Il sogno del 2026 del vescovo Piazza: “Celebrare San Lorenzo e riaprire la sua cappella”.
Viterbo, 8 gennaio 2026 – Il vescovo Francesco Orazio Piazza apre il 2026 tirando fuori un “sogno nel cassetto”: istituire la celebrazione di San Lorenzo, patrono un po’ dimenticato della città e rendere nuovamente fruibile e visibile in qualche modo il presbiterio dedicato al Santo, attualmente chiuso e nascosto dietro la parete terminale del duomo. “Ci voglio provare” ha detto nell’incontro di stamattina con la stampa. “Si tratta di riaccendere questo legame tra la cattedrale e il suo titolare”, ha sottolineato il vescovo che, nel 2026, è fermamente deciso a verificare con gli organi competenti, ossia la Sovrintendenza, la possibilità di “recuperare la fruizione del presbiterio, rendendone visibile la ricchiezza artistica e architettonica”, che può fregiarsi di un’opera “splendida”, come appunto, la “Gloria di San Lorenzo”, ha commentato il vescovo Piazza. Un intento che restituirebbe alla città un importante tassello della sua memoria più antica e caratterizzante. “Ho chiesto un adeguamento liturgico alla Cei“, ha detto monsignor Piazza, “ma non posso celebrare la memoria di San Lorenzo, mantenendo chiusa la sua cappella“. È un po’ come “un album di famiglia“, se non viene tenuto in vista, “si dimentica”. Seppure, insomma, la celebrazione di San Lorenzo venisse istituita a Viterbo, continuare a tenere nascosta dietro un muro, quella parte di cattedrale che ne è la testimonianza tangibile, ne ferebbe perdere la memoria. “Chi verrà dopo di me, non saprà di chi stiamo parlando”, ha concluso monsignor Piazza.
No related posts.