Coronavirus: “Meglio blocco totale. Aperti fino alle 18 è prevenzione barzelletta”.
Viterbo – Il contagio non ha orario. Il provvedimento del governo: sì. Chiusura delle attività alle 18.00. Ma per alcuni commercianti non ha senso. Perché stare aperti, con la gente che non circola? Magari quelle decine di persone che entrano, veicolano, pure, il contagio che se ne frega del coprifuoco governativo. Sono questi un po’ i pensieri che aleggiano tra alcuni commercianti. Consapevoli che oramai l’unica terapia possibile è: fermarsi. Tirare giù la saracinesca e impedire al virus di diffondersi in modo incontenibile, mandando in tilt la Sanità e il circuito economico-sociale. Circostanza che, se si verificasse, potrebbe tenere sbarrate le porte dei negozi per molto più tempo. “Che prevenzione è stare aperti fino alle 18?“, dice la signora della tabaccheria di piazza del Plebiscito. “Sappiamo che dobbiamo fare questa cosa, chiudiamo tutto e tutti. Gente infetta nelle ore diurne può venire da me, andare al bar, all’alimentari. Era giusto fare un blocco totale anche di sette, cinque giorni, e stare tutti a casa. Io, invece, ho appena ricevuto un messaggio dalla Federazione Tabaccai che mi dice di stare aperta tutto il giorno, perché ho la raccolta del gioco. Come se niente fosse successo. Una prevenzione così, francamente, mi sembra una barzelletta. Devo stare qui a girarmi i pollici, con poca gente che gira. Il bar tabacchi, invece, chiude alle 18. Ho messo la riga di fronte al bancone, ma devo dire ugualmente alla gente di stare a distanza, di non venirmi addosso, ho affisso un cartello che nessuno legge, ho messo i guanti sterili e mi chiedono se ho l’allergia. Insomma, non siamo poi così informati”, prosegue. Ieri (9 marzo ndr) è stato il primo giorno delle misure emergenziali varate dal governo sotto il nome di “Io resto a casa” che prevedono, appunto, di limitare gli spostamenti a quelli strettamente necessari, la chiusura di scuole e università, e quella delle attività commerciali e dei locali alle 18. Anche Viterbo si è svegliata dentro le maglie delle misure rigorose adottate per contenere l’emergenza sanitaria. Città deserta. Poche persone in giro. Traffico scomparso a viale Trento, Cassia libera. Un mondo surreale, dove l’unica cosa che si avverte nell’aria, è la minaccia incombente di un nemico invisibile che può annidarsi da qualunque parte, pronto a colpire. “L’umore delle persone è pessimo, e anche quello nostro“, prosegue la titolare della tabaccheria, “La gente è disperata, è molto preoccupata non solo per la salute, ma anche per l’economia, dicono che se non si muore per l’uno, accadrà per l’altra. Sono molto scontenti del governo e di tutto il resto. È una cosa generale“. Anche Simone del bar San Leonardo condivide le stesse impressioni: “Era meglio una chiusura totale. Io lavoro al pubblico, non mi sento tutelato, anche se sono a distanza, chiunque può entrare e infettarmi. E sono anche preoccupato per il mio posto di lavoro. Se l’attività diminuisce, rischio di perderlo“. A piazza della Rocca due signori anziani fanno una passeggiata, ma uno i loro si precipita a specificare: “Sono uscito perché dovevo andare in ortopedia, altrimenti sarei rimato a casa. Ho visto che in giro non c’era nessuno, così mi sono fermato a fare due chiacchiere con il mio amico”. Gli anziani sono la fascia più a rischio, messa anche in pericolo da certi atteggiamenti delle nuove generazioni che in questo periodo di emergenza, sembrano non voler proprio rinunciare aa movida, discoteche, aperitivi, feste, rendendo il numero dei potenziali contagi incredibilmente vasto, con conseguente rischio della sanità di non riuscire a far fronte con i posti disponibili di terapia intensiva all’esigenza di ricovero dei casi più gravi che si manifestano con maggiore frequenza proprio nella categoria della terza età. “I giovani sono indisciplinati – dice l’anziano signore – la colpa è nostra non siamo stati capaci di educarli come si deve. Si sentono liberi. Tutto gli è concesso. Poverini. Speriamo non debbano pagare il debito per la situazione che gli stiamo lasciando“. Sul governo: “Mi sento fiducioso. Non ho la competenza di dire se stanno facendo bene o male, ma tramite la televisione vedo che si stanno adoperando molto per il nostro beneficio”.
Tiziana Mancinelli
mancinellitiziana@gmail.com