che ricorda, “il finanziamento preso dalla precedente amministrazione per la riqualificazione del Bullicame, ma non ancora messa a terra. Però si fanno gli incontri, come quelli del 14 febbraio – dice anche lui – per proporre quei pochi risultati che senza i finanziamenti della precedente amministrazione di centrodestra, non ci sarebbero stati”, è la considerazione finale. Stessa linea quella di Fratelli d’Italia con Laura Allegrini che a notare: “Sul termalismo”, pur essendo stato il “tema centrale per la giunta Frontini”, “dopo tre anni non si è ancora realizzato nulla di concreto”. “Potremmo fare un elenco infinito di cose non fatte”, prosegue. “Avevano promesso di riaprire il Bagnaccio con estrema velocità, invece, nonostante le rassicurazioni date negli ultimi consigli, questo non è ancora avvenuto. Hanno ripreso il ricondizionamento del pozzo “Le Zitelle” con tre anni di ritardo, in quanto la pratica era già iniziata con la precedente amministrazione. Del progetto di riqualificazione della Callara non si sa nulla, ma il fatto assolutamente più grave è che non si è visto uno straccio di promozione per Viterbo città termale. La giunta Frontini deve assolutamente riprendere in mano la questione delle ex terme Inps, anche per sanare una ferita della città”, conclude Allegrini.