Viterbo, 7 maggio 2025 – Piazza del Plebiscito: il cantiere si allarga, arrivando fino a pochi metri dal Palazzo del Podestà. Si sarebbe dovuto iniziare lunedì, ma il maltempo ha finora bloccato i lavori. Intanto è stato ricoperto con una superficie compatta di terra tutto il quadrante che è stato oggetto in questi mesi di indagine archeologica, sul quale arriverà a breve la pavimentazione. Sull’antica città medioevale che per qualche mese si è riaffacciata al nuovo secolo, è calato nuovamente uno strato di terra. E il silenzio. Ma il velo dell’ignoto oramai è squarciato e i viterbesi hanno potuto vedere con i loro occhi materializzarsi quello che finora era sui libri di storia o addirittura solo nelle dicerie degli anziani, nelle teorie degli esperti, sedimentato in quella memoria storica scaturita da fonti della conoscenza che si perdono nei tempi. La copertura è stata effettuata in modo da conservare quanto è rimasto sotto, ossia i resti della città medioevale mentre gli scheletri sono stati rimossi, trasferiti al museo della Rocca Abornoz, studiati e catalogati. Ma su tutto ciò non scenderà l’oblìo, i ritrovamenti sono stati oggetto di laser scanner che, nei tempi e nei modi che devono ancora essere resi noti, lo renderà stabilmente fruibile al pubblico. In questi giorni, quindi, si interverrà su quel corridoio che si estende dall’attuale cantiere al Palazzo del Podestà, arrivando a qualche metro dagli ingressi degli esercizi commerciali. Una striscia, quella attualmente occupata dai tavoli del bar, che è stata finora lasciata fuori dal cantiere in corso, pur facendone parte, per arrecare meno disagi possibili agli esercizi commerciali. Ora, però, si procederà anche su questa striscia di piazza non appena il maltempo darà via libera. Per questo ulteriore pezzo si prevedono tempi brevi. Salvo soprese, ovviamente. Secondo gli esperti non dovrebbero esserci, ma finché non si scaverà, non si saprà con assoluta certezza. Tempi stimati: “Fine giugno, inizio luglio”, dice l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris, al termine di una riunione che si è tenuta negli uffici comunali in questi giorni proprio sull’argomento. “Andare oltre diventerebbe troppo rischioso”, dice, riguardo l’imminente avvio, per quella data, dei festeggiamenti per il trasporto della Macchina di Santa Rosa. E’ questo l’unico paletto fermo ed irremovibile posto alla programmazione dei lavori: non mettere a rischio il secondo passaggio di Dies Natalis, ricadente, peraltro, nell’anno giubilare. Preoccupazione, questa, talmente avvertita dall’amministrazione comunale che ha messo la postilla di non intralciare il rituale santarosaro pure ad un altro cantiere: quello della torre civica. È tutto pronto per dare il via a uno dei progetti più attesi e più condivisi della storia cittadina: idea partita da Filippo Rossi, durante il Michelini sindaco, progettata e finanziata nel mandato Arena (ordine del giorno della Lega ed emendamento Movimento Cinque Stelle), che sarà infine messa a terra da quello di Frontini. “Pure per la torre civica è imminente la partenza di un cantiere, che sarà a superficie ridotta. Inizialmente si farà solo la demolizione dell’interno”, dice ancora Floris. Tutto ciò anche per non sovrapporsi con l’altro cantiere in corso. “Cantierizzato pure l’ultimo stralcio di Sallupara”, continua. Per il cantiere delle ex scuderie papali, iniziato all’epoca di Marini sindaco, sono arrivati finalmente i titoli di coda. Altri lavori in procinto di partire in questi giorni, secondo quanto riferito da Floris, sarebbero quelli della Pensilina del Sacrario che ospita attualmente l’ufficio turistico, destinata a diventare un’isola della biodiversità.