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Due Sollevate e fermi, girata dedicata a Pio Marcoccia. Vietate sedie a via Cavour e via Garibaldi

Due Sollevate e fermi, girata dedicata a Pio Marcoccia. Vietate sedie a via Cavour e via Garibaldi

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Viterbo, 27 agosto 2026 – Due “Sollevate e Fermi”, uno a piazza Fontana Grande, uno di fronte al sagrato di Santa Rosa, la girata dedicata, tra gli altri, all’ex sindaco Pio Marcoccia, e niente sosta tecnica alla fine del Corso. Il Trasporto 2026 si prepara a regalare emozioni. E pure qualche delusione: nessuna concessione quest’anno a sedie, sedioline a via Cavour e via Garibaldi. Ci sarà un mezzo del Comune che passerà a rimuoverle se a qualcuno venisse in mente di posizionarle. Da quest’anno c’è pure il nuovo regolamento di Polizia Urbana che prevede espressamente il divieto all’occupazione di suolo pubblico non autorizzato, fattispecie in cui rientrerebbero le famose sedie lungo il percorso. Nessuna concessione pure sulle fontane. A piazza delle Erbe la security penserà a fare da argine a chi pensasse di salire a cavalcioni sui leoni o usare in qualsiasi altro modo la fontana monumentale come “torre di osservazione”. Sarà concesso, invece, al gruppo storico dei fedelissimi della Macchina di Santa Rosa di piazza Fontana Grande, di sedersi sui gradoni della fontana del Sepale, attualmente in ristrutturazione, in considerazione della “civiltà” dimostrata negli anni. Questi, ed altri, sono stati i particolari svelati nella conferenza stampa di oggi sul trasporto 2026.

DUE SOLLEVATE E FERMI E NIENTE SOSTA TECNICA

Il trasporto 2026 è l’ottantesimo dal 1946, quando, dopo cinque anni di stop, a seguito del conflitto mondiale, la Macchina ricominciò a marciare per le vie cittadine. Il primo trasporto dopo la guerra, partì da piazza Fontana Grande, poiché San Sisto era ancora sepolto dalle macerie dei bombardamenti. Quest’anno, per sottolineare quel 3 settembre 1946, i facchini, giunti a piazza Fontana Grande, poseranno la Macchina e, senza uscire, faranno un “Sollevate e Fermi”. Stessa cosa sarà ripetuta al sagrato, davanti al monastero di Santa Rosa. In prossimità di esso, infatti, il 3 settembre 1986, Armonia Celeste rischiò di cadere, inclinandosi su un fianco. Una tragedia scampata, a partire dalla quale, il Trasporto fu affidato al Sodalizio. Per ricordare anche questo evento, accaduto quarant’anni fa, i facchini, giunti al termine del percorso, davanti al monastero, faranno un nuovo “Sollevate e fermi”. Come già anticipato da Quinta Epoca, inoltre, a fine Corso non ci sarà la sosta tecnica, ma le spallette aggiuntive entreranno “al volo”. 

Da sin. Massimo Mecarini e Luigi Aspromonte

«I facchini sono sempre pronti, siamo entrati nel vivo della manifestazione», ha detto in conferenza stampa il capofacchino Luigi Aspromonte. «Le cene lo stanno dimostrando, per noi è una sorta di ritiro, tutti lavorano con tanta energia. Ho visto tutti quanti affiatati, gioiosi e scherzosi. Questo serve a fare gruppo», ha detto Aspromonte, prima di addentrarsi nei dettagli di questo trasporto 2026. «Alla partenza chiederò alla città, oltre che ai facchini, di rispondere al “Siete tutti di un sentimento?. Lo abbiamo fatto l’anno scorso, la città ha partecipato e, quindi, lo rifaremo». Domenica 30 agosto, invece, ci sarà la prova generale. Aspromonte ha spiegato, poi, cosa avverrà durante il Trasporto: «A Piazza Fontana Grande, farò calare la macchina e subito dopo faremo un “Sollevate e fermi”, innalzeremo Dies Natalis verso il cielo per ringraziare Santa Rosa della ripartenza del 1946. Non è un gioco. Ma un grande sforzo per i facchini. Un segno di riconoscenza verso la Santa», dice Aspromonte che, poi, si è soffermato sulla sosta tecnica alla fine del Corso. «Era consuetudine mettere le spallette aggiuntive al volo», ha detto. «Ultimamente, però, era stata creata una sosta tecnica, quando si faceva via Marconi, per consentire ai facchini di prendere fiato. In questi due anni, con Dies Natalis, invece, abbiamo fatto ugualmente la sosta tecnica, (pur senza il tratto di via Marconi) perché il passaggio al Corso è particolarmente insidioso e richiede più abilità, quindi un maggiore sforzo. Da quest’anno, però, ricominceremo a mettere le spallette aggiuntive al volo, anche per testare ulteriormente l’intero percorso, visto che qualcuno ha chiesto di fare via Marconi. Quest’anno assolutamente no», ha detto secco il capofacchino. «Vediamo se in futuro ci sarà la possibilità». Il secondo “Sollevate e Fermi”, sarà sul sagrato di Santa Rosa: «Fermerò la macchina e chiederò ai facchini un ulteriori sforzo. Quarant’anni fa ci fu una quasi disgrazia. Scampata. Da quella volta sono cambiate molte cose. Ringrazieremo Santa Rosa per quel giorno», ha concluso Aspromonte.

