Chiusura Teatro Caffeina, Marini: “La città deve sapere la verità. Non vedo moventi politici”
Sulla chiusura del teatro Caffeina, inaugurato venerdì 6 ottobre e chiuso sabato 7, “la città deve sapere la verità”. Ne è convinto l’ex sindaco, Giulio Marini, che, come tutti, sta seguendo in questi giorni l’evolversi dello scontro tra il comune di Viterbo e la Fondazione Caffeina. Il primo sostiene che il teatro sarebbe stato aperto “senza le autorizzazioni”, i secondi ribattono replicano di avere presentato, tramite i loro tecnici, “tutta la documentazione necessaria per la richiesta di rilascio dell’autorizzazione”. Che, pare, non essere mai arrivata, come la stessa Fondazione Caffeina lascia intuire dicendo che avrebbe gradito: “avere una risposta sull’esito della domanda da parte dell’ amministrazione comunale”. Il resto è cronaca. Il teatro Caffeina apre venerdì, sabato arrivano i Vigili Urbani e il sipario cala di fronte allo stupore del pubblico.
“Il problema è di natura amministrativa – dice Giulio Marini che prima di Leonardo Michelini è stato alla guida del comune di Viterbo e, quindi, alle prese con certe tematiche – non vedo assolutamente nulla che possa connotarsi in modo politico nella posizione assunta dal comune di Viterbo. Una struttura privata deve avere le autorizzazioni per realizzare gli spettacoli. La prassi è questa. C’è una normativa vigente che regola la materia. Non riesco a capire perché manchi questa autorizzazione. Dirò di più. Già l’apertura di luglio del Teatro dell’Unione è avvenuta con un’autorizzazione parziale. E anche qui è stato fatto, a mio avviso, un passo falso. Oggi addirittura si apre un teatro senza le richieste autorizzazioni, come apprendiamo dalle dichiarazioni del sindaco. L’Auditorium già venti anni fa, con una gestione privata, fu fatto chiudere perché mancava un’autorizzazione dei Vigili del Fuoco. Quando la stessa scadde al Teatro dell’Unione, come sindaco mi assunsi la responsabilità di aprirlo, facendo ogni volta un’ordinanza. Ma in quel caso si trattava di un bene di proprietà comunale. Mi sembra piuttosto improbabile che un sindaco possa assumere su di sé un onere, che può anche avere conseguenze penali, su una struttura privata. Sulla questione del Teatro Caffeina bisogna entrare nel merito della pratica amministrativa per capire come stanno realmente le cose. Già stamattina andrò a fare un accesso agli atti per capire se c’è stata una qualche distrazione da parte della Fondazione Caffeina o da parte del Comune. È giusto che la città – conclude Marini – sappia come sono andate le cose”.