Viterbo, 29 ottobre 2025 – Più che un cammino di speranza, la via Francigena, in via della Casetta, rischia di diventare uno slalom tra i mezzi pesanti di una centrale a biomasse. È quanto sostiene il presidente Antonio Felice Monfeli di Conca, (Comitato Nazionale di Coordinamento e di Azione per l’Evoluzione Agricola) riguardo alla “variante che quasi raddoppia la potenzialità di una centrale per la produzione di biometano” situata in “via Casetta nel comune di Viterbo”.
Si prevedono dai “Dai 13 ai 18 mezzi da 30 tonnellate ognuno” che “passeranno per un importante tratto della via Francigena che non potrà più essere valorizzata” costringendo i circa “20.000 pellegrini” a cambiare strada per “raggiungere Viterbo, andando verso Roma o Montefiascone in direzione di Canterbury”. Un’operazione che, secondo Monfeli, “priverà le realtà locali di una grande opportunità economica legata al turismo lento e al cicloturismo, in cambio della promessa di assumere a tempo pieno due, tre addetti per il funzionamento della centrale a biomasse e di “compensazioni ambientali” senza nessuna etica”. La prospettiva ha sollevato anche le preoccupazioni dell’Associazione Europea delle Vie Francigene” che in una lettera inviata alle istituzioni interessate, ha manifestato tutta la sua contrarietà. “Da produttori di cibo, di cultura e di accoglienza rurale”, prosegue Monfeli, “i territori vengono trasformati in fabbriche di energia elettrica, grazie a finanziamenti prelevati anche dalle bollette elettriche imposte a tutte le famiglie e incentivate dalle false politiche ecologiste, senza nessun vantaggio per i cittadini. Serve chiedere alle amministrazioni interessate e alle realtà associative e sociali ancora virtuose, di coordinarsi per agevolare il reale benessere di tutti e non gli interessi privati di chi ricorre ad espropri dei terreni agricoli e all’occupazione delle risorse culturali appellandosi ad una incomprensibile “pubblica utilità”, dice Monfeli. Nella lettera inviata dal presidente Francesco Ferrari dell’Associazione Europea delle vie Francigene (AEVF), invece, si specifica che la “strada denominata Casetta costituisce parte integrante del percorso pedonale e ciclabile ufficiale delle via Francigena, valorizzato negli anni dal Comune di Viterbo e riconosciuto dal consiglio d’Europa. L’utilizzo di tale tratto per il transito quotidiano di mezzi pesanti – scrive Ferrari – comporterebbe rischi per la sicurezza dei pellegrini, compromettendo la fruibilità, la godibilità e la valorizzazione di un itinerario di alto valore culturale, spirituale e ambientale. Dal 2015 – prosegue la lettera – l’Aevf, che annovera tra i propri soci il comune di Viterbo e la Regione Lazio, supporta attivamente la candidatura della via Francigena a patrimonio mondiale dell’umanità Unesco in collaborazione con le regioni italiane, tra cui il Lazio. È evidente che interventi infrastrutturali di questa natura rischiano di compromettere l’immagine e la coerenza di un percorso riconosciuto a livello europeo e candidato a un riconoscimento mondiale”, sottolinea Ferrari che chiede di “individuare un tracciato alternativo per il transito dei mezzi pesanti adeguatamene distante dalla via Francigena, così da preservare l’integrità e la sicurezza del percorso ufficiale”.
Tiziana Mancinelli.