GIRATA DEDICATA A PIO MARCOCCIA E AI FACCHINI SCOMPARSI.

«Questo sarà un trasporto particolare», ha detto il Presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini in conferenza stampa, «arriva dopo quello del 2025 che passerà agli annali della storia. In 47 anni non avevo mai visto una cosa del genere», ha detto in riferimento all’allarme terrorismo, lo spettro che ha accompagnato nella prima parte del percorso Dies Natalis l’anno scorso. Il Trasporto 2026 sarà dedicato su richiesta del vescovo alla pace e ai due eventi del 1946 e del 1986. La girata, invece, sarà dedicata ad alcuni faccini deceduti nel corso di quest’anno, ma anche a dei personaggi di spicco del territorio, legati alla macchina. Tra questi c’è «l’ex sindaco Pio Marcoccia, in carica proprio in quell’anno del 1986. Ce lo ricordiamo benissimo, come cercò di mantenere la calma in tutti i modi. E c’è riuscito», ha ricordato Massimo Mecarini in conferenza stampa.

La girata sarà dedicata a:

Pio Marcoccia Sindaco nel 1986
Mario Sanna Facchino
Vito Ferrante
Claudio Cavallaro fotografo
Pietro Bevilacqua
Luciano Ilari ha creato il logo del Sodalizio
Vincenzo Rossi Facchino
Cosimo Ilio Buffelli vicepresidente AVIS
Ermanno Segatori facchino
Tonino Pieracci facchino
Enrico Miralli detto Righettone facchino
Claudio Valeri facchino
Mario Ciucci
Pietro Rossi garibaldino
Petroselli Luigi Sindaco di Roma 45 anni dalla scomparsa

Da sin. Giorgio Di Munno e Sergio Pomponio

NESSUN TRASPORTO BLINDATO.

«Nessun trasporto blindato, i cittadini non vivranno niente di diverso di quello che vivono ogni anno»: così la sindaca Chiara Frontini ha aperto la conferenza stampa di oggi sul Trasporto Santa Rosa 2026, riguardo al piano di sicurezza ed evacuazione che esordirà quest’anno. «Confermati tutti i servizi di ogni anno», con «L’Unitus che ha nuovamente messo a disposizione il parcheggio», fuori da Porta Romana. Sarà attivo anche il «servizio navette». Frontini ha poi sottolineato «i miglioramenti fatti nella vendita dei biglietti, siamo partiti con file chilometriche fuori dagli Almadiani, con gente che si sveniva e si sentiva male, e siamo arrivati alla prenotazione online e numerazione sul posto grazie agli operatori. Nessuna criticità nemmeno nella vendita dei biglietti alle persone con disabilità, per cui ringrazio i due assessori, Rosanna Giliberto (Servizi Sociali) ed Emanuele Aronne (Mobilità). Chi ha l’accesso alle pedane, avrà anche il parcheggio prenotato», ha proseguito la sindaca. Annunciata, poi, una novità per le «categorie fragili» che si chiama «Sollevate e Freschi!», e riguarda «tutte le persone che avranno accesso alle pedane»  che «riceveranno una sacca, una borraccia, un cappellino e ventaglio brandizzati», per cui la sindaca ha, nuovamente, ringraziato il binomio assessorile Giliberto – Aronne.

Alessandro Romoli e don Massimiliano Balzi

PROMOZIONE SANTA ROSA

Durante la conferenza stampa la sindaca Chiara Frontini ha risposto alle polemiche di questi giorni sulla scarsa promozione della festa: «Sono stati acquistati manifesti sulla città di Roma in un numero importante», ha detto,  «il grosso del lavoro è stato fatto sui social media, oltre ad aver esposto la macchina dal 9 luglio che è un grande mezzo di pubblicità», ha assicurato la prima cittadina.

