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Serve un percorso turistico per collegare Dies Natalis al monastero.

Serve un percorso turistico per collegare Dies Natalis al monastero.

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Viterbo, 3 luglio 2025 – Dies Natalis si prepara ad essere esposta a San Sisto dal nove luglio, circa due mesi prima rispetto alla partenza il 3 settembre, e con largo anticipo sulla data in cui annualmente i pezzi arrivno a Porta Romana per essere montati, che è solitamente  verso fine agosto. Quest’anno, però, la giunta Frontini ha inteso celebrare il Giubileo così. La presenza della Macchina a San Sisto, induce a riflettere anche, però, sulle modalità di un eventuale, quanto opportuno, collegamento con il monastero di Santa Rosa, che è parte integrante, e sempre più attiva, della tradizione con una serie di attività che lo accreditano, oramai, anche come un punto turistico aperto, fruibile e attrattivo. Tant’è che lo stesso Comune, nel rinnovare la convenzione triennale di 22.500 euro lo ha esplicitamente evidenziato nella delibera, che cita: “la valenza anche turistica della visita al Complesso Monastico, che si ritiene atta ad implementare l’offerta museale della Città”. Il monastero di Santa Rosa offre anche quel tassello che permetterebbe di allargare il diametro delle rotte turistiche pedonali in centro storico,  che ora si concentrano principalmente tra Colle del Duomo e San Pellegrino, collegati direttamente al parcheggio di Valle Faul dall’ascensore, senza necessità di attraversare altre parti cittadine. Come, appunto, l’asse Piazza del Plebiscito, Corso, Piazza Verdi che attualmente resta marginale rispetto all’itinerario che fanno i turisti scesi dall’auto o dagli autobus. Proprio su questo si è registrato più volte l’appello dei commercianti dell’area tra Piazza Verdi e via Marconi di trovare il modo di dirottare i visitatori anche da queste parti. Il percorso dedicato a Santa Rosa, da San Sisto con la visita a Dies Natalis, fino al monastero dove è custodito il corpo della Santa, potrebbe, almeno in questi mesi, offrire il motivo per visitare anche questa parte di città. E a ben guardare, una sorta di “tracciato”già esisterebbe. E’ quello individuato dalle targhe commemorative del riconoscimento Unesco del Trasporto quale patrimonio immateriale dell’Umanità poste nel 2014 in ogni sosta  che la Macchina compie nel suo tragitto San Sisto – Monastero. Realizzate dall’artista Michele Telari sono state apposte in terra a San Sisto, piazza Fontana Grande, piazza del Plebiscito, piazza delle Erbe, Suffragio, piazza del Teatro e sagrato della chiesa di Santa Rosa. Alcune peraltro mancano (a Piazza Fontana Grande e a Piazza  Verdi) e questo trasporto dedicato al Giubileo, potrebbe essere una buona occasione per ripristinarle. Insomma, gli spunti,  per creare un altro percorso da aggiungere a quelli più “battuti”dai turisti c’è, e con l’esposizione di Dies Natalis potrebbe essere l’occasione giusta per iniziare ad attivarlo, pensando magari a qualcosa che possa poi restare, in qualche forma, anche quando la Macchina tornerà al capannone, ma il monastero, con tutta l’area di Piazza del Teatro – Piazza della Rocca sarà ancora lì, ad aspettare che qualcuno, di quelli che arrivano in città, vada a scoprirla. Su qualche forma di collegamento della Macchina con il monastero, da pensare almeno per questi due mesi, il presidente del Sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini, si dichiara favorevole: “Non è nostra competenza decidere queste cose”, puntualizza “spetta al Comune e alla diocesi farlo. È scontato che come Sodalizio siamo pronti a sostenere un’ eventuale iniziativa in tal senso e a dare la nostra collaborazione in questa e in ogni altra occasione di valorizzazione del Trasporto”, conclude Mecarini. La parola, ora, spetta proprio a loro: Comune e diocesi.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.