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La sicurezza sarà il grande tema del Dopo Santa Rosa.

La sicurezza sarà il grande tema del Dopo Santa Rosa.

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Viterbo, 10 settembre 2025 – “Nel bene o nel male, purché se ne parli”, citazione poco calzante per questo trasporto 2025, la cui popolarità è esplosa in pochi minuti su tutta la rete multimediale globale a causa dell’arresto avvenuto alle 14:30 circa del tre settembre di due uomini di nazionalità turca trovati con una mitraglietta, una pistola e tre caricatori all’interno del BB in cui alloggiavano dal giorno prima, sulla salita di Santa Rosa, tratto finale del trasporto di Dies Natalis percorso in quei giorni da cortei in costume, facchini, musici e numerosi spettatori. Le immagini della Macchina hanno immediatamente invaso l’etere, da una parte all’altra del globo, come nessuna campagna promozionale avrebbe mai potuto fare, anche se la città, certa notorietà, se la sarebbe voluta risparmiare.

IPOTESI E CONGETTURE

Ipotesi e congetture sono continuate a circolare per giorni. Si è detto un po’ di tutto, dall’attacco armato alla manifestazione, a un piano per l’evasione, a un regolamento di conti tra bande, senza escludere il “caso” che avrebbe portato i due in quel preciso punto, senza sapere nulla della festa in corso. Insomma sulla vicenda si sono versati fiumi di “inchiostro” in pochi giorni, in attesa che gli inquirenti costruiscano il puzzle con i pezzi a loro disposizione. Intanto, però, alcune riflessioni si pongono. Perché qualunque sia stata la motivazione, i due turchi erano lì, con delle armi, a un paio di metri dal cuore della festa in quel momento in pieno svolgimento.

SICUREZZA

La sicurezza si pone come la sfida impervia, ma doverosa, per i prossimi anni, mettendo in atto delle misure che favoriscano un’ampia partecipazione di pubblico, senza il quale il Trasporto non sopravviverà, dall’altro, però, possano riuscire a intercettare, per quanto possibile, eventuali malintenzionati, almeno sull’area interessata dalla manifestazione, permettendo alle persone di vivere una giornata di festa in modo sereno e senza azioni troppo invasive. Va ricordato, infatti, che il riconoscimento Unesco del Trasporto come bene immateriale dell’umanità, si fonda proprio sull’interazione tra la grande partecipazione di pubblico e i facchini. Per questo la sindaca ha annunciato insieme alla Rete delle grandi macchine a spalla, di voler lavorare, subito dopo Santa Rosa, a una legge che deroghi alle norme sul pubblico spettacolo che vengono applicate ora al Trasporto.

I CONTROLLI

Le forze dell’ordine in certe manifestazioni che uniscono la numerosità del pubblico, al profilo religioso e alla presenza di autorità anche politiche, mettono già in atto una sorta di controlli preventivi, oltre a quelli documentali effettuati sui riferimenti degli alloggiati. Ai varchi del percorso del Trasporto anche quest’anno erano presenti i metal detektor, mentre i documenti degli alloggiati nelle varie strutture ricettive vengono trasmessi alla questura per gli opportuni controlli, nel rispetto della legge antiterrorismo. Per una serie di circostanze, però, pare che ad essere risolutiva, stavolta, sia stata la segnalazione di un cittadino, proprio “uno” di quel pubblico che oltre ad essere la benzina del Trasporto, è diventato anche la chiave dirimente per prevenire certe minacce sul percorso. Chissà che in futuro, proprio il pubblico, insieme ad altre misure, non possa rivelarsi una carta buona da giocare per innalzare lo standard della sicurezza, nello spirito di quel “controllo sociale” a cui sempre più spesso ci si affida anche nella gestione ordinaria cittadina. Dopo la segnalazione del titolare del B&B, le forze dell’ordine si sono mosse tempestivamente e con perizia, effettuando l’arresto dei due nel pieno della manifestazione che in quel momento era impegnata nell’affollatissimo “Giro delle Sette Chiese”, senza che nessuno se ne accorgesse, a parte il pubblico già presente in quei minuti sul percorso della Macchina dove si trovavail B&B in questione. Il Trasporto, poi, è stato gestito con tutte le misure di sicurezza, facendo il primo tratto con le luci della città accese, quando sul percorso erano già presenti e posizionati uomini e mezzi ulteriori arrivati da Roma.

