Antica Latteria: il primo “Schiaffo del Papa” è viterbese.
Viterbo – Uno schiaffo rifilato sulle mani di una fedele asiatica in piazza San Pietro che gli aveva afferrato l’altra mano per salutarlo, e papa Bergoglio, in un batter d’occhio è diventato il protagonista indiscusso della rete. Sono giorni che il social è invaso da post caricaturali del Santo Padre e del suo gesto. Lo schiaffo, oramai, è virale. Ovunque girano post del papa “tosto”, suscitando ilarità e battute di ogni genere. Tanto che anche i ristoranti si sono attrezzati. A Napoli, sulla scia dell’episodio, sono nati i paccheri del papa. E chissà quanti altri si ispireranno ai fatti di San Pietro per sfruttare la scia mediatica che si è innescata e cresce inarrestabile. Il gioco, oramai, è facile. Più difficile, se non impossibile, era, invece, anticipare i tempi. Qualcuno c’è riuscito. Ed è tutto viterbese. L’Antica Latteria a Porta della Verità a Viterbo da quindici anni produce lo schiaffo del papa in versione gelato e cioccolatini. Chi gliel’ha suggerito? Semplice: la storia. Chi la conosce, spesso riesce a indovinare anche il presente. E così è stato. A ben vedere, infatti, nel passato della Chiesa, qualche sonoro schiaffo era già partito. Uno, tra tutti, passato alla storia proprio di Viterbo: lo schiaffo di Papa Urbano V alla popolazione di Pianoscarano. Ed è proprio questo l’episodio a cui si è ispirata l’Antica Latteria. “Lavoriamo con i prodotti tipici del territorio – dice il titolare, Roberto Zena – e lo facciamo riscoprendo anche la storia locale. Lo Schiaffo del Papa è nato dalla collaborazione con uno storico viterbese, Marco Guglielmi”. Una filosofia, quella dell’Antica Latteria, che oggi le permette di beneficiare del grande polverone sollevato dal gesto del papa. Perché la storia si ripete sempre, prima o poi, e chi la conosce, trae il proprio vantaggio. “È stato mio figlio – dice Zena – a postare la foto del gelato Schiaffo del Papa scrivendo “noi lo avevamo previsto”. In poco tempo abbiamo fatto tantissime di condivisioni”. Il post dell’Antica Latteria dove campeggia il gelato fatto con nocciole e cioccolata ha già realizzato 751 like e 228 condivisioni. A tavola e nella storia, dunque, il primo Schiaffo del Papa è tutto viterbese. Ma cosa accadde nella Città dei Papi? Lo riporta la descrizione dietro la scatola dei cioccolatini dell’Antica Latteria chiamata proprio “Schiaffi del Papa Urbano V”: “Sbarcato a Corneto (Tarquinia) da Avignone il giorno 9 giugno 1367, papa Urbano V tornò in Italia per soffermarsi a Viterbo e transitando per Pianoscarano prese alloggio al suo Palazzo. Il fatto grave che provocò una vera e propria sommossa popolare, avvenne il 5 settembre dello stesso anno: alcuni francesi al seguito della corte papale ebbero, con grande sprezzo della popolazione, l’ardire di lavare un cagnolino nella fontana di Pianoscarano, che forniva acqua potabile all’intero quartiere. Alle prime lamentele, quelli risposero con altezzoso atteggiamento provocatorio e così divampò in un attimo una sanguinosa reazione collettiva. Lo stesso papa si sentì minacciato e chiamò in aiuto ‘Todini, Ortani, Surianesi, Montefiasconesi et Sutrini’ per sedare la rivolta. Così, una volta ristabilito l’ordine, per ‘castigare i malefactori’ papa Urbano V con grande severità ordinò di scaricare la fontana dalle fondamenta, di diroccare tutte le torri di Pianoscarano all’altezza dei tetti, di impiccare e bruciare le case di coloro che per primi avevano iniziato la questione. Solo per l’intercessione di alcuni cardinali, l’abbattimento delle mura civiche fu limitato alla sola merlatura difensiva. Sul luogo dove avvenne il fatto è stato esposto un bassorilievo allegorico ed un targa descrittiva dell’evento storico“. Lo schiaffo del Papa, da allora, rimase nella storia di Viterbo. E, ora, che un altro schiaffo papale sta facendo il giro del mondo, si può dire che la Tuscia era sia arrivata molto prima.
Tiziana Mancinelli
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