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San Pellegrino in Fiore 2026 tra fiori e installazioni giganti.

San Pellegrino in Fiore 2026 tra fiori e installazioni giganti.

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Vterbo, 15 marzo 2026 – “Visioni effimere nella città dei papi”, è il progetto terzo classificato al concorso di idee 2023 e quello che darà il volto all’edizione 2026 di San Pellegrino in Fiore. L’idea è di Christian Ciucciarelli, già vincitore di Viterbo in Fiore 2012 con il progetto “Suggestione di primavera”, nonché collaboratore del gruppo di architetti che si aggiudicò l’edizione 2011. Per Ciucciarelli, insomma, San Pellegrino in Fiore è quasi un appuntamento con il “destino”, certamente non è una manifestazione “sconosciuta”, essendosi  misurato con questo banco di prova già tre volte.

Visioni effimere nella città dei papi è un “sogno calato nel quartiere medioevale, un momento di evasione, durante il quale poter ammirare in una veste diversa ciò che ci sta sempre sotto gli occhi, ogni giorno uguale, in termini di rapporto monumenti e spazi” spiega l’ideatore, che ha unito alla “parte vivaistica, quella artistica con sculture ed elementi decorativi che offriranno un’esperienza immersiva. È un’idea che mi porto dietro da quasi quindici anni, dal 2012″, confida Ciucciarelli.

La filosofia di questo San Pellegrino in Fiore è quella di “creare delle installazioni effimere, delle suggestioni, elementi artistici studiati e progettati da me. Non sono delle reali sculture, ma allestimenti in scala molto grande”, prosegue Ciucciarelli, che spiega il suo pensiero: “Il tema dell’arte è imprescindibile — dice – non possiamo pensare a San Pellegrino in Fiore come a un semplice allestimento di verde urbano”. Un’impostazione che ha dato vita alle diverse piazze.

“A Piazza San Carluccio dominerà una torre alta dieci metri realizzata in rete metallica con stendardi per un richiamo forte al Medioevo”. L’idea è quella di ricostruire un “un rudere” come quelli che si vedono “immersi nella campagna italiana“, ma anziché essere ricoperto da erba selvatica, sarà “impreziosito da rampicanti di glicine, fiori di campo, margherite pratoline, bocche di leone, ranuncoli, gelsomini, bouganville, oltre ad edera, lavande, rosmarini, piccoli arbusti mediterranei”.

A Piazza San Pellegrino, una delle più iconiche della manifestazione, andrà in scena la contrapposizione dei volumi: “ho giocato con un elemento gigante in una piazza piccola”, spiega, “quindi avremo un fuori scala”, anticipa Ciucciarelli. Il tema dell’angolo più rappresentativo del quartiere medioevale, sarà “un gigantesco bouquet nunziale di ispirazione medioevale”. A dargli forma: menta, origano, lavande, rosmarini, margherite, calle. A Piazza del Gesù si annunciano sorprese: “Ci saranno elementi più appariscenti”, continua Ciucciarelli, “la fontana diventerà un vero elemento scultoreo, non sarà coperta da nessuna struttura. Nel 2012 proprio su questa fontana realizzai un battistero alto quattro, cinque, metri, ottagonale e ricoperto di gelsomini”. Sobria, ma decisamente colorata, sarò Piazza San Lorenzo: “Ci saranno molti fiori – assicura l’architetto – a cui si aggiungerà un elemento scultoreo e uno schema planimetrico mai sperimentato nelle edizioni precedenti”. Generalmente, la forma normalmente utilizzata, è quella di un rettangolo contenente qualcosa. Ma “Quest’anno sarà totalmente diverso”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.