SICUREZZA DELLA MACCHINA.

Sembra appartenere a una retorica del passato, invece, il timore che la Macchina possa cadere, evento, peraltro che non si è mai verificato, a parte che nel 1986 quando si adagiò su un fianco. Dopo quella volta, però, il “manuale” del Trasporto, è radicalmente cambiato. La guida del Trasporto è passata dal costruttore al capofacchino, all’epoca Nello Celestini, fondatore del Sodalizio. Ma la vera svolta è arrivata con l’evoluzione tecnologica. Oggi la Macchina è progettata con un baricentro molto basso che ne impedisce il ribaltamento se ovviamente non viene messa a più di 45 gradi. Sotto la Macchina, inoltre, ci sono dei “piedi” i cosiddetti “cannocchiali” formati da una parte fissa e una mobile ritraibile, pronti per scendere e fissarsi a terra, mantenendo in piedi la Macchina, qualora il suo motore umano, per qualunque motivo, venisse meno. Tutto ciò resta valido, purché la Macchina non venga esposta a condizioni estreme. Se venisse colpita da un razzo, ad esempio, cannocchiali e baricentro basso non potrebbero scongiurarne la caduta.

LA POSIZIONE DELLA POLITICA.

Su quanto avvenuto il tre settembre la politica si mantiene cauta, seppure un interrogativo si prepara ad arrivare sul tavolo:  “Cosa sta accadendo in città?”, alla luce della cronaca di questi ultimi mesi che porta all’ipotesi dell’esistenza a Viterbo di una presunta rete criminale turca. La posizione più forte è arrivata da Giulio Marini che ha chiesto alla sindaca di intervenire in consiglio comunale a spiegare ai cittadini se abitano “A Viterbo o a Gomorra”, riguardo alla presunta presenza in città di una rete criminale turca. Il resto dei consiglieri comunali hanno mantenuto un profilo più basso.

Andrea Micci (Lega): “Innazitutto voglio sottolineare il lavoro egregio svolto dalle forze dell’ordine con un intervento più che tempestivo. Solo gli inquirenti, a indagini in corso, sanno come sono i fatti. Io eviterei certi atteggiamenti e certe dichiarazioni sulla stampa, come quelle di Saviano, autore di ipotesi su presupposti errati, come quello, ad esempio, della presenza di un boss a Mammagialla, ma che, in realtà, era altrove. Queste esternazioni non fanno bene alla città. Lasciamo lavorare gli inquirenti, nei quali ripongo la massima fiducia. Colgo l’occasione, però, per ringraziare il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa che con grande coraggio hanno consenito alla città di avere anche quest’anno il suo Trasporto. Chiedere un’informativa ora in consiglio comunale, mi pare prematuro. Avremo tutte le informazioni a indagini concluse.

Luisa Ciambella (Per il Bene Comune): “I viterbesi hanno tutti il diritto ad essere informati, ma solo dopo che gli inquirenti e le forze dell’ordine avranno fatto quello che devono. Dobbiamo dare il tempo di approfondire. La sicurezza è tema delicato, ci siamo trovati al centro di una cosa più grande di noi e assolutamente inaspettata. Dobbiamo essere capaci da un lato a non drammatizzare e dall’altro a non sottovalutare, finché gli inquirenti non avranno definito i contorni di una vicenda che si presta ad essere spettacolarizzata e strumentalizzata. Dobbiamo pensare all’immagine della nostra città. Un ringraziamento va a tutte le istituzioni, alle forze dell’ordine e al cittadino che ha denunciato, dimostrando un grande senso civico e contribuendo a evitare il “potenziale” peggio.

Letizia Chiatti (Gruppo misto): “Finché non ho notizie più certe, non mi sento di esprimere delle posizioni”.

Laura Allegrini (FDI): “Bisogna fare un ragionamento complessivo sulla sicurezza reale e percepita, aprendo una riflessione anche in consiglio comunale, dove chiedere un’informativa”.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.