Anziani maltrattati e legati al letto, anche un “episodio di violenza sessuale”.
Viterbo, 21 gennaio 2025 – Tre operatori socio sanitari finiti in carcere, altri tre sospesi dal lavoro. I reati contestati sono comportamenti maltrattanti verso ventuno ospiti di una casa di riposo. Spunta anche un “episodio di violenza sessuale a carico di un’anziana”.
Lo ha reso noto stamattina in una conferenza stampa la Procura della Repubblica, presso il tribunale di Viterbo, insieme all’Arma dei carabinieri che hanno reso noti gli esiti di una vicenda che ha preso l’avvio da una denuncia del 12 aprile scorso, a seguito della quale si è messa subito in moto la macchina investigativa con intercettazioni audio, video e l’escussione di alcuni test. Un’attività certosina, che è andata avanti nel tempo per verificare “la ripetitività dei comportamenti”, ha detto oggi il sostituto procuratore, dott. Flavio Serracchiani che ha operato sotto il coordinamento del Procuratore di Viterbo, dott. Paolo Auriemma presente anche lui in conferenza stampa.

Un’attività investigativa che ha portato alla luce episodi agghiaccianti: “Anziani legati al letto con bende e altri strumenti”, ha detto Serracchiani, “in un caso un’anziana sarebbe rimasta legata al letto in maniera continuativa per più di 24 ore. Una serie di episodi di incuria e negligenza nella cura e nella custodia degli anziani con episodi ancora al vaglio come la somministrazione di farmaci”, rispetto ai quali gli accertamenti stanno proseguendo per capire se fossero o meno previsti da un piano terapeutico o prescrizioni. “Stamattina si sono svolte anche delle perquisizioni per accertare ulteriori elementi ancora al vaglio”.

Il procuratore Auriemma ha evidenziato la “risposta piena, rapida e anche importante che la Procura della Repubblica ha dato, frutto della collaborazione e del coordinamento di forze diverse dei carabinieri, da un lato il controllo della territoriale, dall’altro quello dei Nas. Alcuni elementi nascono in modo occasionale”, ha detto Auriemma, riguardo alla prima segnalazione arrivata “ma la capacità di gestione degli organi specializzati e dei carabinieri ha consentito di escludere alcune ipotesi e accertarne delle altre“, ha spiegato Auriemma che ha tenuto a sottolineare la responsabilità personale dei singoli individui nei fatti contestati: “Questa è una zona in cui ci sono tante case di riposo dove sono rispettati i diritti delle persone fragili, frangia della popolazione che è nelle priorità di questo ufficio”, ha sottolineato Auriemma.

“In questa filosofia – ha proseguito – si colloca un’ indagine come questa che riteniamo sia giusto prospettare alla collettività, ma anche rassicurarla del fatto che i controlli effettuati hanno permesso di accertare tantissime situazioni di regolarità”. Quella emersa, dunque, sarebbe, dunque, “un’eccezione”.
In conferenza stampa anche il comandante dei carabinieri Massimo Friano: “C’è stata estrema velocità e precisione, l’accertamento dei fatti ci ha permesso di chiudere il cerchio in pochissime settimane”, ha detto. “C’è stata grande sinergia tra l’Arma, tra le sue diverse componenti, e la Procura. A partire dalla stazione dei carabinieri che è il nostro punto di ingresso, il front office, i nostro biglietto da visita con la città. E questa fiducia è stata il punto di partenza dell’indagine. La prima notizia è stata acquisita dalla stazione di Capodimonte, poi sviluppata unitamente al nucleo operativo della compagnia di Montefiascone e il nucleo antisofisticazione e sanita di Viterbo. Ci siamo messi immediatamente intorno a un tavolo per capire da quelle dichiarazioni acquisite, se ci fosse un fondamento. Dopo gli accertamenti iniziali ci siamo rivolti al pubblico ministero per evidenziare che gli elementi raccolti potevano avere un forte fondamento e siamo stati subito accolti e aiutati. Abbiamo iniziato un’attività tecnica, l’escussione dei test, che ci ha consentito di dare al giudice per le indagini preliminari un fascicolo ricco di elementi tutti indiziari ma fortemente gravi e concordanti nella direzione di individuare precise responsabilità a carico di soggetti che oggi risultano destinatari di misure”.
La nota stampa di Procura e carabinieri.
I carabinieri della compagnia di Montefiascone ed il nucleo carabinieri antisofisticazioni e sanità di Viterbo hanno dato esecuzione a sei ordinanze di applicazione di misure cautelari (3 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 3 ordinanze di sospensione dall’esercizio delle funzioni), emesse dal Gip di Viterbo, dott.ssa Savina Poli, nei confronti di altrettanti soggetti, operatori socio-sanitari di una casa di riposo per anziani sita in Latera, gravemente indiziati di maltrattamenti ai danni degli anziani ospiti della struttura e, in un caso, di violenza sessuale ai danni di un’anziana donna. L’indagine, iniziata nella primavera del 2024, è scaturita dalle confidenze di alcuni ex operatori della struttura i quali, rivoltisi alla stazione carabinieri di Capodimonte, hanno riferito in ordine ad una serie di abusi perpetrati ai danni degli anziani ad opera di loro colleghi. Sotto il coordinamento del Procuratore di Viterbo, dott. Paolo Auriemma, e con la direzione del sostituto procuratore, dott. Flavio Serracchiani, si disponeva l’installazione di telecamere all’interno della struttura e l’intercettazione dei dialoghi all’interno delle camere di pernottamento. L’attività tecnica ha permesso di lumeggiare su plurimi contegni lesivi ai danni degli ospiti della struttura, sottoposti a vessazioni psicologiche e ad aggressioni fisiche. Ne è emerso un quadro allarmante, preoccupante, pericoloso, contrassegnato da una gestione inumana dell’anziano, soggetto notoriamente vulnerabile, esposto ad attacchi gravemente lesivi del suo equilibrio psicofisico, già compromesso dall’età e dal naturale decadimento fisico e cognitivo. Accanto a tali gravi comportamenti, sono emerse anche autentiche condotte di violenza sessuale, consistite in reiterati contegni abusanti ai danni di una anziana degente, tormentata da un operatore con assillanti approcci sessuali e con toccamenti delle parti intime, eseguiti anche a mezzo di un bastone e, in un’occasione, addirittura quando l’anziana era impossibilitata a difendersi perché legata a letto mediante strumenti di contenzione. Da ultimo, le indagini hanno disvelato una serie di ulteriori episodi, sui quali ancora deve farsi luce, che riguardano, in particolare, l’alimentazione delle anziane vittime – spesso lasciate senza mangiare ovvero malnutrite, la somministrazione di farmaci ansiolitici ed il frequente ricorso all’applicazione di strumenti di contenzione – fascette o bende – con cui gli anziani venivano legati al letto e qui lasciati per ore. Al termine delle formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti presso le Case Circondariali Viterbo e Civitavecchia.
PRESUNZIONE DI INNOCENZA Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva. Il presente comunicato viene condiviso con la Procura della Repubblica di Viterbo, atteso l’interesse pubblico alla divulgazione della notizia.