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Ponte ciclopedonale Santa Lucia – Santa Barbara: “A cosa serve?”

Ponte ciclopedonale Santa Lucia – Santa Barbara: “A cosa serve?”

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Viterbo 8 luglio 2026 – Il ponte ciclo pedonale tra Santa Barbara e Santa Lucia assomiglia sempre di più a qualcosa che non è né carne né pesce. Troppo grande per servire solo il flusso pedonale e ciclabile. Troppo incuneato tra le vie del quartiere, i parchi, i palazzi, per diventare un collegamento per le automobili che, se si concentrassero qui, intaserebbero il quartiere, strangolandolo.

https://www.castellodisantasevera.it/Il ponte ciclopedonale, così come si sta realizzando, dunque “A cosa serve?”. Se lo chiede Giancarlo Sega del comitato di Santa Lucia guardando un’infrastruttura che a colpo d’occhio pare subito “esagerata” rispetto allo scopo per cui è stata concepita, appunto quello di un passaggio pedonale e ciclabile. “Sarebbe stato sufficiente qualcosa di molto più piccolo”, dice Sega.

E ora che la grossa infrastruttura, con imponenti piloni di cemento, è stata gettata tra i due quartieri: “Siamo sicuri che resti veramente ciclopedonale?“, si chiede. L’idea del ponte risale “all’èra Gabbianelli“, dice ancora Sega. E, forse, è uno di quei casi in cui lasciare il progetto nel cassetto, sarebbe stata la cosa migliore. Da quel periodo, infatti, sono passati molti anni, il quartiere è cresciuto, sono arrivate nuove palazzine, nuovi parchi, gli spazi si sono ristretti e, forse, quel ponte stradale non si incastrava più con la nuova configurazione del quartiere.

https://regione.lazio.it/diventavolontario/“Negli anni è arrivata anche una residenza per anziani”, dice Sega, “Un luogo sensibile, in prossimità del quale non si può creare una congestione del traffico”.  Dunque, “Perché fare ugualmente il ponte? Non era meglio rinunciare al finanziamento?”, si chiede, rompendo un silenzio composto del quartiere, visto che, in questo caso, l’amministrazione comunale si è aperta al dialogo e alle richieste dei cittadini. Ma nessuno si aspettava un ponte così grande per il solo “traffico pedonale e ciclistico”. 

Insomma, un’opera un po’ “esagerata” secondo Sega. “Inizialmente il comitato ha protestato per la realizzazione del cosiddetto fiocco”, dice,  ossia di una rotatoria di immissione al ponte carrabile. Da qui “la proposta del Comune di fare un ponte ciclopedonale”. Ma, forse, non ci si aspettavano queste dimensioni che hanno richiesto un grosso sbancamento nelle aree interessate. I primi a rimetterci sono stati gli ulivi di Santa Barbara: sradicati e trasferiti a Santa Lucia all’interno di un’area che dovrà diventare un parco verde con arredi e camminamenti, all’imbocco del ponte ciclopedonale. Le piante si sono “accasate”, senza troppe difficoltà. Lo stesso non è avvenuto per il centinaio di giovani alberelli messi a dimora all’interno di tubi di plastica neri e lì “deceduti” probabilmente per mancanza di acqua: “Quando li hanno messi non c’era ancora il sistema di irrigazione”, fa notare l’ex assessore Enrico Contardo.  Una “defaillance” nel sistema di programmazione di Palazzo dei Priori, che sarebbe costata la vita ai giovani arbusti. Il cantiere è in corso, è presto per fare valutazioni, e forse era troppo presto anche per mettere nuove piante. Al dramma della “Natura”,  si affianca ora anche il dilemma della popolazione:  “Cosa ci facciamo con una struttura del genere?”. Utilissime, invece, “le entrate e le uscite da Santa Barbara sul raccordino, che nel progetto originario non c’erano”, osserva Sega.  Tutto il resto, invece, poteva, forse, restare nel cassetto.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.