Bagnaia, Tricolore strappato, erba alta, cestini ancora imballati, esplode la protesta.
Viterbo, 13 marzo 2025 – In cima alla torre sventola quella che, secondo i bagnaioli, è diventata un po’ la bandiera del degrado cittadino: un Tricolore lacero, che non è più tale. A dispiegarsi al vento è rimasto uno straccio verde e bianco dai bordi laceri e senza più la banda rossa. Poco più sotto un’altra bandiera ha smesso di sventolare, al palo di ferro è rimasto attaccato solo una riga di tessuto che riportava, dicono i cittadini, i colori di Bagnaia.
Nella ex frazione cittadina va detto che ci sono cantieri importanti per la riqualificazione, che tra qualche anno innalzeranno certamente la qualità urbana, intanto, però, i cittadini vorrebbero vedere filare bene anche la manutenzione, quelle piccole, grandi, cose, di tutti i giorni che contribuiscono al decoro e alla presentabilità dell’ex Comune, anche questo, non meno del capoluogo, visitato spesso dai turisti che si recano a Villa Lante e a vedere il pittoresco borgo medioevale, dove, da poco, è arrivato il varco per regolare gli accessi delle auto.
Un grande, alto, palo nero, svetta, così, a pochi metri di distanza dalla porta. Collocazione che a qualche bagnaiolo non piace: “Starà su tutte le foto, come si fa a immortalare l’ingresso al borgo senza prenderci pure il varco?”, dicono. Ma gli argomenti della polemica sono altri: l‘erba, ad esempio. A Piazza XX Settembre fa un po’ quello che vuole, nelle aiuole che perimetrano il principale spazio urbano cresce in rigogliosi cespugli scomposti, componendo un quadro di abbandono che a qualcuno fa dire: “Un nostro amico ha detto che presto porterà il suo gregge di pecore”. In molte aiuole, oramai, è rimasta solo erba e terra. Ma non è tutto.
I cittadini indicano anche gruppi di cestini talmente nuovi da essere ancora imballati. Peccato che, secondo quanto riferiscono, sarebbero rimasti così da parecchio tempo, alcuni dicono un anno, altri da questa estate. In ogni caso per un tempo troppo lungo. Al momento è impossibile utilizzarli, ci sono, ma come se non ci fossero, ancora avvolti nel nylon con cui sono arrivati. Sono gruppi di tre cestini per la differenziata, molto capienti, sorretti da un unico palo. Ce ne sono diversi nella piazza.

Ci sono poi i bagni pubblici, anche questi nuovi di zecca, completamente ristrutturati in un vicolo che scende a fianco della piazza recante anche l’indicazione.
I bagnaioli, però, si chiedono come mai ancora non siano funzionanti e aperti al pubblico: “La gente va giù, poi trova chiuso, e c’è chi la fa dietro all’angolo“, dicono in piazza.
Infine la torre: c’è uno stanziamento che attende per mettere a punto alcune piccole opere per la riapertura. C’è tempo fino ad aprile 2026 per completarla e a Palazzo dei Priori ci sarebbe l’intenzione di chiudere prima i cantieri che già sono aperti, per non assediare ulteriormente la cittadinanza, già piuttosto agitata.
