Futuri posizionamenti dietro il franco tiratore che ha impallinato la lista con Frontini?
Viterbo, 17 giugno 2026 – “Il caso non esiste“, si dice. La politica, in particolare, non sembra proprio quel terreno su cui le cose accadono senza un motivo preciso. A urne chiuse a Palazzo Gentili, quel voto sfuggito all’orbita gravitazionale della Frontini, per atterrare nel perimetro della lista “La Casa dei Comuni” con dentro Fratelli d’Italia, Rocca – Per il Bene Comune, Lega e Noi moderati, non ha fatto subito molto rumore. Il clamore è iniziato a salire dopo, quando, tirate le somme, si è visto che quel voto, espresso da un consigliere comunale della maggioranza Frontini, ha spostato un seggio dalla lista “Tuscia centristi azzurri civici” formata dagli amministratori di Forza Italia, Patto civico di Chiara Frontini, Udc, alla lista del centrodestra con Fratelli d’Italia. A farne le spese è stata però Forza Italia che, pur mantenendo i voti del 2024, è rimasta con un consigliere provinciale eletto anziché due. Frontini, invece, pur avendo un voto in meno, è riuscita a fare quadrato intorno ai suoi due candidati, Umberto di Fusco e Maria Rita de Alexandris, eletti entrambi al consiglio provinciale. Ora, però, i rumors raccontano di probabili dimissioni di uno dei due per far posto al secondo eletto di Forza Italia, Ciarlanti, recuperando così il deterioramento della “dote” elettorale promessa dai frontinani prima del voto. La questione in Provincia, con questo possibile scambio, potrebbe dirsi chiusa. Ma il franco tiratore è destinato a far parlare ancora di sé, aprendo con largo anticipo il valzer delle prossime elezioni comunali di Viterbo nel 2027. Pochi, infatti, sarebbero quelli pronti a scommettere che il voto di un consigliere della maggioranza comunale Frontini sia finito sulla lista provinciale del centrodestra di Fratelli d’Italia, facendo scattare ben 4 seggi anziché 3, per puro caso o per un presunto gesto di amicizia verso un conoscente, candidato in una lista diversa. Il sospetto che in questi giorni sta prendendo sempre più consistenza, è la possibilità che l’espressione di questo voto sia frutto di un preciso posizionamento che qualcuno starebbe maturando, passando dal patto civico di Chiara Frontini nell’orbita del centrodestra a trazione Fratelli d’Italia in vista delle prossime elezioni comunali. Qualcuno, insomma, annusata un’aria poco rassicurante verso l’esperienza civica frontiniana, potrebbe aver deciso di spiegare le vele laddove il vento potrebbe essere più favorevole. Tutto legittimo e usuale nell’ambito politico. Ma quale migliore momento per iniziare a “sbaraccare” dal perimetro civico e conquistare uno spazio altrove se non quello delle elezioni provinciali, dove il voto di un consigliere comunale di Viterbo, nel meccanismo delle ponderazioni per popolosità, vale oro quanto pesa? Riflessioni che dietro all’anonimato della mano che ha segnato un nome diverso da Umberto di Fusco e Maria Rita De Alexandris, hanno una loro logica per essere fatte. Se poi questa “lungimiranza” di uno, dovesse diffondersi ad altri all’interno del patto civico, il rischio che l’area civica possa iniziare a sfilacciarsi in vista della prossima competizione elettorale, è concreto. A questo si aggiunge, poi, anche un altro fattore, rimasto finora marginale nella discussione incentrata sui numeri usciti in questi giorni dalle urne. Se i due neo eletti consiglieri provinciali, Di Fusco e De Alexandris, attualmente consiglieri comunali della maggioranza Frontini in Comune, non dovessero essere rieletti nel 2027 a Palazzo dei Priori, decadrebbero anche dal consiglio provinciale, aprendo l’ingresso ai primi non eletti di Forza Italia che piazzerebbe, così, tra dodici mesi tre consiglieri provinciali, quanti quelli di Fratelli d’Italia.