Congresso Pd, su Viterbo tra Egidi e Benedetti vince Fioroni. Egidi verso la riconferma a segretario provinciale Pd.
Si scioglie il nodo di Viterbo nella sfida per la segreteria provinciale del Partito Democratico tra il segretario uscente, Andrea Egidi, e la sua vice Manuela Benedetti. Il capoluogo, infatti, assegnando il numero più elevato di delegati che andranno ad eleggere il segretario provinciale, è il crocevia decisivo per il destino dei candidati. Chiuse le urne alle ore 21 di ieri sera, scheda dopo scheda, si è andato delineando il “dominatore” di questa partita. Nella sfida tra Andrea Egidi e Manuela Benedetti, su Viterbo, vince Giuseppe Fioroni. La lista del deputato Pd, “Avanti con Renzi”, a sostegno di Andrea Egidi, totalizza sul capoluogo 568 voti contro i 311 della lista “Insieme per unire il Pd” di Manuela Benedetti, sostenuta dal gruppo di Enrico Panunzi. Ma, soprattutto, l’ala fioroniana afferma un peso schiacciante nei confronti della lista dello stesso Andrea Egidi che sul capoluogo totalizza solo 75 voti.
Giuseppe Fioroni si riconferma, quindi, il leader indiscusso del Pd sulla città di Viterbo. Il segretario provinciale sarà pure Andrea Egidi, ma, se fossimo in ambito aziendale, potremmo dire che il “pacchetto di controllo” del Pd è sicuramente detenuto da Giuseppe Fioroni.
Diverso discorso in provincia, dove Benedetti è rimasta in vantaggio fino a venerdì sera. Ma il voto della città di Viterbo di ieri ha ribaltato la situazione. La lista di Benedetti, complessivamente, ad oggi, con il voto di 55 circoli su 59 resta comunque la più votata con 1797 voti, seguita da quella di Fioroni a sostegno di Egidi con 1727 voti e, infine, quella di Egidi con 519 voti. Oggi si recheranno alle urne altri comuni: Gallese, Ronciglione, Acquapendente e Tuscania, ma dopo l’esito delle votazioni di Viterbo, è evidente la riconferma di Andrea Egidi a segretario provinciale del Partito Democratico, per il terzo mandato consecutivo. Egidi, grazie alle due liste che lo sostengono, riporta su Viterbo 643 voti contro i 311 di Benedetti.
Al d là dei risultati, va, invece, sottolineato come il Pd, con il voto dei circoli per la scelta del segretario, abbia vissuto un momento intensamente partecipativo della vita di partito, coinvolgendo la base nelle scelte dei propri vertici. Un sistema, quello di far votare i tesserati, che offre anche un terreno su cui i candidati devono mettersi in gioco e misurarsi su idee, programmi, visioni per raccogliere consensi. Un momento di democrazia, che è la vittoria più importante, al di là dei risultati dei singoli, e contro quelle logiche verticistiche nella scelte di dirigenti di partito calati dall’alto senza alcun coinvolgimento della base che in tutto ciò trova spesso il più valido dei motivi per abbandonare l’impegno politico.
Tiziana Mancinelli