Apertura al pubblico della Torre dell’Orologio: il turismo che “paga”. La Lega sostiene il progetto.
Viterbo – Negli ultimi tempi ricorre sempre più spesso l’esclamazione: «Viterbo è piena di turisti». Un dato confortante per una città che ha deciso, giustamente, di puntare sul turismo per sostenere e sviluppare l’economia locale. Ma cosa comporta avere molti, o comunque un flusso crescente, di turisti sul territorio? Significa avere più persone che “usano” la città, e dunque comportano una spesa per le casse comunali. Il Comune dovrà spendere di più nel servizio di igiene pubblica, in quello di vigilanza del territorio, nel trasporto pubblico locale, ecc. Questo Natale lo dimostra: circa 24 mila euro sono state spese per la pulizia straordinaria in considerazione del flusso turistico in arrivo e 7.500 euro sono state impiegate per incrementare il bus navetta. Quand’è che il turista, dunque, diventa una risorsa? Quando a fronte di queste ed altre spese, determina delle entrate alle casse pubbliche del comune. Che non sono quelle che consegue il singolo operatore privato: ristorante o albergo o B&B che sia. Ben venga che gli operatori economici facciano fatturato. Ma il beneficio per il comune di Viterbo e, quindi, per i contribuenti viterbesi, è ben altro. E sono i soldi che dalle tasche dei turisti arrivano direttamente a quelle dell’ente pubblico che può quindi reinvestirli per migliorare la città o aumentare i servizi. Il turismo si traduce in un’entrata per il Comune quando paga la tassa di soggiorno, quando paga un biglietto per un museo, o per una mostra, o per un sito storico ecc. E questo è uno dei punti su cui il comune di Viterbo deve puntare se vuole che il turismo diventi una risorsa. Affinché quella considerazione: “Viterbo è piena di turisti” si traduca in ricchezza vera per il Comune è anche necessario promuovere, valorizzare e mettere in un certo senso a reddito le cose di interesse storico che ha. Una strada finora poco battuta. Basti pensare alla triste sorte toccata al museo civico negli anni trascorsi, dove il crollo di parte dell’edificio ha finito con il diventare la disarmante metafora di una pietra tombale infine caduta su un’esistenza “grigia” di una struttura che, nonostante l’importanza, non è mai riuscita a rappresentare per il comune di Viterbo una fonte di grandi entrate, risvolto economico di uno scarso flusso turistico. C’è bisogno di un cambio di passo, di una diversa mentalità. E in tal senso fa ben sperare l’intenzione dell’amministrazione di centrodestra di lavorare su un biglietto unico per il museo, ma anche i progetti su Palazzo dei Priori, parte del quale si avvia a diventare un complesso museale visitabile con un biglietto di ingresso. Percorsi, pacchetti, offerta “turistica”, sono queste le parole chiave per portare introiti al Comune. E in questo contesto potrebbe trovare spazio anche il rilancio di un progetto a lungo caldeggiato anche nelle passate amministrazioni: la riqualificazione e la fruizione al pubblico dell’imponente Torre dell’Orologio di piazza del Comune. Una novità, ma solo per Viterbo, poiché in altre città più evolute dal punto di vista turistico, il percorso delle torri è piuttosto comune, e un’eccellente fonte di entrate. Una proposta che trova tra i suoi maggiori sostenitori la Lega di Viterbo. «È un progetto che porteremo avanti come Lega – dice il vice sindaco Enrico Maria Contardo -. La torre, oltre ad essere un’importante testimonianza del passato, offre una vista mozzafiato della città dall’alto dei suoi 50 metri, ponendosi come un’attrazione di sicuro successo per i turisti. Essa potrebbe anche essere inserita nel biglietto unico per museo civico e sale di Palazzo dei Priori, dove troverà spazio al piano terra anche la pinacoteca. Credo anche che l’aumento della tassa di soggiorno ci consentirà di prevedere tutta una serie di interventi sul turismo, tra cui sicuramente i bagni pubblici, la cartellonista all’interno e all’esterno di monumenti e chiese cittadine, ma anche l’ipotesi della riqualificazione della torre». In merito al Comune esisterebbe già un progetto. Si tratterebbe di uno studio di fattibilità finalizzato soprattutto al miglioramento sismico, che prevederebbe la rimozione della scalinata interna, fatiscente, sostituita da una in ferro. Non sarebbe previsto un ascensore, elemento, tra l’altro, inesistente anche in molte altre torri storiche aperte con successo al pubblico in altre città. Un altro fautore leghista della riapertura della torre è il consigliere comunale Antonio Scardozzi: «Favorevolissimo all’apertura non solo della Torre dell’Orologio, ma anche di quella di Bagnaia – dice -. Per quest’ultima non ci sono grandi interventi da fare per renderla fruibile. La scala interna basata su un perno centrale ha spesso ricevuto commenti positivi da molti architetti per il modo in cui è stata costruita che porta il visitatore in alto senza nemmeno accorgersene. Per la torre di Bagnaia ci sono pochi lavori da fare per aprirla al pubblico: il corrimano, l’impianto antincendio, la luce. Oltre a Viterbo Sotterranea – ci scherza Scardozzi – , faremo anche una Viterbo in “aria”» A sostegno della proposta della riapertura della torre anche il consigliere comunale leghista Andrea Micci: “Il recupero delle principali torri cittadine è a mio avviso un progetto bello e qualificante per la città – commenta – Basta guardare quello che accade in altri Comuni, come Lucca, per esempio, dove tutte le torri sono visitabili a pagamento. La visuale dall’alto della città è senz’altro suggestiva. Chiaramente non dobbiamo dimenticare che tutto ciò deve andare di pari passo con i servizi essenziali. Non è più accettabile la carenza di cartellonista, di mappe e bagni pubblici».