Mostra Pinocchio rischia chiusura anticipata, Merlani: “Pochi turisti in città, una delusione”.
Viterbo, 27 aprile 2025 – Pochi turisti che girano nel quartiere secondo gli organizzatori: “Le Avventure di Pinocchio nel fantastico mondo di Carlo Collodi” a Palazzo degli Alessandri in Piazza San Pellegrino, prevista dal 4 aprile al 18 maggio, ha rischiato di chiudere in anticipo, “stiamo andando avanti per rispetto degli sponsor e di chi ci ha sostenuto”, dice Silvio Merlani, di Tusciart Italia Eventi che ha organizzato l’evento.
Seppure la mostra abbia ottenuto autorevoli riconoscimenti e commenti positivi, i visitatori scarseggiano, non perché Pinocchio non sia attrattivo, secondo gli organizzatori, “ma perché i turisti ci sono molto pochi”, commenta Silvio Merlani, che contava sui ponti di Pasqua, Pasquetta, il 25 aprile e il Primo Maggio.
Ma a metà giornata del 25 aprile, nel mezzo, di può dire, del lungo calendario di ponti, ha ritenuto di poter già fare un primo bilancio, per nulla positivo, da qui l’idea accarezzata e poi messa da parte, di tirare giù il sipario prima.

“Pasqua e Pasquetta una delusione, e oggi (25 aprile) malissimo, in mattinata ci saranno state due, tre persone”, ha detto, riaggiornando, però, il suo commento in serata, “il pomeriggio è andata un po’ meglio, ma stiamo parlando di una quindicina di persone che hanno visitato la mostra”. Corregge così un po’ il tiro, ma gli animi restano scorati. Sotto accusa finisce nuovamente la carente promozione territoriale da parte dell’amministrazione comunale. “Non siamo molto soddisfatti di come stanno andando le cose, perché ci aspettavamo molti più turisti e più attenzione – continua – Non è una mostra solo per bambini, ma anche per adulti, ci sono installazioni riguardanti tutto il mondo di Collodi a grandezza naturale ed opere d’arte. Ma la situazione, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti. Io sono viterbese e non ricordo un momento così difficile, il turismo passa e se ne va, è mordi e fuggi e andrebbe curato di più, fare in modo che resti più tempo in città, abbiamo tante cose belle da vedere. Non c’è un’accoglienza e una promozione adeguata, soprattutto, quest’ultima, sarebbe utile farla su Roma che è a due passi”, dice Merlani che lamenta anche la difficoltà ad ottenere contributi pubblici, ma anche privati: “Sono tanti anni che mi occupo di eventi culturali, ma mai come quest’anno ho sofferto in questo modo la limitazione delle risorse. La mostra costa dai 15 ai 20 mila euro e con i contributi pubblici e privati siamo riusciti a coprire circa il 20-30%. Eppure è un’iniziativa importante, con il nome di Collodi dietro, e per questo siamo anche stati contattati da città importanti come Milano, Napoli, dove potremmo portarla con budget assolutamente diversi”.
Dall’Albo Pretorio spunta la determinazione dirigenziale di 2.500 euro di contributo comunale per la stampa di cataloghi da colorare e donare in omaggio alle bambine e ai bambini della mostra. Silvio Merlani, insomma, è tra quelli che lamentano pochi turisti in città, “non ‘è quel flusso in grado di sostenere chi organizza eventi e le strutture ricettive”, e forse è anche per questo che parecchi negozi restano chiusi nei giorni di festa, dovendo sostenere costi fissi che poi, probabilmente, non riusciranno a coprire.
Un quadro, quello tracciato dagli operatori del territorio, che non collima da quello riferito dal sindaco Chiara Frontini: “I dati, seppur ancora non definitivi, relativi al primo trimestre 2025”, ha detto qualche giorno fa la prima cittadina, “confermano un segnale positivo per il turismo a Viterbo con un aumento del 5% degli arrivi e un incremento delle presenze che porta a un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2024 anche della permanenza media (+2%), che è l’indicatore che ci interessa per raggiungere l’obiettivo strategico che ci siamo dati: favorire un turismo a lunga permanenza e non quello mordi e fuggi”. Ma “Questi numeri la sindaca dove li prende? Ma parla con albergatori e commercianti?”, si chiede Merlani che ora guarda con speranza a San Pellegrino in Fiore anche se “Trecento manifesti non si vedono a Viterbo, figuriamoci su Roma”, commenta critico la promozione realizzata dal Comune, carente, secondo l’opinione di molti e a ridosso della manifestazione.
“Fino a qualche giorno fa abbiamo visto sui totem di Viterbo manifesti strappati e di eventi di dicembre. Non aggiungo altro”, commenta.

Soddisfatti, invece, gli operatori del mercatino del vintage che in questo ponte del 25 aprile hanno esposto presso le scuderie di Palazzo Papale ricevendo, a loro dire, un ottimo flusso di pubblico.

Aperto, invece, l’infopoint Francigena il 25 aprile con una dipendente comunale, presente anche la consigliera delegata al Giubileo e Via Francigena, Alessandra Croci che, invece, ha ribadito la presenza di un numero importante di turisti in città.
Sono rimasti vuoti, invece, i totem che a Pasqua e Pasquetta pubblicizzavano ancora il Natale e il Carnevale. Tolti subito i cartelloni dopo il primo ponte del 20-21 aprile, dopo una valanga di critiche, i totem giganti sono rimasti senza alcun manifesto.

Forse nessuno a Palazzo dei Priori aveva pensato di utilizzare questa “vetrina” in casa propria, predisponendo i manifesti e la campagna da diffondere in questi giorni? In tal caso si confermerebbe una grave lacuna nella programmazione in questo periodo particolarmente interessante dal punto di vista turistico, con una manifestazione importante alle porte come San Pellegrino in Fiore. Questa potrebbe essere un’ipotesi. L’altra sarebbe ancora peggiore, e cioè che pure Palazzo dei Priori non ci credeva poi così tanto all’arrivo dei turisti, al punto da non pensare ad organizzarsi a livello pubblicitario.