Viterbo, 10 novembre 2025 – Sacrario: le panchine se ne vanno, il bivacco resta, tanto più che il 30 settembre è terminata l’efficacia dell’ordinanza che lo vieta e, dunque, ora sono anche tutti più tranquilli nello sdraiarsi su muretti e gradini degli edifici pubblici. Accade al Sacrario, così come a San Faustino, con gente che bivacca sulle scale della chiesa. A piazza Martiri d’Ungheria, invece, è sempre la stessa storia, qualche ora dopo la rimozione delle panchine, i soliti gruppi sono tornati a riunirsi nello stesso punto, sedendosi, però, sul muretto. A rimetterci è stata la piazza che non può più nemmeno permettersi l’arredo urbano. La decisione di rimuovere le sedute non ha convinto residenti e commercianti che in questa decisione, iniziano a vedere un po’ il gesto disperato di chi non sa più cosa fare per cercare di riportare la normalità in una piazza che da tempo l’ha persa. Eppure, secondo un commerciante, “è molto semplice”, rimediare, “bisogna fare un presidio fisso 24 ore ricorrendo anche all’Esercito, non è una novità vedere in altre città i militari che pattugliano le zone più critiche”. L’umore tra i residenti, i commercianti e i fruitori del Sacrario oscilla tra la rabbia, lo sdegno e la paura. Anche perché quanto fatto finora non ha ancora estirpato il problema alla radice. Situazione ancor più grave poiché avviene in un’area urbana centralissima della città, attraversata da chiunque si rechi in centro storico, vista la presenza di un grande parcheggio di quasi 400 posti, compresi i visitatori e i turisti che appena scesi dall’auto o dal pullman, (in via Ascenzi c’è pure l’ufficio turistico), devono attraversare questa deriva drammatica del degrado. Si attende ora il nuovo regolamento di Polizia Municipale che dovrebbe rendere strutturale l’ordinanza antibivacco e antialcol. Ma sul Sacrario, tuttavia, in molti sono convinti che oramai ci sia bisogno di una “terapia d’urto”. “Gli devono fare il foglio di via e non devono più mettere piede in centro”, dice un gruppo di pensionati che si ritrovano abitualmente in piazza per fare due chiacchiere. “Togliere le panchine non serve a nulla, dopo poche ore ce ne erano trenta tutti seduti sul muretto. Sono tutti stranieri. Ma c’è anche qualche italiano”, osservano. Il problema del Sacrario, insomma, è tutt’altro che risolto. “Hanno tolto le panchine, ma si piazzano lì lo stesso, si mettono sul muretto, si sdraiano per terra”, dice una commerciante. “Io non ho fatto in tempo a prendere i ticket per l’ora gratuita, ma credo che nemmeno servirà. Questo macello demotiva le persone, hanno paura a parcheggiare e a scendere a piedi per attraversare la piazza”, commenta. Un’altra commerciante racconta un episodio: “Una volta mi hanno rubato l’auto dei minorenni, poi un clochard mi ha urinato sulla vetrina del negozio. Ho sporto denuncia. Dopo un po’ di tempo mi hanno chiamato in tribunale, c’ero io, il carabiniere intervenuto e i giudici. L’uomo è stato condannato, ma nel frattempo era scomparso. Non si è presentato e nessuno sapeva che fine avesse fatto”, dice scorata. Racconta poi come si vive tutti i giorni al Sacrario: “Si picchiano, insultano la gente che passa per strada, tirano fuori i coltelli e si prendono a bottigliate. Tempo fa ne hanno tirata una a un passante, rischiando di prendere un bambino”, dice. Storie dell’altro mondo, un mondo al centro della città.