SICUREZZA

A parlare di sicurezza in conferenza stampa sono stati il prefetto Sergio Pomponio  e il nuovo questore Giorgio di Munno. «Ci siamo mossi con largo anticipo», ha detto il primo, «iniziando ad esaminare il dispositivo di sicurezza prima della primavera anche per consentire la predisposizione di una serie di documenti nuovi e delle misure più accurate, la cui necessità si è evidenziata dopo gli eventi del tre settembre dell’anno scorso. Quest’anno – ha proseguito Pomponio – abbiamo una significativa novità che rende il trasporto particolarmente apprezzato dagli addetti alla materia al di fuori della città di Viterbo: è stato predisposto un piano di evacuazione. Questo documento non esisteva così dettagliatamente. C’erano delle linee guida molto generiche, di indirizzo, nel Piano della sicurezza dell’anno scorso. Quest’anno è stato redatto con una particolare attenzione, in previsione di scenari che non si riferiscono solo alla cosiddetta minaccia terroristica, come lo scorso anno, ma sono stati considerati anche altri profili, dall’emergenza meteorologica, al malessere di qualche persona o al gesto inconsulto di qualcuno tra il pubblico. È un documento molto importante che si può prendere ad esempio per altre manifestazioni simili.  Questo documento tiene conto di alcune variazioni normative e comportamentali che sono subentrate con l’adozione del nuovo regolamento di polizia urbana da parte dell’amministrazione comunale che menziona norme specifiche per quanto riguarda il trasporto di Santa Rosa ed altre più generiche» ha proseguito il Prefetto. Le ipotesi riguardano, in particolare, il «bivacco, l’occupazione di suolo pubblico, le fontane monumentali. Queste disposizioni fino allo scorso anno non c’erano», ha detto il Prefetto, «venivano introdotte di volta in volta all’interno di ordinanze contingibili e urgenti che il sindaco con i suoi poteri adottava nel contesto. Quest’anno abbiamo un documento che facilita l’attuazione. C’è una norma nel regolamento che vieta l’occupazione di suolo pubblico quando non autorizzato», ha ricordato il Prefetto, norma che mette automaticamente fuori legge «sedie e divani, e quant’altro sia abitudine portare sul percorso, che costituiscono un elemento di ostacolo alle vie di fuga e quindi di concreta applicazione del piano di evacuazione. L’amministrazione comunale mi ha garantito che saranno rimosse da via Cavour e via Garibaldi. Costituiscono anche un privilegio nei confronti di altri spettatori in piedi su altre parti del percorso», ha concluso il Prefetto. «La macchina organizzativa è stata sottoposta a uno stress test importante l’anno scorso ed è riuscita a superare alla grande quella criticità non semplice», ha detto il nuovo questore di Viterbo Giorgio di Munno al suo primo trasporto a Viterbo, essendo arrivato di recente al posto dell’ex Luigi Silipo.

SANTA ROSA, SI ALLARGA IN PROVINCIA

La tradizione dei “portatori” di Santi non si esaurisce a Viterbo, seppure nel capoluogo abbia toccato l’apice con la secolare tradizione del trasporto di Santa Rosa. In vari comuni della Provincia, infatti, ci sono diverse tipologie di trasporto del santo locale che, piano piano, stanno facendo sempre più rete con il Sodalizio dei facchini di Santa Rosa. A mettere in evidenza questa realtà emergente, è stato il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, nella conferenza stampa di stamattina dedicata al Trasporto. «L’elemento che ho registrato è una grande disponibilità del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa a partecipare ad ogni iniziativa sul territorio, in particolare, in occasione delle altre feste del trasporto patronali, sviluppando legami sempre più stretti», ha detto Romoli, che ha anche messo in evidenza, l’altro elemento, a suo avviso, importante, la «grande partecipazione dei bambini al trasporto delle mini macchine. Ringrazio i comitati», ha detto il presidente «che in queste sedi animeranno la città di Viterbo». «Anche in altri Comuni della provincia hanno costruito delle piccole mini macchine riferite al santo locale. Questo ci fa ben sperare nel futuro delle nostre tradizioni. Questi non sono eventi folkloristici», ha voluto evidenziare Romoli, «Questa società che ci viene rappresentata con il disimpegno dimostra invece questa conservazione convinta delle tradizioni», ha concluso il Presidente della Provincia.

