Home Attualità Il patto civico rinegozia i debiti: aumentano tassi e durata per liberare 500 mila euro da spendere nel 2026/2027
Il patto civico rinegozia i debiti: aumentano tassi e durata per liberare 500 mila euro da spendere nel 2026/2027

Il patto civico rinegozia i debiti: aumentano tassi e durata per liberare 500 mila euro da spendere nel 2026/2027

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Viterbo, 8 aprile 2026 – L’amministrazione Frontini sposta sulle amministrazioni future il peso dei debiti contratti e ottiene più di 500 mila euro da spendere subito, tra quest’anno e il prossimo, che è anche il periodo della campagna elettorale, alla quale la sindaca si vorrà certo presentare con “la lista della spesa” delle opere messe a terra durante il suo mandato. Con la “rinegoziazione di 49 prestiti per un importo del debito di 15.131.164,85 euro” ci saranno “minori pagamenti di rata negli esercizi 2026 e 2027 per complessivi 537.121,95 euro e un maggior pagamento delle rate negli anni successivi fino a scadenza, per complessivi 700.190,42 euro”. Nel complesso, però, l’intera operazione comporterà “maggiori pagamenti per il Comune pari a un importo di 163.068,47 euro”. Con la rinegoziazione del debito “il tasso medio pagato da Palazzo dei Priori passerà dal 3,473% al 3,514%, mentre la durata media finanziaria del debito passerà da 9,30 a 9,59 anni“. È quanto si desume dal prospetto di analisi elaborato dalla Società “FINANCE ACTIVE ITALIA”, incaricata dal Comune di Viterbo con determinazione dirigenziale 1542 del 04/06/2024 per il triennio 2024/2026. Un’operazione, insomma, che sulla carta sembra conveniente solo per gli attuali amministratori che si troveranno in “mano” oltre mezzo milione di euro in più da impiegare in opere e servii pubblici, non per il Comune che dovrà sostenere un costo maggiore in termini di interessi sul debito.  Una “rinegoziazione”, dunque, che nella sostanza sembra più avvicinarsi all’accensione di un altro micro  debito per disporre di maggior fondi, seppure questi non siano mancati all’amministrazione Frontini. La prima donna sindaco della città di Viterbo non poteva scegliere momento migliore per indossare la fascia di prima cittadina, con le casse comunali rigonfie dei finanziamenti ottenuti con il Pnrr dell’ex amministrazione Arena, il bando delle periferie dell’ex sindaco Leonardo Michelini, solo per citarne alcuni. Ai soldi pubblici ereditati dal passato, si aggiungono anche quelli ottenuti dallo stesso patto civico come con il Fondo di Sviluppo regionale che è andato a finanziare e a mettere a terra una progettazione incentrata sulla riqualificazione di immobili importanti del centro storico. L’impressione ora è che con la rinegoziazione del debito, si sia cercato un po’ di raschiare il barile, in un momento storico, peraltro, più simile all’ “Età dell’Oro” che quella delle “vacche magre”  con cui hanno dovuto fare i conti i sindaci prima di Frontini. La rinegoziazione è stata autorizzata dalla giunta con deliberazione del due aprile scorso, recependo la “circolare  1310/2025 del 22 dicembre 2025 con cui la Cassa Depositi e Prestiti si è resa disponibile per l’anno 2026 alla rinegoziazione dei prestiti in ammortamento al 1° gennaio 2026 concessi ai Comuni, Province e Città Metropolitane e ai Comuni capoluogo di Regione o sede di Area Metropolitana alle condizioni, nei termini e con le modalità indicate nella citata Circolare”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.