Home Cronaca Crolli e cedimenti: l’altra faccia della sicurezza in centro storico.
Crolli e cedimenti: l’altra faccia della sicurezza in centro storico.

Crolli e cedimenti: l’altra faccia della sicurezza in centro storico.

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Viterbo, 17 giugno 2025 – Se finora si  era parlato della sicurezza in centro storico con riferimento a risse, droga, furti, l’ennesimo crollo ieri di un palazzetto medioevale, trasferisce la questione pure sull’incolumità pubblica di chi cammina nei vicoli e nelle piazze dentro le mura, certamente suggestivi, che catturano la vista, ma che, oltre alla bellezza, hanno più di un motivo per farci stare a occhi in su: il pericolo di cedimenti  e distacchi.

A rilanciare l’allarme, ieri, è stato il crollo totale del tetto di un palazzetto medioevale a piazza del Gesù. Circa 70-80 metri di soffitto implosi totalmente all’interno dell’abitazione dove al momento non c’era nessuno. Il cedimento è avvenuto all’interno del perimetro privato, all’esterno sembrerebbe non essere caduto nulla di una quache rilevanza, anche se l’abbaino ieri appariva instabile, tant’è che i vigili del fuoco hanno transennato l’area per metterlo in sicurezza.

Nessuna vittima, né ferito, dunque, ma l’evento rilancia sul tavolo delle riflessioni lo stato del centro storico, nell’ottica della sicurezza. Nel 2018 si era verificato addirittura il crollo totale del palazzetto di via Cardinal La Fontaine. Ma a parte questi accadimenti di significative proporzioni, la caduta di calcinacci, pezzi di cornicioni, intonaci, scandisce spesso una quotidianità che sta diventando allarmante.

Basterebbe solo un grosso sasso a innescare una tragedia per il malcapitato che si trovasse a passare di lì. Ricordiamo anche la caduta di calcinacci dal Teatro dell’Unione, il crollo l’anno scorso  di un pezzo di balconcino al Corso poco prima del passaggio di Dies Natalis e anche qualche mese fa, nella stessa via dello shopping la caduta di altri calcinacci.

Crollo calcinacci dal tetto del Teatro dell’Unione
Crollo in strada di calcinacci dal tetto del Teatro dell’Unione.

Lo spopolamento del centro storico, insomma, non pone più solo il dilemma del rilancio dal punto di vista sociale ed economico di questa parte di città, ma anche quello dell’abbandono “fisico” degli immobili da parte dei proprietari, meno incentivati, non abitandoli, a ristrutturarli, azione che incide inevitabilmente pure sulla loro sicurezza. 

Chiara Frontini

“In un importante momento in cui l’amministrazione sta investendo risorse significative sulla ristrutturazione dei propri immobili comunali, situati quasi tutti nel centro storico, sarebbe importante”, commenta il sindaco Chiara Frontini, ” ed anzi è parte della nostra strategia di rilancio, che i privati facessero la loro parte. Possedere degli edifici in centro storico e tenerli non curati, fatiscenti, può diventare un pericolo per tutti. Comprendiamo che sono attività dispendiose, che richiedono ingenti risorse, ma non si può pensare di non prendersi cura delle proprietà”.

Crollo nel 2017 del Palazzetto di via Cardinal La Fontaine

In realtà ben poco, se non nulla, il Comune può fare in questi casi, non potendosi sostituire alla parte privata. “Laddove vediamo che ci sono cadute di cornicioni, distacchi di intonaco, e simili”, prosegue il sindaco Frontini, “l’ufficio di pubblica incolumità interviene a transennare, a mettere in sicurezza, in alcuni cai anche a fare delle diffide fino ad arrivare alle ordinanze.  Ma possiamo farlo quando ci sono dei preavvisi, perché il Comune non può sostituirsi a un tecnico privato. Ci vuole, quindi, una copartecipazione e una condivisione di responsabilità nella gestione dei beni”.

Tiziana Mancinelli.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.