L’ideatore di Dies Natalis, Raffaele Ascenzi

CONTROLLI E MODIFICHE SU DIES NATALIS

Nessuna modifica su Dies Natalis quest’anno: «Fin dal primo anno, il costruttore ha realizzato nel migliore dei modi la macchina», ha detto Raffaele Ascenzi il “papà” di Dies Natalis. L’anno scorso è stata introdotta una bicromia nel colore che «non abbiamo potuto ben valutare, in quanto la macchina, nel primo pezzo di percorso, è passata a luci accese», per il noto allarme terroristico. «Quest’anno potrò vederla bene, ma mi sento un progettista monocromatico, quindi al 51% chiederò al costruttore di tornare alla monocromia il prossimo anno», ha affermato Raffaele Ascenzi. Messaggio ricevuto da Vincenzo Fiorillo che ha dato rassicurazioni sullo “stato di buona salute” di Dies Natalis rimasta esposta dal 9 luglio all’aperto. Soprattutto in questi ultimi giorni che il tempo è cambiato con forti temporali. «Abbiamo ricontrollato tutto il traliccio e tutta la bullonatura», ha detto Fiorillo, «la macchina ha resistito bene al maltempo di questi giorni».

SANTA ROSA DEVE “CAMMINARE” ANCHE DOPO IL 4 SETTEMBRE.

A portare i saluti del vescovo Francesco Orazio Piazza in conferenza stampa è stato don Massimiliano Balzi. «Quest’anno il trasporto deve caratterizzarsi in ottica di futuro. La macchina di Santa Rosa realizzata da Raffaele Ascenzi è qualcosa di grande e meraviglioso, ma senza il cuore umano rappresentato dai facchini, rimarrebbe una cosa bella, fine a sé stessa», ha detto il parroco. «La realtà – ha proseguito don Massimiliano – è proiettata al futuro, con i facchini che in modo simbolico rappresentano una città che porta in alto la sua bellezza. La festa di Santa Rosa non deve finire il 3 e il 4 settembre, ma deve vivere attraverso le nostre scelte e le nostre parole. Santa Rosa è stata capace di starci in questa città, anche quando era difficile, anche quando quello che diceva non era stimato ed apprezzato sia sul piano della fede, sia su quello  sociale. Non ha mai detto “Non mi importa“, “facciano gli altri” “non mi riguarda“. Ha abitato a Viterbo, ci ha vissuto, ha dato un segno che dura ancora oggi. Portiamo Santa Rosa alta sulla macchina, perché rappresenti un segno di luce e un cammino di futuro, altrimenti la tradizione rimane sterile. L’augurio che faccio io, a nome del vescovo e di tutta la diocesi, è che Santa Rosa torni a camminare dal quattro settembre in poi. Ma dobbiamo dare a questa tradizione la nostra umanità» , ha concluso don Massimiliano Balzi. In conferenza stampa anche suor Francesca che ha ricordato gli appuntamenti del monastero.

POLIZIA LOCALE

«Non ci sono parole per raccontarvi il senso di responsabilità e la difficoltà della decisione che le autorità, il sindaco, il prefetto e il questore hanno dovuto prendere l’anno scorso. Una decisione difficile che, alla prova dei fatti, si è dimostrata la migliore che poteva essere presa. Ma in quelle ore non è stato facile assumerla. Io c’ero». Con queste parole il comandante della Polizia Locale, Mauro Vinciotti, ha esordito oggi in conferenza stampa, prima di chiedere la collaborazione ai cittadini nel rispettare la sequela di divieti, chiusure e limitazioni che, inevitabilmente, interesseranno la città nei giorni del Trasporto. «I divieti di sosta inizieranno il primo settembre», ha specificato Vinciotti. «I residenti che si vedranno sottratti alcune aree di sosta, avranno la possibilità di parcheggiare gratuitamente su viale Raniero Capocci. Le chiusure più importanti del centro storico partiranno dal 2 settembre dalla mattina, in concomitanza con la consegna della mazza del maggiordomo prevista intorno alle 11. Il 3 settembre, dalle 13 chiuderemo Porta Romana, perché dalle 14 partirà il corteo per tutta la città, pertanto le vie non saranno transitabili. Puntiamo sulla collaborazione dei cittadini per fare meno rimozioni possibili. Nella notte tra il due e il tre settembre verrà sparsa la pozzolana sulle vie del percorso, quindi ci saranno delle difficoltà di circolazione», ha proseguito Vinciotti. «Per consentire alla commissione provinciale di vigilanza locali pubblico spettacolo di avere una visione di tutto lo scenario, il percorso, a partire dalle prime ore della mattina del tre settembre, dovrà essere completamente libero. Lavoreremo intensamente per dare esecuzione a tutti i divieti dal tre mattina. Chiediamo ai cittadini collaborazione nel togliere le auto la sera prima, perché lavoreremo con una certa intensità». Nessuna tolleranza per le sedie in via Cavour e via Garibaldi: «Non ci dovranno essere ingombri», ha rimarcato Vinciotti. «Le sedie non saranno consentite, non vogliamo imporre nulla, ma chiediamo collaborazione. Ci sarà un mezzo pronto per rimuovere le sedie sul percorso», ha detto Vinciotti.

Tiziana Mancinelli

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.