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Prato Giardino, sparito il rubinetto dell’unica fontanella.

Prato Giardino, sparito il rubinetto dell’unica fontanella.

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Viterbo, 26 giugno 2025 – Prato Giardino: rotta l’unica fontanella esistente, in prossimità dell’area giochi. Alcuni fruitori l’hanno trovata in un lago d’acqua con il rubinetto sparito. Forse finito in un gioco vandalico o addirittura rubato, ma per farci cosa? Insomma sulle ipotesi si può anche immaginare, fantsticare, il dato reale, però, è chiaro ed è lì: la fontanella non funziona più. Chi l’ha trovata senza rubinetto, ha visto la grossa pozza d’acqua a terra e ha provveduto a chiudere l’interruttore.

Il caldo di questi giorni ha poi sistemato le cose, asciugando in breve tempo il terreno. Ma proprio le alte temperature fanno avvertire ancora di più  l’urgenza di provvedere alla riparazione della fontanella, tanto che qualcuno avrebbe avvertito gli uffici comunali, chiedendo di intervenire per aggiustarla e dotarla di un nuovo rubinetto. La risposta, secondo quanto riferisce chi ha contattato Palazzo dei Priori, sarebbe stata sconcertante: “Ci hanno detto  che non ci sono i soldi, ma che spesa sarà mai?”, si chiede la persona che avrebbe parlato con gli uffici. Ma a sparire non è stato solo il rubinetto della fontanella. Da qualche tempo è stato rimosso anche un gioco per i bambini, una grossa struttura di legno che da mesi era forse pericolante, comunque inagibile, tanto che era stata avvolta nel nastro di plastica a bande bianche e rosse. Anziché aggiustarla, però, è stata completamente rimossa. Sarà sostituita con un giochino nuovo? Oppure l’area resterà vuota? Se non ci sono soldi per il rubinetto, sempreché non sia stata una battuta, figuriamoci per ricomprare un gioco per bambini.

Intanto la fontanella senza rubinetto, regala a questo angolo di Viterbo che sta franando verso il più assoluto degrado, un altro tassello malinconico di abbandono. La fontanella senza più acqua sta lì, muta, perfettamente allineata alla decadenza che si respira tutto intorno, in un parco quasi spettrale, con le aiuole secche bruciate dal sole, le vasche putride, con colonie di tartarughe che alzano la testa, aprendosi un varco tra la poltiglia melmosa che galleggia nel laghetto sotto il ponte.

Anche la vasca centrale non se la passa bene. L’acqua è marrone, densa, con agglomerati di muffa verde che galleggiano come fiori di loto, tanto che pure le papere sembrano pensarci un po’ su prima di tuffarsi: rannicchiate sulla rocce che delimitano la vasca all’ingresso di Prato Giardino, restano a guardare quello specchio d’acqua scura da lontano.

Ledue papere arrampicate sul bordo dela vasca sporca e putrida.

Lo stato del parco pare addirittura comatoso. Di recente è avvenuto il taglio dell’erba, quando non si poteva più fare a meno, tale era la vegetazione selvatica, che aveva invaso l’intero parco, divorando panchine, aiuole cestini dell’immondizia. Uno stato di (in)decoro urbano che iniziava a configurare anche una situazione di pericolo, con l’arrivo del caldo e la più alta possibilità di incendi,  per non considerare anche l’insidia di animali potenzialmente pericolosi infilati negli anfratti, in un luogo in cui scorazzano anche i bambini. L’erba, infine, è stata tagliata, e ora, sulle aiuole riarse dal sole, appaiono i rifiuti che in questi mesi di abbandono sono stati buttati tra le fratte.

La sporcizia nelle vasche

Prato Giardino poteva essere un fiore all’occhiello, un’area verde, ricca di storia e di fauna selvatica, con le varie specie di uccelli presenti e, invece, assomiglia sempre di più a un’area sterrata e anonima, dimenticata dall’amministrazione comunale, ma non dai cittadini che, nonostante lo stato vergognoso, continuano a frequentarla.  L’unica speranza, ora, è rivola al nuovo servizio di verde pubblico che partirà a luglio, con il quale si capirà se Prato Giardino avrà la manutenzione che merita. Se questo avverrà, saremo ancora nell’ordinarietà delle cose, del minimo sindacale che si deve alla città, e saaremo ancora molto lontani da quell’opera di valorizzazione che un luogo così unico e bello necessiterebbe, affinché possa rappresentare quello che effettivamente è,  un “gioiello di famiglia”, e non una sacca di degrado su cui chiudere gli occhi, facendo finta che non esista.

Tiziana Mancinelli

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.