VIterbo, 30 marzo 2026 – Il Comune ci riprova: allargare gli eventi a più parti della città. Stavolta tocca a San Pellegrino in Fiore, manifestazione che si tiene puntualmente nell’omonimo quartiere da cui prende addirittura il nome. Intenzione dell’amministrazione comunale sarebbe quella di coinvolgere in qualche modo anche altre piazze, pur mantenendo l’epicentro della kermesse floreale là dove è sempre stata.

Il programma delle iniziative è al momento un cantiere aperto, tanto che a Palazzo dei Priori non si sbottonano più di tanto. Sembra, tuttavia, che Piazza delle Erbe e Piazza del Plebiscito, saranno coinvolte nell’itinerario, per saperne di più, però, bisognerà aspettare qualche altro giorno. Questo San Pellegrino in Fiore “Sarà moderno e colorato”, dice l’assessore alla Cultura Katia Scardozzi, “e per questo sono convinta che piacerà sia ai turisti, sia ai viterbesi”, aggiunge.

L’edizione 2026 sarà realizzata dall’architetto Christian Ciucciarelli, terzo classificato al concorso di idee 2023 e già vincitore di Viterbo in Fiore nel 2012.
Intanto è già partita la campagna promozionale su Rona. La linea A della metropolitana è stata tappezzata da gigantografie che raccontano Viterbo in un binomio profondamente caratteristico: fiori e terme. San Pellegrino in Fiore viene pubblicizzato insieme al marchio “Viterbo termale”.

A darne notizia è la stessa sindaca Chiara Frontini che, a bordo della metro, illustra i pannelli raffiguranti acqua cristallina e cornici floreali pronte a sbocciare nel week end del primo maggio, data dell’evento. “Questa è la campagna promozionale che abbiamo voluto realizzare sui treni della metropolitana linea A di Roma”, dice, “immaginate quanti milioni di persone, turisti internazionali in particolare, ma anche romani, che rappresentano comunque per noi un bacino importante, vedranno la bellezza di San Pellegrino in Fiore e delle terme. Due asset importanti su cui l’amministrazione comunale sta puntando per la promozione turistica”, afferma la sindaca. La campagna pubblicitaria romana durerà “un mese”, informa la stessa Frontini che è pronta a scommetere su “ottimi risultati”.

“Roma ha quasi quattro milioni di abitanti”, dice Fabio Belli, “per noi attingere anche a un dieci per cento di questo bacino, significa molto”. Un mercato dietro l’angolo, quello romano, che già da solo potrebbe far esplodere il termalismo viterbese senza andare troppo lontano. “Con il marchio Viterbo termale – prosegue Belli – è nata una rete di operatori per iniziative che da soli sarebbero state proibitive”. Ne è un esempio proprio la campagna su Roma, dove è arrivato il supporto del Comune. Le premesse per un “tutto esaurito” a San Pellegrino in Fiore ci sono tutte, e ad esso si guarda pure per recuperare il ponte pasquale che, probabilmente per un meteo dal sapore invernale, al momento si presenta un po’ sottotono.