Home Attualità San Pellegrino in Fiore promosso a pieni voti dopo un’inaugurazione rocambolesca
San Pellegrino in Fiore promosso a pieni voti dopo un’inaugurazione rocambolesca

San Pellegrino in Fiore promosso a pieni voti dopo un’inaugurazione rocambolesca

0
0

Viterbo, 2 maggio 2026 – Un successo annunciato quello di San Pellegrino in Fiore. Seppure il copione riservi sempre qualche fuori programma. Come quello avvenuto durante l’inaugurazione,  ieri, in piazza del Gesù, alle 10. Gli oppositori di Chiara Frontini, stavolta, dovranno mettere da parte l’etichetta di “sindaca taglia nastri”. Quello inaugurale di San Pellegrino in Fiore è rimasto tutto intero, anche se la manifestazione è partita lo stesso e, come al solito, con pieno successo. Anzichè il canonico nastro in tessuto, a qualcuno viene in mente di fare un traliccio di fiori. Lo zelo è tanto che la “fettuccia” bio risulta troppo grossa e, seppure le forbici passate alla sindaca sembrino cesoie da potatura, si arrendono anch’esse di fronte all’arbusto. Dopo ripetuti tentativi di tagliarlo, Frontini lascia cadere in terra la rigogliosa frasca. Scatta la foto di gruppo. Ma per scorgere il progettista, Christian Ciucciarelli, bisogna ricorrere alla fantasia, accettando l’invito al viaggio onirico delle sue installazioni. L’architetto al taglio del nastro-tronco finisce in ultima fila dietro all’assiepamento di politici schierati  intorno al fatidico momento. Per Ciucciarelli resterà solo una “visione  effimera” troppo distante per prendervi parte. Il progettista raccoglie però qualcosa di più importante, il merito degli allestimenti realizzati.Visioni effimere nella città dei Papi”, questo il titolo, piace. La prima giornata  fila via a meraviglia, nonostante la gelida tramontana che sferza la città. Unica “critica” l’impalcatura visibile della torre in Piazza San Carluccio, l’idea, però, è originale, e il commento nel suo complesso resta positivo. Promosse a pieni voti anche le altre piazze. Viterbesi contenti, anche se per loro, ogni anno, i fiori sono sempre troppo pochi, le vie brulicano di gente fino ad esplodere dalla mattina alla sera, nonostante sulla città sia piombata una gelida tramontana. Tanti turisti. Ristoranti pieni. Trovare un posto senza prenotazione è impossibile. Tutto esaurito da giorni  anche nelle strutture ricettive. Ma anche la provincia non ha disertato l’appuntamento con la tanto attesa kermesse floreale. Al taglio del tronco-nastro inaugurale, la sindaca ringrazia tutti, innanzitutto chi ha finanziato l’evento: Regione, Provincia, Unitus, Camera di Commercio, oltre al Comune ovviamente, a cui si aggiungono gli sponsor: Poste Italiane, Enel, Banca Lazio Nord. “In questo San Pellegrino in Fiore”, ha detto Frontini, c’è tutto “il cuore della viterbesità. C’è la rosa, fiore a noi caro, c’è il Medioevo, anima pulsante della città con la torre a Piazza San Carluccio, c’è il viaggio, c’è la nuvola che richiama il sogno, e c’è la celebrazione dell’amore e dei legami con l’installazione in piazza San Pellegrino del bouquet nunziale. L’evento è andato oltre i suoi confini”, ha continuato Frontini, “con la pro loco abbiamo allestito anche piazza del Plebiscito e piazza delle Erbe”. Va in archivio, così, un’altra pagina di storia di una tradizione locale che ha saputo  conquistare il secondo gradino del podio su cui svetta il Trasporto di Santa Rosa. Per le prossime edizioni, l’amministrazione bandirà probabilmente un nuovo concorso di idee. E chissà che, senza nulla togliere a queste tre edizioni validissime che hanno scandito la “stagione” della ripartenza, dopo la pausa imposta dal Covid e dalla chiusura dell’ente autonomo San Pellegrino in Fiore, non si trovi il modo di recuperare l’impatto visivo delle prime di edizioni, quelle che tanti viterbesi conservano intatte ancora nel cuore. 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.