Home Cultura Video – Marco Travaglio “perché no” conquista il Paradosso contro le riforme di Renzi

Video – Marco Travaglio “perché no” conquista il Paradosso contro le riforme di Renzi

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Il pubblico invade il parco del Paradosso per applaudirlo: Marco Travaglio, ospite a Caffeina Festival, perora le ragioni del no alla riforma costituzionale proposta da Matteo Renzi e con la sua lucida ed efficace ironia fa breccia nella platea.\r\n\r\nInsieme a lui sul palco c’è una magistrale Giorgia Salari nelle vesti del ministro Maria Elena Boschi.\r\n\r\nIl risultato è un travolgente siparietto condito da una brillante comicità che trova il modo di dare molti spunti di riflessione.\r\n\r\nIl direttore de Il Fatto Quotidiano mette in guardia dai pericoli, secondo la sua lettura della riforma costituzionale, del nuovo sistema parlamentare promosso da Renzi, innanzitutto quello di creare la figura di un premier assoluto, vale a dire “un presidente del consiglio che sceglie quasi tutti i deputati con i capilista bloccati, come di fatto prevede il  Porcellum, che può decidere il Presidente della Repubblica e, tramite i parlamentari, anche i membri della Corte Costituzionale”. Insomma, secondo Travaglio, se i cittadini approveranno le riforme costituzionali di Renzi, verrebbero a trovarsi di fronte un “premier padrone dei propri deputati che risponderebbero a lui e non agli elettori”.\r\n\r\nUna figura con poteri assoluti, secondo Travaglio, senza bilanciamento alcuno, visto che verrebbero indeboliti i contrappesi del sistema democratico.\r\n\r\nPer non parlare del premio di maggioranza che assegnerebbe al partito vincitore, nemmeno alla coalizione, molti più seggi di quanti ne dovrebbe avere, come partito di minoranza nel paese.  Una scelta iniqua, secondo Travaglio, che  non porterebbe alla stabilità, ma a falsare la geografia politica delle idee dei cittadini italiani, poiché un partito di minoranza otterrebbe una maggioranza assoluta in Parlamento. La stabilità va ricercata, secondo Travaglio,  nella capacità di fare larghe intese con tutte le forze politiche, ciascuna con il suo reale peso elettorale.\r\n\r\nTravaglio solleva interrogativi anche sulla formulazione, a suo parere dubbia, di alcuni articoli: “dicono che i senatori saranno nominati dai consiglieri regionali, e al  comma successivo, invece, che saranno i cittadini ad eleggerli. Ma insomma chi li nomina?”, dice Travaglio rivolto al pubblico che risponde con uno scroscio di applausi.\r\n\r\n”Hanno trasformato la formula di un articolo che ora è di 9 parole in una che ne contiene 363, alla faccia della semplificazione”, prosegue.\r\n\r\n”Non si elimina il bicameralismo, ma si introduce un Senato ‘zoppo’ con sindaci e consiglieri regionali che dovranno viaggiare per tutta Italia, lasciando, nel caso dei primi, le incombenze della complessa attività amministrativa delle città che gestiscono, per partecipare alla seduta in Parlamento. E dovrebbero farlo gratis secondo Renzi”, dice Travaglio che si dimostra scettico sul fatto che i membri del nuovo Senato non richiederanno rimborsi spese e quant’altro.\r\n\r\nUn altro punto dubbio sarebbe, secondo il giornalista, l’immunità parlamentare che fornirebbe un ombrello a sindaci e consiglieri regionali, che ne sono invece sprovvisti, sollevando caos e dubbi ogni volta che si dovrà stabilire se un reato è stato commesso come sindaco o consigliere regionale, e quindi non immune, o come parlamentare e dunque non condannabile.\r\n\r\nLa platea applaude fino a spellarsi le mani, così Travaglio lancia un altro argomento a favore del no.\r\n\r\n”Con la riforma costituzionale avremo ben 12 modi di approvare una legge a seconda di quale settore interessa. Ma vi rendete conto?”\r\n\r\nLa gente ride si guarda con il vicino di posto e magari si chiede se è uno scherzo\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.