Tarquinia (VT), 11 luglio 2026 – “Una donna quarantenne di origine moldave è stata tratta in arresto dagli uomini della Polizia di Stato del Commissariato di Tarquinia per essersi resa protagonista di atti persecutori ai danni di una sua conoscente”. Ne dà notizia una nota della questura.
La vittima è una “ex collega di lavoro della donna arrestata”, ed “aveva depositato, nel tempo, diverse querele presso il Commissariato di Polizia di Tarquinia e presso la Procura della Repubblica di Civitavecchia, con le quali aveva lamentato comportamenti petulanti e persecutori messi in atto nei suoi confronti da due conoscenti, che le avevano procurato un crollo emotivo e psicologico obbligandola a modificare le sue abitudini di vita per evitare di incontrarle.
Lo scorso 25 giugno un equipaggio della volante del Commissariato di Tarquinia è intervenuto a seguito di richiesta al Numero Unico di Emergenza 112 inoltrata dalla vittima che, ancora una volta, si era trovata costretta a subire un’aggressione da parte della donna moldava mentre si trovava al lavoro.
L’immediata ricostruzione dei fatti avviata dai poliziotti del commissariato, anche attraverso la visione dei filmati acquisiti delle registrazioni dalle telecamere di videosorveglianza interna del locale, ha poi consentito di procedere all’arresto in flagranza differita della donna, la quale, su disposizione dell’A.G. della Procura della Repubblica di Civitavecchia, è stata sottoposto alla misura degli arresti domiciliari”, conclude la nota.
Presunzione di innocenza.
Il soggetto indagato è persona nei cui confronti vengono fatte indagini durante lo svolgimento dell’azione penale; nel sistema penale italiano la presunzione di innocenza, art 27 Costituzione, è tale fino al terzo grado di giudizio e la persona indagata non è considerata colpevole fino alla condanna definitiva