Viterbo, 19 luglio 2023 – Stop alle convenzioni con gli asili nido privati: il comune di Viterbo con la nuova gestione Frontini – Notaristefano prosegue sulla sua strada. I fondi comunali saranno erogati direttamente alle famiglie. Un modo per “incrementare il numero di utenti che beneficiano dei contributi comunali per il pagamento della retta”, assicura l’assessore ai servizi Sociali, Patrizia Notaristefano, promotrice convinta di quella che può essere definita una rivoluzione, poiché va a mettere una pietra tombale su un sistema che durava da oltre vent’anni. Con quali risultati, sarà il tempo a dirlo. La misura per ora è sperimentale. Sufficiente, però, ad alzare un polverone di polemiche, critiche, proteste e, soprattutto, interrogativi. Come quelli sollevati dall’opposizione che ha richiesto un consiglio comunale straordinario affinché l’argomento diventasse oggetto di confronto e dibattito e non rimanesse, come molti altri, nel perimetro “solitario” della giunta. Un recinto da cui, inizialmente, sono rimaste escluse anche le parti coinvolte, come le stesse strutture oramai ex convenzionate, ascoltate, a quanto riferiscono, solo dopo la pubblicazione del bando per l’erogazione dei fondi comunali. Avviso poi ritirato e modificato, proprio alla luce delle criticità che avrebbero fatto notare gli asili ex convenzionati. “Per quale motivo non avete convocato le parti prima della delibera di giunta? Possibile che qui bisogna sempre tornare indietro?”, ha detto Troncarelli nella seduta di consiglio di ieri, riguardo alla mancata concertazione. “Cambiare un atto significa ammettere di aver sbagliato”, ha incalzato, ricordando analoga vicenda in ordine alla stesura del nuovo regolamento della consulta del volontariato, anch’essa partita senza un preventivo confronto con le associazioni, ascoltate, poi, successivamente, anche in questo caso dopo ripetute sollecitazioni e, dunque, modificata, in seguito alle osservazioni degli operatori del settore. Insomma la concertazione e il confronto nell’amministrazione Frontini sembrano chimere, e le immancabili enunciazioni dell’ascolto e della partecipazione quali tratti distintivi del patto civico, alla resa dei fatti, appaiono sempre di più come un mero esercizio di retorica. Sulla mancata concertazione nella vicenda degli asili nido è arrivata una bacchettata anche da Goffredo Sepiacci di Aninsei: “La legge prevede la costituzione di una commissione tecnica permanente, e non mi sembra essere stata costituita. Alcune problematiche forse sarebbero state risolte prima. L’altra cosa che ci preoccupa è la possibile ricaduta a livello occupazionale”, ha detto, citando anche l’art. 45 della legge regionale numero 7: “Il Comune deve stipulare convenzioni con i servizi accreditati per ampliare l’offerta”. E proprio questo è il nodo da sciogliere: “Quante famiglie in più saranno sostenute economicamente dal comune rinunciando alle convenzioni?”. E, inoltre, “Quanto impatterà questa misura sul bilancio comunale?”, ha chiesto Alvaro Ricci (Pd). “Nascono le convenzioni – ha fatto notare Antonella Sberna (FDI) – perché il Comune a un certo punto non riesce più a coprire la domanda con l’offerta”. “Agite come un trattore – ha aggiunto Andrea Micci (Lega) – Fate esperimenti sulla pelle e sulle tasche dei cittadini, poi fate marcia indietro. Così diventate un problema. Vi siete presentati come l’amministrazione del cambiamento, ma anche quella della concertazione”, che pare, invece, la grande assente nei processi di cambiamento innescati dall’amministrazione Frontini. “Per le grandi riforme – ha detto Luisa Ciambella (Per il bene Comune) – ci vuole visione, esperienza e sensibilità. Asili nido e assistenza scolastica sono macchie nere sul curriculum della maggioranza. Fate pasticci di ogni tipo. Avete trattato questo tema solo dal punto di vista economico”. In realtà, per conoscere i numeri, unici depositari, forse, della verità, perché sono ancora solo delle stime, si è dovuto attendere un’impiegata comunale a fine consiglio: “Il problema è sorto durante la gestione commissariale – ha detto -. Con la delibera regionale che aumentava le rette a 840, dovevamo raddoppiare la cifra in bilancio, 450 mila euro, per mantenere l’esistente”, cioè “106-108” posti in convenzione. “Oggi, con 1 milione e 40 mila euro” ed erogazione diretta alle famiglie dei soldi, “Ne potremmo sostenere 250”, cioè un centinaio in più rispetto a prima”. Stime e ipotesi: tutte da verificare.