Viterbo, 1 settembre 2026 – Tagatà, Enterprise, Bounty disertano le giostre di Santa Rosa quest’anno. Il primo, sembrerebbe, per un guasto. Le altre, semplicemente, non pervenute. Il malcontento degli utenti che corre in questi giorni sui social, non è solo una sensazione o la solita critica di turno, ma un dato certo. Mancano le grandi attrazioni. Quelle da brivido, per capirci, che quando ci sali sopra non vedi l’ora di scendere, ma quando lo fai, paghi un altro biglietto per risalirci. Quelle in cui lo stomaco ti sale in gola e ti strappa sensazioni al limite.
Il cambiamento è spesso la via obbligata per la sopravvivenza. Una lezione che sembra non aver appreso il parco giochi di Santa Rosa che continua ad essere allestito fuori da Porta Faul, in uno spazio che con il tempo si è ridotto, tanto da stare sempre più stretto a un’idea di grande Luna park con giochi numerosi e attrazioni giganti, come dovrebbe essere quello di Santa Rosa, allestito una volta all’anno in un capoluogo di provincia del Lazio. E, invece, le cosiddette “giostre di Santa Rosa” continuano a restare arroccate in questo fazzoletto di terra, occupando un intero parcheggio a servizio del centro storico e degli ascensori al di sotto del polo monumentale cittadino ma, quel che è peggio, attraversato pure da un’arteria stradale intensamente trafficata che spezza in due il parco giochi, costringendo i visitatori a fare qua e là dalla strada soprattutto di notte, per spostarsi da una giostra all’altra.
Il disagio è, tale, che negli anni è stato installato un attraversamento pedonale rialzato che, in questi giorni, è pure presidiato e vigilato da due signori volontari. Ci si chiede, ora, perché tutto questo, quando a pochi minuti di distanza c’è un’ampia zona destinata proprio a queste cose, che permetterebbe di regalare ai viterbesi, almeno una volta all’anno, uno di quei parchi che, negli altri giorni, possono raggiungere solo mettendosi in auto e fare ore di macchina. Una zona che permetterebbe di aumentare il numero di giochi presenti e richiamare a Viterbo quelle grandi attrazioni che danno quel brivido di divertimento, quelle sensazioni straordinarie che cercano adulti e bambini quando pagano un biglietto per queste cose. Perché, insomma, non viene utilizzata la grande area di San Lazzaro che consentirebbe veramente di creare un luna park con i “fiocchi”, uno da aspettare tutto l’anno per Santa Rosa, con tanto di conto alla rovescia? Diversi utenti quest’anno hanno palesato la loro delusione e il loro disappunto sui social. Qualcuno, dopo lo sfogo per “le giostre di Santa Rosa” e contro certe scelte dell’amministrazione, ha rimosso il video, altri, invece, hanno continuato a esternare il loro malcontento. Qualche utente ha anche evidenziato la poca illuminazione della strada, sollevando una presunta pericolosità dell’attraversamento. Forse, però, anche per il parco giochi di Santa Rosa, pensato dal Comune, è arrivato il momento di cambiare e fare quel salto dimensionale che gli farebbe riconquistare un apprezzamento unanime tra gli appassionati. E pensare che l’area di San Lazzaro è a pochi minuti dalle porte cittadine, servita da ampi parcheggi, addiritttura dalle navette previste proprio per i giorni di Santa Rosa. E, invece, si continua a restare ostinatamente aggrappati a certe idee buone per una cartolina del passato, certamente con il fascino della storia, ma poco competitiva per i gusti e le tendenze del presente e con realtà similari che si possono trovare in giro. Si finisce così per restare intrappolati in uno steccato asfittico, mentre il mondo tutto intorno cresce e va avanti.