Covid-19: si compra Made in Italy e si torna nei negozi di quartiere.
Viterbo, 4 aprile 2020 – “Compra italiano”: il proposito che, forse, ricorre più spesso subito dopo “Io resto a casa” in questi giorni di pandemia, sembra non essere destinato a rimanere solo uno slogan. La crisi sanitaria sta volgendo in un disagio economico crescente con imprese costrette a restare chiuse e i lavoratori a casa, senza stipendio, con tutte le conseguenze che ne derivano come la difficoltà a fare anche la spesa alimentare, un gesto banale, quotidiano, che in tempo di coronavirus, per tante famiglie si è trasformato in un’impresa impossibile. Ed ecco che in un clima così, la riscoperta del Made in Italy anche da parte di chi finora non gli aveva dato troppo peso nelle sue preferenze di acquisto, diventa quasi un passo obbligato, non solo per la garanzia di qualità che in questi giorni infettati da un virus che viene dall’estero, e con così tanti paesi contagiati, sembra più facilmente associabile a un prodotto di casa, ma anche perché comprare italiano può essere una forte spinta a risollevarsi per aziende e negozi nostrani. Molti cittadini sembrano averlo capito. E così l’acquisto del prodotto Made in Italy in questi giorni pare andare molto di moda. È quanto ha riscontrato il titolare della Boutique dell’Orto in via Garibaldi che in questo periodo non solo lavora parecchio, fornendo beni di prima necessità, ma ha visto aumentare la sua clientela. La sua carta vincente? Frutta e verdura “di casa”, alcuna di produzione propria, altra comunque italiana. “Ho registrato un aumento della clientela – dice – ho acquisito diverse persone che prima andavano al supermercato o nei negozi gestiti da stranieri. Viene molto richiesto il prodotto italiano, genuino e con concimazione regolamentata”. Una curiosità: tra la frutta più richiesta “le pere”. Nuovi clienti anche per la macelleria di via Garibaldi: “Il lavoro è radicalmente cambiato – dice il titolare – fanno molte ordinazioni per telefono, chiedendo consegne a domicilio, per cui non abbiamo molta affluenza in negozio. Abbiamo perso, per ora, ma spero ritornino, i clienti fuori Comune che non possono venire a fare la spesa per le restrizioni previste dal governo, ma abbiamo acquisito nuovi clienti della zona”. Complici anche i decreti di Giuseppe Conte, che invitano a restare in prossimità della propria abitazione pure per andare a fare la spesa, si sta registrando, dunque, un ritorno al negozio di quartiere, quello sotto casa, dove puoi andare a piedi, incontrare qualche volto amico, intessere relazioni umane, sempre a distanza di sicurezza, ritrovando quel clima familiare che l’isolamento domiciliare spinge a rivalutare fortemente. Cose a cui si è tornati a dare importanza proprio ora che per difenderci da Covid-19 siamo tutti confinati in casa.
Tiziana Mancinelli
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