Home Cronaca 25 aprile, Mattarella: “Ora e sempre Resistenza! Festa degli italiani che amano la libertà”
25 aprile, Mattarella: “Ora e sempre Resistenza! Festa degli italiani che amano la libertà”

25 aprile, Mattarella: “Ora e sempre Resistenza! Festa degli italiani che amano la libertà”

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Nazionale, 25 aprile 2026 – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha celebrato l’81 Anniversario della Liberazione a San Severino Marche, città insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile. San Severino, posta in prossimità della linea che separava l’Italia dall’Adriatico al Tirreno, è stata insignita dal Quirinale, quattro anni fa, con la medaglia d’oro al valor civile. Nelle Marche i nazifascisti uccisero 688 persone. San Severino oppose una strenua resistenza contro le truppe fasciste. E proprio qui il Capo dello Stato ha voluto scandire oggi: “Ora e sempre Resistenza”.  Nel suo lungo discorso ha spiegato il senso di celebrare, oggi, a distanza di quasi un secolo, quel 25 aprile 1945 in cui l’Italia conquistò la Liberazione dal nazifascismo. «A muoverci non è un sentimento celebrativo di maniera» ha detto Mattarella,   «né la pretesa di una storia scritta in obbedienza ad astratte posizioni ideologiche». «A muoverci – ha scandito – è amor di Patria». «Il 25 aprile celebriamo la festa di tutti gli italiani amanti della libertà», ha rimarcato Mattarella.  “Le radici della Repubblica sono in questo luogo” come in tutti gli altri, in cui si combattè. Una Repubblica nata «sugli orrori della guerra». Mattarella ha poi citato lo scrittore statunitense William Faulkner: «Il passato non è mai morto, non è neanche passato». E su questo ha aggiunto «Ciò che è accaduto non svanisce, ma vive nelle conseguenze che ha prodotto». Così la resistenza e la liberazione hanno lasciato in eredità al Paese i valori e i principi che l’hanno ispirata e animata. «Il passato ha plasmato il presente. Ecco perché – ha concluso Mattarella citando Calamandrei – per la Repubblica vale l’impegno che esorta: ora e sempre Resistenza!».

Il 25 aprile 2026 si inserisce in un teatro internazionale di guerre in atto. “Intendiamo sottolineare, insieme al carattere della nostra ferma unità, la nostra determinazione nella difesa delle nostre libertà, la nostra convinta apertura a condividere, con gli altri popoli, i valori della giustizia e della pace”, ha detto ancora Mattarella.

“La Resistenza fu esperienza che ebbe a donare alla Repubblica personalità e classi dirigenti di spessore. Eminenti figure ebbero a compiere in queste terre scelte che, segnando la loro vita, avrebbero, nel contempo, segnato quella dell’Italia”, ha ricordato il Capo dello Stato, citando Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pertini, Enrico Mattei.

Il Capo dello Stato prima di recarsi a San Severino Marche ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma.

Il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato con Bandiera e banda, e ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto.

Erano presenti le più alte cariche dello Stato, i Vertici militari e le autorità locali.

Al termine, il Presidente Mattarella ha lasciato Roma per proseguire le celebrazioni del 25 aprile a San Severino Marche.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.