Viterbo, 28 aprile 2026 – Il 9 maggio torna la processione del Santissimo Salvatore, sentita rievocazione di una storia che ha radici profonde nel tessuto cittadino.
Icona indiscussa di questo sentito evento, è senza dubbio la coppia di buoi che catapulta nelle vie cittadine il mondo oramai distante della vita in campagna di una volta. Quando non erano le macchine ad arare campi, ma la fatica degli animali e il sudore dgli uomini. Ed è proprio in questo contesto storico che si inserisce l’avvenimento che ha dato origine alla manifestazione che ancora oggi invade le vie cittadine richamando numeroso pubblico.
“Nel marzo 1283 due bifolchi, intenti ad arare un campo nella località Chirichera, furono costretti a interrompere il lavoro, poiché i buoi si rifiutarono di proseguire e, incredibilmente, si inginocchiarono, insospetitti dall’evento“, ha ricordato don Nicola Migliaccio della parrocchia di San Lorenzo e Santa Maria Nuova nella conferenza stampa di presentazione di oggi della manifestazione.
“I due uomini, così, iniziarono a scavare con le loro zappe e scoprirono una cassa di pietra che custodiva al suo interno il trittico del Santissimo Salvatore, un’immagine in stile bizantino risalente al XIII secolo. A quel punto – ha proseguito don Nicola – sei presbiteri della Chiesa di Santa Maria Nuova, giunsero sul posto per preparare l’immagine e trasferirla in città. Presso Faul, l’icona fu accolta solennemente da tutto il clero e dai rappresentanti del Comune, in un clima di grande gioia condivisa dall’intera popolazione cittadina.
L’immagine fu, infine, portata in processione fino a Santa Maria Nuova, chiesa che non solo custodiva gli atti ufficiali del Comune, ma era anche sede della corporazioni dei bifolchi”. Dal passato al presente, oggi la manifestazione “ha gemmato, come la primavera con i suoi semi”, ha detto la sindaca Chiara Frontini durante la presentazione insieme all’assessore alla cultura, Katia Scardozzi, la presidente del comitato del SS. Salvatore Alessandra Cortese.
Il Comune sostiene anche finanziariamente l’iniziativa che ha partecipato al “bando dell’assessorato alla Cultura“, ha specificato Frontini. “Spiritualità e tradizione sono uno dei migliori binomi”, ha aggiunto l’assessore Katia Scardozzi. “La processione del Santissimo Salvatore ci fa rivivere quello che un tempo era la nostra Viterbo, una città piena di scorci belli da vedere e fotografare. Il carro con i buoi e, successivamente, il mercatino sono diventati il simbolo di questa manifestazione che da tempo percorrre le nostre vie“, ha proseguito Scardozzi. “Ringraziamo sia la parrocchia, sia il comitato che gestisce e continua questa tradizione. È uno dei cortei più ampi e partecipati da consiglieri, assessori e persone del popolo. Le tradizioni rappresentano la nostra radici vanno portate sempre avanti”, ha concluso Scardozzi.

“Da sette mesi ho iniziato a prendere in mano le redini di questa comunità di San Lorenzo e Santa Maria Nuova. Il sostegno e l’attenzione dell’amministrazione verso questa parrocchia non è mai mancato”, ha detto don Nicola. “La processine del Santissimo Salvatore richiama la centralità di una persona, Gesù, alla cui vita ogni cristiano è chiamato a conformarsi. Dal punto di vista culturale e sociale questa rievocazione rappresenta una pagina significativa della storia della città. All’epoca, Santa Maria Nuova, era la sede comunale e oggi costituisce una parte importante del centro storico. Inoltre, questa celebrazione, si configura come un importante momento di unione, di coesione, rafforzando i legami sia tra la comunità e le istituzioni sia tra i singoli cittadini.
“Viterbo, come città – ha proseguito don Nicola – si trova in un momento di apertura verso nuove prospettive in molteplici ambiti. Tuttavia, ogni apertura autentica necessita di un profondo radicamento nelle fondamenta della propria identità, quelle stesse fondamenta sociali e culturali che devono essere custodite e valorizzate. Disconoscerle o abbandonarle, inseguendo cambiamenti superficiali e privi di solidità, rischia di minacciare la stabilità di una crescita futura, lasciandola esposta a fragilità che potrebbero rilevarsi disastrosi.
“Perché una città non può crescere senza ricordare e rispettare le basi che ne hanno sostenuto la storia – ha detto ancora il parroco – Lasciamoci ispirare, allora, dalla storia del santissimo Salvatore. Nonostante le difficoltà, cerchiamo di andare in profondità per riscoprire le solite fondamenta su cui possiamo edificare una comunità sempre più unita, coesa, robusta. Una comunità che, nel suo intimo, anela alla bellezza, si agita per la giustizia, si sente incompleta davanti alla verità e prova un ardente desiderio di senso e di futuro e quindi di pace e gioia vera. Tutto ciò dimostra che questa comunità, contrariamente a quanto alcuni vogliono farci credere, è viva, è vitale, non malata e neanche morta“, ha concluso don Nicola. Ha illustrato, invece, il programma, Alessandra Cortese, presidente dell’associazione rievocazione storica.
PROGRAMMA
6 maggio – ore 19:00 Strada Bagni momento di preghiera
7 – 8 maggio – ore 19:00, chiesa Santa Maria Nuova celebrazione eucaristica.
SABATO 9 maggio –
ore 18:00, chiesa Santa Maria Nuova celebrazione eucaristica presieduta da Don Flavio Valeri
ore 18:15, chiesa San Pellegrino corteggio storico.
ore 18:45 per le vie del centro storico di Viterbo solenne processione del Santissimo Salvatore.
ore 19:30 Piazza Santa Maria Nuova accoglienza del trittico da parte del vescovo Orazio Francesco Piazza
ore 20:00 Scuderie del Palazzo Papale cena medievale.
DOMENICA 10 maggio dall’alba al tramonto
Piazza Santa Maria nuova Mercato medievale,
chiostro Santa Maria Nuova, Angolo delle torture
Dalle 17 aperture spazio gastronomico
Ore 11:00 chiesa Santa Maria Nuova celebrazione eucaristica presieduta da Don Luigi Fabbri,
Ore 16:00 Piazza Santa Maria Nuova spettacolo medievale di scherma e famiglie nobili ore 16:00 da Piazza del Plebiscito sbandieratori e musici dell’associazione culturale Pilastro di Viterbo raggiungeranno Piazza San Lorenzo e Piazza Santa Maria Nuova per le loro esibizioni
MERCOLEDì 13 maggio
Ore 17:00 chiostro Santa Maria Nuova, convegno “Viterbo tra papi, antipapi e primo conclave”, con la partecipazione del dottor Mario Prignano storico e capo redattore del Tg1 e degli studenti del liceo Santa Rosa di Viterbo.