Campo ex Fiera di Viterbo: tra 10 giorni dovrebbe chiudere, ma il gestore programma migliorie
Dai quindici, circa, iniziali, i migranti ospitati ora al campo di accoglienza allestito sulla Cassia Nord in prossimità della ex Fiera di Viterbo sono saliti a 59. Numeri che lievitano di giorno in giorno. Quattro donne, di cui alcune incinte, e tutti uomini tra i venti e i trent’anni. Arrivano da Pakistan, Nuova Guinea, Nigeria, Camerun: partiti dall’altra parte del mondo, non necessariamente da zone di guerra, ma anche da aree dove imperversa la povertà, oppure rappresentano una minoranza che proprio per questo viene in un certo senso “perseguitata”.\r\n\r\nSituazioni che, nel vecchio continente, saranno passate al vaglio da un’apposita commissione che deciderà se rilasciare o meno lo status di richiedente asilo. “Lo raccontano i due operatori che stamattina hanno accolto i consiglieri comunali della quarta commissione al centro di accoglienza sulla Cassia Nord in prossimità della ex Fiera di Viterbo, per un sopralluogo”.\r\n\r\nDal momento dello sbarco alla conclusione della procedura finalizzata ad accertare la sussistenza del diritto di asilo, il migrante resta sul territorio italiano, in media per un anno, ma c’è anche chi sarebbe in Italia da quattro anni in attesa di dirimere la questione dell’acquisizione dello stato che gli permetterà di restare qui o no”. Nel frattempo gli operatori dell’accoglienza li occupano in diverse attività, tra cui corsi di formazione, soprattutto finalizzati all’apprendimento della lingua italiana, e in attività lavorative.\r\n\r\nUna macchina che lo Stato tiene in vita con i soldi pubblici, europei o italiani, ma comunque dei contribuenti, e che “gira” a pieno regime per tutta la massa di immigrati che sbarcano, fintanto che restano in Italia, senza distinguere, inizialmente, chi ha diritto di asilo da chi non ce l’ha, che sarebbero la gran parte secondo le statistiche diffuse, differenza che sarà nota solo dopo lo svolgimento dell’iter burocratico previsto e piuttosto lungo. \r\n\r\nIl campo profughi ex Fiera, secondo quanto disposto dal Comune di Viterbo, dovrà essere smantellato dopo il 18 marzo, altrimenti rientrerà nel campo dell’abusivismo, costringendo Palazzo dei Priori a ricorrere alla Procura della Repubblica per far sequestrare il cantiere. Anche se mancano una decina di giorni, però, al campo non si respira aria di smobilitazione. È stata portata la ghiaia per ricoprire il terreno su cui sono stati sistemati i container che ospitano i migranti e a breve, informa l’operatrice, “sarà allestito un grande telo per riparare gli ospiti dagli agenti atmosferici che ora battono l’area di arida terra. Considerando i lavori in corso e l’imminenza, almeno in teoria, dello smantellamento del campo imposta dal Comune di Viterbo, la consigliera Chiara Frontini (Viterbo 2020) ricorda al presidente della quarta commissione, Arduino Troili (Pd), di approfondire il capitolo “costi” e l’opportunità delle spese sostenute con i soldi pubblici.\r\n\r\nIntanto domani pomeriggio è atteso il consiglio comunale straordinario per discutere e adottare una linea di azione sulla tematica dell’immigrazione anche in considerazione di quale atteggiamento assumere nei confronti della Prefettura con la quale, stando alla commissione di stamattina, i rapporti con il Comune diventano sempre più tesi.\r\n\r\n